Selezione articoli da Corriere delle Alpi - Farmaci gastroprotettori, paga il paziente. I medici di base bellunesi: «Batosta per i cittadini»
La denuncia del referente dello Snami, Rossi: «La novità è stata imposta dall’Aifa: penalizzato chi li usa per periodi lunghi»
Un’altra tegola sta per abbattersi sui cittadini con problemi di salute. È dei giorni scorsi la pubblicazione da parte di Aifa-Agenzia italiana per il farmaco di un nota, la prima del 2026, pensata per limitare l’utilizzo improprio dei medicinali gastroprotettori, chiamati in termine tecnico inibitori di pompa protonica. Peccato che a rimetterci saranno sopratutto i pazienti con malattie croniche.
A lanciare l’allarme sono i medici di famiglia: «Ancora una volta», sono le parole di Gianluca Rossi, medico di famiglia e referente dello Snami, «la manovra per il controllo e il risparmio della spesa farmaceutica cadrà sulle spalle dei cittadini, costretti a pagare per intero questi medicinali».
I farmaci gastroprotettori, in commercio da oltre 30 anni, appartengono a diverse “famiglie” di medicinali. Per alcune patologie, come la gastrite, venivano assunti a lungo, in alcuni casi addirittura per tutta la vita. Ma se fino a oggi, con una ricetta medica, si poteva pagare solo il ticket, ora arriva la nota dell’Aifa che, prendendo spunto da alcuni studi, evidenzia che l’utilizzo prolungato può fare più male che bene. E raccomanda l’utilizzo nei casi più gravi per un massimo di otto settimane, al termine delle quali il paziente dovrà essere rinviato a una visita specialistica per appurare se deve continuare o meno la terapia. In poche parole, viene bandito l’uso prolungato, ma anche la sua attribuzione economica al Sistema sanitario nazionale, imponendo la prescrizione con parsimonia e non sempre con ricetta medica che permette il suo acquisto dietro pagamento del solo ticket.
«Con la nuova nota tutti i gastroprotettori saranno a carico dell’assistito nell’assunzione a lungo termine. È un cambiamento epocale», evidenzia il dottor Rossi, «perché questi farmaci sono largamente prescritti e talvolta iper-prescritti, per mera medicina difensiva. L’obiettivo dichiarato è limitare le prescrizioni improprie, ma non si capisce il motivo per cui si vadano a colpire anche quei soggetti che hanno situazioni cliniche che richiedono protezione gastrica. Si pensi ai pazienti con il reflusso causato da un’anomalia anatomica che fa sì che l’acido dello stomaco vada dove non deve andare, cioè nell’esofago. O ai pazienti cardiopatici che devono assumere per tutta la vita l’aspirina, farmaco che nel lungo periodo danneggia lo stomaco. Anche per questi soggetti la nuova nota prevede dei limiti di prescrivibilità nel lungo periodo».
In buona sostanza, basta ai gastroprotettori a vita, anche se ci sono persone che lo prendono letteralmente “da una vita”. Quindi? «Questi pazienti, con l’introduzione della nuova nota, dovranno pagare il gastroprotettore», sottolinea ancora il medico dello Snami, che poi aggiunge: «È vero che ci sono persone che assumono senza ragione questi farmaci, ma per toglierli a questi si è voluto penalizzare anche chi li deve assumere a ragion veduta. I pazienti devono sapere che, se negheremo un gastroprotettore con la ricetta, è solo per obbedire alla legge», chiude Rossi.
I gastroprotettori non sono particolarmente costosi. «Si aggirano dai 4 ai 10 euro», evidenzia Roberto Grubissa, presidente di Federfarma Belluno. «Non si tratta di una spesa elevata se si assumono sporadicamente, e proprio per questo motivo numerosi medici di famiglia non prescrivevano alcuna ricetta, facendo pagare il farmaco al malato occasionale. Purtroppo, però, il costo è ugualmente lievitato per il Servizio sanitario nazionale e l’Aifa si è mossa in tal senso».
«La soluzione di Aifa è mossa dall’intenzione di tagliare il più possibile le spese della farmaceutica», concludono i medici di famiglia. «E a pagarne le spese saranno ancora una volta i nostri pazienti, persone che hanno bisogno di assumere questo farmaco più a lungo di 4-8 settimane. E poi non dimentichiamo che, se dopo un uso ridotto il paziente deve essere mandato a visita specialistica, si aggiunge un problema a un altro, quello, cioè, di ottenere un appuntamento per la visita».
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articolo di Paola Dall’Anese











