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Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - 1) Borgo minacciato dalla frana: crepe nelle case e paura a Panizzer. 2) Borca di Cadore, frana nella notte: detriti sul parcheggio del Rifugio Fiume.

Le crepe visibili nelle case a Panizzer
La borgata di Panizzer vista dall'alto
Borca di Cadore -  la frana

10 settembre 2026

1) Borgo minacciato dalla frana: crepe nelle case e paura a Panizzer.
Nella borgata di Faller sono comparse fessurazioni sui muri e si teme un movimento del terreno. La Provincia avvia sondaggi e monitoraggi per capire se si tratta di cedimenti o di una possibile frana
Le crepe già si notano sui muri delle case: qualcosa si sta muovendo nel sottosuolo di Panizzer, borgata nei pressi di Faller di Sovramonte che conta una trentina di abitazioni, in buona parte seconde case abitate soprattutto durante l’estate. E c’è preoccupazione per il dissesto che sta minacciando il paese.
Infiltrazioni di limo nel sottosuolo che creano vuoti nel terreno, oppure una frana vera e propria: ancora non è chiaro cosa stia succedendo esattamente sotto la borgata abbarbicata al colle.
Ma la Provincia, attraverso il Settore difesa del suolo, è decisa a scoprirlo, primo passo indispensabile per mettere in programma gli interventi necessari per fronteggiare il dissesto. Ed ha mandato sul posto il geologo Nicolò Doglioni, con l’incarico di fare luce sul movimento che minaccia la piccola borgata.

Partiti gli accertamenti
Il Settore difesa del suolo di palazzo Piloni, dunque, ha richiesto nei giorni scorsi la chiusura di un tratto di via Panizzer per svolgere alcuni sondaggi geognostici e procedere con delle valutazioni tecniche sulla presenza o meno di cedimenti diffusi sui fabbricati. Il professionista ha già effettuato numerosi sopralluoghi, e ha analizzato la situazione anche dall’alto, utilizzando le immagini realizzate con un drone.
Ma serviranno anche ulteriori dati scientifici per capire cosa stia succedendo, e per escludere l’ipotesi più preoccupante, ovvero che una grossa frana sotto l’abitato possa provocare un fenomeno di scivolamento verso valle.
Ci vorranno alcuni mesi per l’installazione di tre inclinometri che saranno fatti posizionare dal professionista e per la raccolta dei dati che saranno poi analizzati.
Al momento, in assenza di una carta geologica aggiornata della zona, il professionista può solo riscontrare il dato oggettivo cioè le fessurazioni sui muri delle case di Panizzer, e le testimonianze di chi ha memoria storica di quanto accaduto nella borgata.
«Da quello che si è potuto acquisire interrogando la popolazione», spiega Doglioni, «questi fenomeni hanno cominciato a manifestarsi dagli anni Novanta, con le edificazioni più recenti. Sarà che prima le case erano in sassi, che non c’era una particolare attenzione alle cosiddette crepe sulle pareti e che fondamentalmente si conviveva con i movimenti del terreno. Così forse si sono sottovalutati i fenomeni».

Ma c’è anche il fatto che le circolazioni di acqua si sarebbero accentuate, nei decenni, o per i tombinamenti o per le perdite delle condotte.
«Dato che studiando la morfologia superficiale sopra la roccia abbiamo trovato lembi di depositi fluvio-glaciali non segnalati sulla carta, l’unica di cui disponiamo, si desume che qualcosa di recente si è sviluppato», dice Doglioni.
Le ipotesi – «ma dobbiamo ancora entrare nella fase diagnostica vera e propria», precisa Doglioni – sono due. La prima è che il paese poggi su terreni fini e roccia fratturata e che con la circolazione dell’acqua si creino dei “buchi” che fanno sprofondare il terreno. La seconda è quella che possa esserci un franapoggio, quindi uno scivolamento franoso verso valle.
Ma sarà solo la lettura delle indagini ad escludere o confermare l’ipotesi peggiore.

Il caso in consiglio
La preoccupazione per la borgata era stata fatta emergere anche nel 2024 in consiglio comunale quando il consigliere Alessandro Pontin aveva dato conto di una situazione tutt’altro che tranquilla. Chiamato da un proprietario di seconda casa, nella sua veste di geologo, Pontin – pur senza paventare il rischio di crollo di una massa di materiale – aveva sollecitato il sindaco Federico Dalla Torre a richiedere l’intervento della Provincia. Intervento di studio che è partito.
Dalla Torre, da parte sua, spiega di seguire costantemente, anche grazie a Pontin, la situazione. «Appena sarà chiara organizzeremo un incontro con la popolazione. Sono cose estremamente delicate. E non voglio allarmare la popolazione prima di un quadro clinico ben definito».
                     articolo di Laura Milano

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2) Borca di Cadore, frana nella notte: detriti sul parcheggio del Rifugio Fiume.
Frana nella notte tra mercoledì 9 e giovedì 10 settembre a Borca di Cadore. Il parcheggio del Rifugio Fiume è stato sommerso da una colata di detriti. L'accesso al rifugio è comunque possibile passando per il Rifugio Aquileia.

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