Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - Autonomia differenziata, approvata alla Camera la pre intesa sul Veneto
Via libera di Montecitorio con 161 sì e 109 contrari al provvedimento sulle quattro materie da trasferire alle Regioni. La soddisfazione di Stefani: «Risultato significativo per il Veneto, dispiace sentire qualcuno che sostiene come l'autonomia divida l'Italia e crei cittadini di serie B»
Passi avanti sull’Autonomia differenziata. Mercoledì 21 luglio la Camera ha approvato il testo dello schema d'intesa preliminare con la Regione Veneto. 161 si, 109 contrari, nessun astenuto.
Dopo l'approvazione al Senato della settimana scorsa, il testo viene approvato definitivamente.
«Il percorso dell'Autonomia prosegue anche oggi, esattamente come previsto. Ora che il Parlamento si è espresso con atti di indirizzo, ci confronteremo con le Regioni e verranno stilati gli schemi di intesa definitivi. Toccherà poi alle Regioni, sentiti i propri enti locali, approvare il rispettivo provvedimento. Dopodiché i testi torneranno al governo che li invierà nuovamente in Parlamento per l'ultimo miglio, quello che porta all'approvazione finale della riforma. In poche parole: passo dopo passo si avvicina la meta per questa storica battaglia, che è della Lega e di tutto il centrodestra, oltre che la mia ragione di vita». Così in una nota il ministro degli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli.
Liguria, Lombardia e Piemonte avevano ottenuto già martedì 21 luglio il sì anche della Camera (dopo quello del Senato la settimana scorsa) alle pre-intese sulle quattro materie da trasferire alle Regioni (Sanità, Protezione civile, Professioni, Previdenza complementare e integrativa).
Già martedì a Montecitorio il clima si era acceso, con l’opposizione di centrosinistra che grida allo “spacca-Italia”. «Giorgia Meloni si deve convincere che questo Paese, nonostante voi, rimarrà uno, indivisibile», ha dichiarato la segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein.
La soddisfazione di Stefani
«Con l’approvazione alla Camera, dopo il voto favorevole del Senato della scorsa settimana, dello schema di intesa preliminare per l’autonomia del Veneto, il percorso avviato dalla nostra Regione compie un passaggio importante. Quello di oggi è un risultato significativo per il Veneto e per un modello istituzionale che punta a valorizzare responsabilità ed efficienza».
Lo dichiara il presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani, commentando il via libera della Camera allo schema di intesa preliminare tra il Governo e la Regione. «Mi è dispiaciuto sentire da qualcuno», continua Stefani, «che l'autonomia divide l'Italia e crea cittadini di serie B. Mi è dispiaciuto anche vedere che c'è chi continua a far ricorso contro l'autonomia, invece di chiederla anche per la propria terra, come assunzione di responsabilità. Noi veneti, invece, questa responsabilità ce la prendiamo, perché la nostra storia dimostra che ne abbiamo diritto e capacità. L’autonomia differenziata è prevista dalla Costituzione e mira a rendere più efficaci le istituzioni, avvicinando alcune decisioni ai territori che dimostrano di poter esercitare determinate competenze». «Il Veneto non ha mai chiesto trattamenti di favore», sottolinea Stefani, «Chiede di poter gestire direttamente competenze che ritiene di amministrare con efficacia, nell’interesse dei cittadini. E’ una richiesta fondata sulla virtuosità amministrativa maturata negli anni e sulla volontà di continuare a migliorare la qualità dei servizi».
Il presidente rivolge quindi un messaggio a chi continua a contestare il percorso autonomista: «Rispetto le posizioni di chi non condivide questa riforma, ma resto convinto che l’autonomia rappresenti un’opportunità prevista dall'ordinamento e accessibile a tutte le Regioni che intendano intraprendere questo percorso. Il confronto politico è legittimo, ma credo che il merito della riforma debba prevalere sugli slogan».
«Quello dell'autonomia è un percorso che mette al centro responsabilità, efficienza e vicinanza ai cittadini. Oggi si compie un passaggio importante, che rappresenta l'inizio di una nuova fase e per il quale ringrazio il ministro Calderoli che sta seguendo questa partita in prima persona. Continueremo a lavorare perché questo processo si traduca in strumenti concreti a beneficio del Veneto e dell'intero Paese», conclude il presidente Stefani.
Le dichiarazioni di voto
«Queste sono le preintese dei governatori - democraticamente eletti dai cittadini - e il Governo. Futuro Nazionale, pur riconoscendone la totale inconsistenza, rispetta la volontà popolare: i presidenti e i consiglieri regionali sono eletti con le preferenze. In quest'Aula, però, abbiamo assistito a un processo di Norimberga dove venivano messe etichette di 'fascisti' da quelli che si nascondono dietro al voto segreto e ai listini bloccati. A questi rispondiamo: 'Siete ancora oggi come sempre dei poveri comunisti'»:. Lo afferma il deputato di Futuro Nazionale, il trevigiano Gianangelo Bof.
«L'autonomia non è una richiesta di separazione, ma di responsabilità. Il Veneto non chiede un assegno in bianco. Chiede competenze precise ed obiettivi misurabili. Non chiede di trattenere qualcosa contro qualcun altro. Chiede di poter dimostrare che una gestione più vicina ai cittadini può produrre valore per tutti. Perché se una Regione riesce a ridurre tempi, migliorare servizi, innovare l'amministrazione, quel risultato non è una perdita per l'Italia. Oggi abbiamo bisogno di una Repubblica adulta, che non abbia paura della responsabilità, che non tema la differenza, che sappia valorizzare le energie migliori che esistono nelle sue comunità». Lo dichiara la veneziana Martina Semenzato, deputata di Coraggio Italia e del Gruppo parlamentare di Noi Moderati.
«L'Autonomia dovrebbe presupporre una verifica rigorosa, trasparente e comprensibile degli equilibri del paese. Ogni funzione trasferita in deroga, dice la Costituzione, deve garantire l'unità giuridica e economica del paese, deve tutelare la solidarietà e l'uguaglianza sostanziale e i diritti dei cittadini e delle cittadine mentre in queste Intese c'è una macroscopica assenza di strategia e di istruttoria che spieghino la scelta della devoluzione. Non a caso gli schemi sono identici per 4 diverse Regione: sono così seppelliti dalla Lega i principi del federalismo cari anche alla sinistra e all'ambientalismo del Veneto: dove sono la tutela della lingua, il genius loci, la salvaguardia della nostra cultura ? Il riparto della competenza è stato ridotto a concessione negoziale tra Stato e Regioni, mettendo a rischio l'equilibrio finanzio dello Stato. Dove sono finiti il finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni ? E il fondo perequativo?». Lo afferma la capogruppo di AVS alla Camera, la veneziana Luana Zanella intervenendo in Aula.











