Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - Chiuso il Cammino retico tra Seren e Alano: vandalismi sui segnali
L’associazione Carpe Diem sospende temporaneamente la percorribilità del tratto del Gran Giro dei Cammini Retici dopo la rimozione di numerosi cartelli. L’ideatore Francesco De Bortoli denuncia ripetuti atti vandalici e chiede un esposto contro ignoti: «La sicurezza dei camminatori viene prima di tutto»
Interdetta temporaneamente al transito dei viandanti la tappa Seren-Alano di Piave del Gran Giro dei Cammini Retici. L’associazione Carpe Diem e l’ideatore del Progetto Cammino Retico hanno deciso di sospendere la percorrenza in seguito alla manomissione della segnaletica che è stata rimossa dal percorso, compromettendone la sicurezza.
Il comunicato ufficiale
Il comunicato ufficiale è di una settimana fa: «La decisione nasce dall’esigenza di valutare personalmente – e con la massima attenzione – le condizioni attuali del sentiero e dei punti di transito, al fine di mantenere elevati standard per tutti coloro che scelgono di vivere questa straordinaria esperienza trekking. Considerata l’importanza di garantire sicurezza, fruibilità e qualità dell’esperienza, abbiamo ritenuto opportuno effettuare una nuova verifica diretta sull’intero percorso».
Ispezione eseguita dall’ideatore del Cammino Retico, Francesco De Bortoli, che ha constatato che «la segnaletica è stata nuovamente manomessa in più punti» e ha affidato il suo sfogo a un post su Facebook sul profilo social del Cammino Retico.
«Chi ha avuto modo di confrontarsi con me conosce bene la mia ferma posizione sulla sicurezza personale durante il percorso», la sua premessa.
Segnaletica danneggiata
«In questi due anni di attività con le realtà convenzionate al progetto, ho voluto proteggere chi decideva di vivere questa esperienza, segnalando con rigore tutte le criticità riscontrate», ci tiene a precisare. «Purtroppo, in questo arco temporale ho constatato con profondo dispiacere e crescente preoccupazione come in alcune tratte del Cammino la segnaletica fosse stata manomessa, addirittura in maniera insistente», prosegue. «Il 28 novembre 2025, dopo giorni di lavoro intenso per la stesura dettagliata della traccia tra Seren e Alano, ho iniziato la prima percorrenza verificando personalmente la correttezza del tracciato e posizionando la nuova segnaletica», ricorda Francesco De Bortoli. «Nei primi mesi del 2026 ho ripetuto il percorso per l’apertura ufficiale, ma con sgomento ho scoperto che l’80 per cento della segnaletica era stata sottratta o danneggiata».
Dopo averla ricollocata, «sono tornato nuovamente sul posto per valutare la situazione attuale e ciò che temevo si è ripetuto», racconta ancora Francesco De Bortoli. «A questo punto, con grande dolore e amarezza, devo dichiarare il mio ritiro personale dal tentativo di riaprire la percorribilità del Gran Giro dei Cammini Retici. Ho provato fino in fondo perché credo profondamente nel valore culturale e turistico del progetto, ma la sicurezza e il rispetto per chi intraprende questa esperienza devono venire sempre prima di tutto».
La denuncia
Infine, «ho suggerito all’associazione Carpe Diem, che gestisce il progetto, di sporgere denuncia, anche penale considerando l’accaduto, contro ignoti per queste manomissioni reiterate, che possono aver contribuito tragicamente all’incidente di Izzie. È una sede necessaria per tutelare il diritto di tutti a poter camminare in sicurezza», aggiunge l’ideatore del Cammino Retico.
«Il mio cuore è devastato da quanto accaduto. Spero sinceramente che chi ha scelto di manomettere le segnaletiche stia, almeno, confrontandosi con il peso delle conseguenze delle proprie azioni», conclude De Bortoli in riferimento alla tragedia.
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articolo di Raffaele Scottini











