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Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - Clooney, Leone d’Oro alla carriera: «A Venezia si può ancora guardare il mondo con gli occhi degli altri»

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Clooney fa impazzire la Mostra del Cinema, caccia ad autografi e selfie

Alla Mostra del Cinema l’orazione dell’attore di casa al Lido è un omaggio alla città: «C’è qualcosa di straordinario in questo luogo dove anni arrivano qui persone che non sono d’accordo su politica, religione e non parlano la stessa lingua, ma eccoci qui»

Passione per l’arte, attenzione alla politica, sguardo ai diritti. E quella consapevolezza chela Mostra del Cinema non sia un divertissement ma «uno dei pochi luoghi dove si guarda il mondo con gli occhi degli altri», ha detto il Leone d’Oro alla Carriera George Clooney.
È il filo rosso che unisce Clooney, la presidente di giuria Maggie Gyllenhaal («Nel cinema voglio essere sconvolta, che la mia mente cambi idea, in un mondo in cui la maggior parte delle persone si chiede “Quando salterò in aria”» nella prima giornata di Mostra.
Il sipario si è alzato ieri con Ink di Danny Boyle, la “prima” del presidente della Regione Veneto Alberto Stefani e del sindaco Simone Venturini, con la presenza sorniona del ministro della Cultura Alessandro Giuli (c’è chi ha visto nella spilla verde e nella pochette da taschino rossa e smoking, i colori della Palestina). E ancora, il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso.

George, il ruggito del Leone
I sorrisi sui sorrisi, gli sguardi complici con Amal in abito nero minimale, l’emozione di parlare dei figli, la meraviglia nel vedere la propria carriera passare davanti agli occhi in un battito di ciglia. Clooney scherza: «Quando arriva un premio alla carriera, la prima sensazione è che sia un grande onore. Poi, che sanno qualcosa che non so, ho parlato con i miei dottori: è da 45 anni che faccio l’attore».
Le battute lasciano spazio a uno sguardo serio. «C’è qualcosa di straordinario in questo luogo», riflette, «da 90 anni arrivano qui persone che non sono d’accordo su politica, religione, non parlano la stessa lingua ma eccoci qui a Venezia». Continua: «Nessuno ride, nessuno piange in una lingua diversa. L’amore è simile. Viviamo in un’epoca dove le persone più ricche ci dicono di temerci l’un l’altro, ma sappiamo fare meglio.
La storia ci ha insegnato qualcosa. Ci sono giornalisti che fanno domande, artisti che rifiutano risposte semplici. Registi e scrittori che insistono, le storie sono sempre pericolose per chi spaccia paura».
E aggiunge: «I film non fermano la guerra, non spostano le elezioni ma fanno qualcosa di incredibile: uno sconosciuto è sempre un eroe nella storia di qualcun altro. Questo festival è importante perché è uno dei pochi luoghi dove si guarda il mondo con gli occhi degli altri».

Le cinepagelle della prima serata: George Clooney e Amal stellari, Claire Foy osa i guanti

Sul tappeto rosso dominano i look autunnali (con tanto di sciarpe). Bianca Balti incanta “alata” con un omaggio al Leone simbolo di Venezia e della Mostra, outsider il pilota di Formula 1 Carlos Sainz
Prima di salire sul palco, nel turbine di autografi dal carpet fino a poco prima di raggiungere la poltroncina di velluto, l’attrice Laura Dern ha introdotto il premio all’«amico» Clooney. «È stato votato per due volte uomo più sexy del mondo», strizza l’occhio Dern, «è il miglior amico che potessi trovare.
Sul set ti migliora, è un maestro: ti ricorda ogni giorno che fare film è un privilegio». Tutto ruota attorno all’ultimo film che ha visto Clooney protagonista alla MostraJay Kelly (2025), in cui la star di Hollywood attraversa l’Italia per ritirare un premio alla carriera. Dern legge i contributi dei compagni di avventura di Clooney. Uno su tutti, Brad Pitt: «Le barzellette migliorano mano a mano che invecchia, come il formaggio Gouda. Vi prego, tenetelo lontano dalla pista da ballo». Il Leone vola tra le mani di George, la Sala Grande si alza per rendergli ancora, sempre, omaggio.

Tra gli Usa e l’Italia
La Mostra ha iniziato a conoscere Clooney nel 1998, con il debutto con Jennifer Lopez Out of Sight. Poi, Venezia l’ha stregato nel 2014, anno del matrimonio con Amal nella Serenissima. E ancora una storia di ritorni, visite, abitudini. «È una storia d’amore che dura da trent’anni. Il momento più bello è stato il mio matrimonio, e sarei nei guai se non lo dicessi», confessa Clooney. Come festeggia il Leone? «Venezia è una città dove si prende una barca, ti trovi in un ristorante di quattro tavoli (ovviamente da Ivo, ndr).

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Le guerre sono ferite aperte, quelle in corso e quelle che popolano gli incubi. Non c’è conforto: il lavoro è tossico, i legami familiari sempre più labili. Tra le poche proposte di evasione ci sono i film di Moretti e di Grossmann
Il tempo passa, Clooney non lo nasconde, lo affronta: «Non lavoro più come regista», sottolinea, «per avere tempo da passare con i miei due figli di nove anni. Le mie priorità sono cambiate». Poi, la politica: stoccate alla governance Usa. «Non è facile vivere in un Paese che è guidato dalle persone meno capaci per farlo. A novembre ci sono le elezioni di midterm, se va tutto bene torneremo a una situazione di maggiore normalità».

Carpet tra glamour e politica
Non solo il veterano Clooney, che ha «mangiato» la scena al cast di Ink: il sipario si alza per i nuovi volti della politica veneta, con la prima del presidente della regione Veneto Alberto Stefani.
«Sono accompagnato da una ragazza speciale, Emma (Del Ben, 20 anni, ndr): è per lanciare un messaggio di consapevolezza sull’autismo, tema che mi è caro: credo che questo palco sia anche di inclusione». Prima anche per Simone Venturini da sindaco di Venezia: «Un ringraziamento anche a chi lavora dietro le quinte».
Greta Scarano e Nicolas Maupas richiamano per entrare in sala, che si scalda con le note di Tutti Fenomeni. Sul carpet resta un volo di piume (Bianca Balti), un po’ di adrenalina ( il pilota di Formula 1 Carlos Sainz). La Mostra spicca il volo.

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articolo di Camilla Gargioni

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