Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - Danta, sospeso l’evento “N’ota a Danta” per un esposto anonimo: insorge il paese
La tradizionale iniziativa dedicata ai mestiere a alla vita di una volta quest’anno non ci sarà. I volontari: «Un’azione meschina e vergognosa». Il sindaco: «È un attacco vile che colpisce al cuore la comunità»
Terremoto nella piccola comunità di Danta di Cadore. A causa di un esposto anonimo, la tradizionale iniziativa “N’ota a Danta”, dedicata ai mestieri e alla vita di una volta, quest’anno non ci sarà. Il gruppo di volontari Chei d'la Bela Stela, che stava organizzando l’appuntamento del 13 agosto, definisce l’esposto «un’azione meschina e vergognosa».
Lo stesso sindaco Thomas Menia Corbanese si schiera a difesa del volontariato: «È un attacco vile che colpisce al cuore la comunità». E annuncia di aver dato mandato «ai propri legali e tecnici di valutare le azioni più idonee alla tutela dell’immagine del Comune e dell’onorabilità delle associazioni».
Cosa è successo
La manifestazione si svolgeva da 15 anni, questo sarebbe stato il 16°. Era organizzata fin dall’inizio dalla parrocchia, poi l’anno scorso era subentrata l’associazione Alberi di Mango, che si era fatta supportare dal gruppo Chei d’la Bela Stela, formato da giovani dai 14 ai 31 anni del paese. Quest’anno l’associazione ha deciso di non organizzare l’appuntamento e così il gruppo di giovani ha chiesto aiuto alla Regola di Danta per redigere tutta la documentazione prevista dalla norma anche per la sicurezza.
Nei giorni scorsi la Prefettura ha comunicato al sindaco di aver ricevuto un esposto presentato genericamente da un “gruppo di cittadini preoccupati per la sicurezza e la legalità” che «non solo sosteneva la mancanza dei requisiti di legge per la manifestazione che anima le vie del paese, ma insinuava che chi organizzava l’evento non lo faceva gratuitamente. Si tratta di argomentazioni del tutto infondate, pretestuose e basate su dicerie», tuona il sindaco. «Insinuare che, in una manifestazione attiva da 15 anni, i volontari ricevano compensi in nero è inaudito e spregevole, così come lo sono le altre contenute nell’esposto. Mettere in dubbio la buona fede e lo spirito di servizio di chi si spende per il paese è un attacco subdolo che ferisce l’orgoglio di tutti. Nessun volontario ha mai percepito un centesimo: chi insinua il contrario agisce in evidente malafede e contro il bene comune».
Le reazioni
La situazione non è stata presa bene nemmeno dal gruppo di giovani che hanno espresso sul proprio profilo social l’amarezza per l’accaduto non risparmiando però le critiche a chi ha si è celato dietro l’anonimato per colpirli. «Fino all’ultimo abbiamo cercato una modalità il più possibile corretta per lo svolgimento della manifestazione alla luce dei nuovi cambiamenti. Purtroppo, però, qualcuno ha deciso di fermarci volutamente, prima ancora che potessimo arrivare ad un dunque», dicono i ragazzi rammaricati. «Purtroppo non ci sarà un confronto aperto con queste persone, che hanno ovviamente agito nell’anonimato, senza metterci la faccia e senza preoccuparsi delle conseguenze su ognuno di noi. Parliamo di persone che magari incontriamo e salutiamo per strada tutti i giorni». Persone a loro vicine «visto che l’evento non era stato ancora ufficializzato e reso pubblico, proprio perché si cercava una soluzione definitiva».
Il gruppo parla di un gesto nato da «qualche insano ragionamento o delirio di potere». Le conseguenze si vedranno «perché questo agosto sarà un po’ più triste e silenziosa del solito. Ci avrebbe fatto piacere se il tempo speso da queste persone a fare telefonate e lettere, fosse stato utilizzato per spiegarci cosa stavamo sbagliando e insegnarci come si fa. Dedichiamo il nostro tempo e la nostra fatica, perché ci piace e perché vorremmo essere parte di un paese vivo e unito, cosa che abbiamo tutto il diritto di volere. Ora raccoglieremo le nostre forze e cercheremo di tornare».
Il sindaco si schiera dalla parte dei ragazzi e punta il dito contro chi «ha usato un esposto anonimo per generare timore nei ragazzi. Il volontariato giovanile va sostenuto e tutelato, non intimidito. E questo atto rischia di paralizzare l’intero associazionismo locale, creando un pericoloso precedente che scoraggia l’iniziativa sociale». Quindi esorta la comunità a sostenere i ragazzi e chiede ai firmatari dell’esposto di palesarsi e spiegarne i motivi. «Perché non sono venuti nel mio ufficio a parlarne? Si è preferito colpire alle spalle, fuori da ogni logica di collaborazione territoriale».
Il sindaco annuncia che nel prossimo consiglio comunale saranno riconosciute ufficialmente le manifestazioni estive come eventi di elevato valore culturale per il nostro Comune. Sarà un atto ufficiale e solenne per blindare il valore del volontariato. Lo Stato e le istituzioni locali sono e saranno sempre al fianco di chi costruisce, mai di chi distrugge».
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articolo di Paola Dall'Anese











