Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - Oltre 400 cattedre vuote nel Bellunese, saranno date ai supplenti
Questi sono i numeri che la scuola bellunese a settembre dovrà coprire. La sofferenza maggiore è nei comuni delle terre alte
Sono 439 le cattedre vuote che dovranno essere coperte a settembre nel Bellunesecon il ricorso alle supplenze. E la maggior parte, cioè quasi una su tre riguarda un incarico di sostegno.
I numeri, leggermente inferiori rispetto all’anno scorso (erano 500) sono stati pubblicati dall’Ufficio scolastico provinciale al termine delle operazioni di movimento e di trasferimento dei docenti.
A soffrire di più la carenza di insegnanti sono le scuole primarie e le superiori, soprattutto nelle zone più alte della provincia.
I numeri
Nella scuola dell’infanzia, i posti da coprire saranno 19 di cui 5 riguardano appunto il sostegno psicofisico.
Sono 175, invece, le cattedre da assegnare a settembre nella scuola primaria di cui un’ottantina sono di sostegno, cioè quasi la metà. Non va molto meglio alle medie dove si cercano 47 docenti di cui 22 dedicati al sostegno. Infine, negli istituti superiori le cattedre libere, al termine delle operazioni di trasferimento, sono 174 di cui 44 di sostegno.
Se si analizza dove mancano maggiormente gli insegnanti, si nota che le terre alte, principalmente, sono quelle dove reclutare questi professionisti diventa difficile, ogni anno. Infatti, cominciando dalle scuole dell’infanzia, dei 19 posti, a parte i due all’Ic di Sedico, tutti gli altri 17 riguardano comprensivi tra Val di Zoldo, Cortina, Pieve di Cadore, Santo Stefano, Cencenighe, Alleghe ed Agordo, cioè le terre alte.
Anche alla primaria le cose sono simili se si considera che ben 10 cattedre sono vacanti soltanto a Cortina su 175, 7 mancano in Alpago, 6 a Longarone e 8 a Pieve di Cadore. Fa specie i 10 posti da coprire a Santa Giustina. Questi posti comunque sono relativi a docenti su posti comuni, non di sostegno.
Alle medie quattro posti mancano a Cortina e tre a Ponte nelle Alpi e sono tutte cattedre di sostegno. Infine, alle superiori, la distinzione netta tra terre alte e Valbelluna non è così netta. Anzi, la carenza si divide quasi equamente all’interno della provincia con picchi a Cortina, Pieve, Agordo, Belluno e Feltre, cioè in tutti gli istituti.
Come se non bastasse, però, chi insegnerà alle medie e alle superiori, se non riuscirà ad avere in un’unica classe le 18 ore complete, sarà costretto a dividersi o in altre classi all’interno dello stesso istituto, o tra classi di istituti diversi nello stesso Comune o su Comuni diversi.
«Una situazione incresciosa. Pensiamo a chi ha 60 anni», precisa la segretaria dello Snals di Belluno, Danila Tirabeni, «che dovrà girare come una trottola per tutta la provincia, facendo magari alcune ore a Belluno e altre a Zoldo se si tratta di medie, o anche a Cortina se parliamo di superiori. Senza considerare poi l’impegno da profondere per riunioni, consigli di classe, scrutini su posti diversi. E tutto perché il Ministero non vuole stabilizzare i docenti dopo un tot di anni di servizio».
Sostegno
Per quanto riguarda i posti di sostegno sono oltre 150 quelli da coprire, vale a dire oltre il 34% del totale. Praticamente un posto mancante su tre è di sostegno.
Gli accantonamenti
Ai 439 posti che andranno a supplenza pescando dalle graduatorie provinciali specifiche (Gps), si devono aggiungere anche 81 cattedre ad oggi accantonate per chi è nelle Gps di prima fascia che quindi entrerà in ruolo, o per chi ha superato i vari concorsi del Pnrr. I posti accantonati sono tre alla primaria, 25 alle medie, 57 alle superiori e uno soltanto alla scuola dell’infanzia.
Ufficio scolastico vacante
Sulla vicenda del posto vacante all’ufficio scolastico provinciale, lasciato libero dopo il passaggio del direttore Massimiliano Salvador alla sede di Treviso, Tirabeni parla di «vergogna», soprattutto adesso che il dirigente regionale, Marco Bussetti ha deciso di indire un avviso per trovare un reggente per un anno.
«Perché non potevano fare l’avviso di reggenza per la sede di Treviso, e ci lasciavano il nostro direttore a Belluno?», si chiede la segretaria dello Snals che aggiunge: «È vergognoso il trattamento riservato al territorio bellunese dalla politica. Qui ci daranno un dirigente a scavalco che sarà presente soltanto un giorno o due a settimana, con tutte le difficoltà che ha Belluno con la carenza di personale».
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articolo di Paola Dall’ Anese











