Stagione degli amori per lupe e galli forcelli. Tocca ai cacciatori censire le specie
Salendo sul Col Visentin il gruppo ha incontrato numerosi animali. «In questi giorni intercettati lepri, cervi, caprioli e quindici mufloni»
La stagione dei piccoli e grandi amori. Per le lupe. Ma anche per i galli forcelli. E pure per le coturnici. Uno spettacolo unico, tutto da vedere. E da ascoltare. Ma sono proprio loro, i cacciatori, a raccomandarvi di non correre a vedere, per non disturbare. Queste sono le settimane più delicate per tanti selvatici e volatili. Basta il racconto.
Dunque, siamo in cima (o quasi) al Col Visentin. Dalle parti del rifugio Bristot. Zona relativamente tranquilla, anche se da qui transita la pista forestale che porta lassù, ai ripetitori del Visentin e al rifugio.
Paolo Castagnera, Marco Dal Cin e altri cacciatori di Vittorio Veneto sono saliti per censire le specie. «Mai avremmo immaginato d’imbatterci in uno spettacolo unico: di vita», ammette Paolo. «All’improvviso ci siamo visti venire incontro una lupa. Il terreno è arido, la neve se n’è appena andata. Siamo emozionati, ma nessun brivido di paura. L’animale, infatti, non corre, ma passeggia. Ha un’aria mansueta. Ci sono dei caprioli che vagano nei dintorni, ma la lupa sembra fregarsene. Ci chiediamo perché è così tranquilla».
Un collega di Paolo lo invita ad osservare i capezzoli. «Sono ben pieni. Capiamo subito che probabilmente è incinta e arguiamo che sta cercando un posto tranquillo dove partorire. Evidentemente sta ispezionando il territorio». I cacciatori stanno fermi, anzi si muovono di qualche metro per cercare di nascondersi, per arrecarle il minimo disturbo. Dopo lunghi minuti di perlustrazione, la lupa scende sul versante verso il Nevegal, probabilmente alla ricerca del primo bosco.
Confida Marco Dal Cin, il compagno di avventura di Castagnera: «Quell’animale sembra quasi alla ricerca di un dialogo, di una relazione con noi». Dalla guardia forestale, il gruppo viene a sapere che in zona stazionano tre o quattro coppie di lupi con le relative cucciolate.
Ma ecco un’altra ipotesi. «Non è escluso che la lupa si sia isolata dal branco per proteggere una cucciolata poco distante». Castagnera, oltre che cacciatore è anche membro del Cai, quindi ha una sensibilità del tutto particolare. Tanto che sul Visentin lui e gli amici ci vanno per gli sfalci e un ripristino corretto del manto montano. Ha un occhio da indagatore: di selvaggina e selvatici. «In questi giorni ci siamo imbattuti anche in ben 15 mufloni. Il muflone, tipico della Sardegna e della Corsica, è stato introdotto a partire dal 1974 in alcune zone del Bellunese ed è in continua espansione. I maschi si caratterizzano per le poderose corna curve a sezione triangolare». 1.671 oggi i mufloni nel Bellunese. Il piano di prelievo ne prevede la cattura per 562 capi. È anche vero che il lupo sta allontanando alcuni animali come il muflone che rischia pian piano di sparire dalla provincia. L’allarme è stato lanciato dalla provincia in un recente convegno a Longarone. Ma continua il racconto di Castagnera. «Abbiamo intercettato anche 8 cervi, 2 lepri e – uno spettacolo unico – 2 galli forcelli, in arena di danza. Cioè in canto d’amore. Danzano per attirare l’attenzione dell’amato».
La parata nuziale del gallo forcello è uno degli spettacoli più affascinanti e scenografici. È una specie duello (incruento) che si consuma alle primissime luci dell’alba in radure aperte, possibilmente coperte di neve e sempre con scarsa pendenza, tra i maschi della specie. «In questo modo si stabilisce il rango e la gerarchia sociale prima dell’accoppiamento», riferiscono gli esperti.
I maschi si presentano con un piumaggio di varie tonalità di blu che sfuma fino al nero pece, con coda bianchissima, e una sorta di sopracciglio rosso, chiamato caruncolo. Nella stessa condizione anche una coturnice, che emetteva un canto dolcissimo. All’arrivo della primavera, infatti, le coppi conducono vita isolata: dopo il rituale del corteggiamento particolarmente appariscente con la danza ed il canto del maschio, la femmina depone fino a 15 uova in nidi costruiti in anfratti delle rocce o in pareti di montagna.











