Eventi, avvenimenti, manifestazioni, mostre di arte a Belluno e provincia

SULLE DOLOMITI L’ARTE CONTEMPORANEA È DI CASA

UN CONVEGNO A PIEVE DI CADORE PER DISCUTERE DI ARTE E TERRITORIO

Pieve di Cadore, 15 giugno 2015_L’artecontemporanea diventa protagonista del paesaggio Dolomitico, integrandosi ed interagendo con il patrimonio naturale, culturale ed artistico e con i suoi abitanti. Delle potenzialità dello strumento dell’arte contemporanea come chiave per interpretare e valorizzare il territorio dolomitico si è parlato nella tavola rotonda “Chiavi di Accesso – L’arte contemporanea nella storia dei luoghi” lo scorso 9 giugno a Pieve di Cadore, presso la Casa di Tiziano l'Oratore, sede della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore. Occasione la chiusura della prima edizione del progetto “Chiavi di Accesso”, con il quale tre artisti contemporanei, Mario Tomè, Nicolò Degiorgis e Michael Fliri, sono stati chiamati nei mesi scorsi a dialogare con il territorio montano, interpretandolo attraverso il loro sguardo. Sono stati Renzo Bortolot, Presidente della Magnifica Comunità di CadoreMaria Giovanna Coletti, Presidente della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore e Flaminio Da Deppo, Presidente del Gal Alto Bellunese, ad aprire la mattinata di lavori, che ha visto susseguirsi la presentazione di una serie di progetti che attraverso l’arte contemporanea intendono operare attivamente sul territorio, rinnovando il significato del patrimonio naturale, storico e culturale.  A cominciare da AdMuseum”, progetto di cooperazione transfrontaliera sostenuto dal Gal Alto Bellunese, all’interno del quale ha preso forma anche “Chiavi di Accesso”: una parte rilevante del talk è stata dedicata proprio alla presentazione di quest’ultimo, realizzato dal Gal Alto Bellunese, e che ha visto la collaborazione attiva di diversi partner legati alla cultura del territorio e all'arte (Magnifica Comunità di Cadore, Museo Rimoldi di Cortina d'Ampezzo, Museo Al Pojat di Zoppè di Cadore, Dolomiti Contemporanee). Sono stati i curatori Alessandra De Bigontina, Iolanda Da Deppo e Gianluca D’Incà Levis a raccontare il progetto, dalle prime fasi al successivo sviluppo fino alle inaugurazioni dei tre progetti artistici nel mese di dicembre. Presenti in sala anche due dei tre artisti coinvolti, ovvero Niccolò Degiorgis e Mario Tomè (il terzo artista è Michael Fliri), che hanno raccontato le loro esperienze di residenza in Cadore e lo sviluppo dei progetti artistici.

Sono seguite poi le presentazioni di due nuovi progetti incentrati sempre sull’arte contemporanea: “AdOppidum”, realizzato presso la città-borgo medievale di Glorenza (Alto Adige – che sono anche partner del progetto AdMuseum), attraverso un concorso di idee che ha portato all'individuazione di alcune opere di arte pubblica che saranno realizzate nelle strade e nelle strutture della città; “SMACH”, progetto dell’Associaziun Turistica di San Martin De Tor, curato da Katharina e Michael Moling, che realizza un concorso biennale di arte contemporanea, al termine del quale le opere vincitrici vengono installate in ambiente presso alcune aree di San Martin De Tor (Val Badia), entrando in stretto dialogo con il paesaggio naturale circostante. Infine è intervenuto Gianluca d’Incà Levis, fondatore e direttore di Dolomiti Contemporanee,  il “laboratorio d’arti visive in ambiente” che dal 2011 anni si occupa di arte contemporanea e rigenerazione territorialenelle Dolomiti Unesco, in particolare, in questa fase, a Borca di Cadore (Bl) e a Casso (Pn).

Due i temi cruciali emersi nel corso della mattinata: da una parte il ruolo del contemporaneo quale strumento di valorizzazione e riattualizzazione dei patrimoni museali, dall’altro gli effetti dell’interazione degli artisti in residenza con gli abitanti del territorio che li ospita. Le considerazioni positive sui risultati raggiunti, sia a livello artistico che socio-culturale, hanno condotto la gran parte dei relatori a sottolineare la necessità di dare continuità a processi e prassi di questo genere. Condivisa la consapevolezza che quest'esperienza debba essere considerata dunque come l'inizio di un processo culturale duraturo, e non come un'iniziativa isolata.

L'arte e la cultura contemporanea, utilizzate quali strumenti di rinnovamento del significato del Patrimonio, culturale e museale, possono e debbono concorrere a sviluppare e ad aggiornare la consapevolezza dell'uomo rispetto al proprio territorio: in particolare, si è detto, l'arte contemporanea, grazie alla propria spiccata tendenza critica, e alla capacità di re-immaginare e rimettere in gioco costantemente i rapporti di senso tra patrimonio e idee, si configura come lo strumento migliore, seppur non sempre di agile intendimento, per operare attivamente sul territorio stesso, vivificandone i potenziali.

Utilizzando questo sito web, acconsenti all'utilizzo di cookie cosa sono
menu
menu