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TEATRI DEL SACRO: TIB TEATRO NUOVAMENTE PRESCELTO

Tib Teatro, struttura di produzione teatrale bellunese, è stata scelta per partecipare alla fase finale delle selezioni per I Teatri del Sacro, importante progetto culturale nazionale, promosso da Federgat e Fondazione Comunicazione e Cultura della CEI-Commissione Episcopale Italiana - Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e Servizio nazionale per il progetto culturale della CEI in collaborazione con ACEC.

I Teatri del Sacro, progetto ideato dal Prof. Fabrizio Fiaschini, docente di Storia del Teatro presso l’Università di Pavia, presidente della Federgat e direttore artistico dell’omonimo festival biennale, vuole promuovere quelle realtà teatrali sensibili alle suggestioni del sacro e in grado di innescare processi virtuosi tra espressione artistica e condivisione comunitaria. Tra queste realtà è stato scelto Tib Teatro.

Roma e Milano, due grandi metropoli, due capitali della cultura e dell’arte, due città diversamente rappresentative della tradizione religiosa (la ‘città eterna’ e la ‘città ambrosiana’) diventeranno, in occasione delle selezioni finali, un unico palcoscenico del sacro con progetti teatrali mai realizzati incentrati sui temi della spiritualità, della tradizione religiosa, del rito, della religiosità popolare, del sacro nella sua accezione più ampia.

Per Tib Teatro è una significativa riconferma, fu infatti già selezionato per la precedente edizione de I Teatri del Sacro, e risultò tra i vincitori del Festival Biennale di Lucca 2011, con lo spettacolo Io ti prendo per mano, che i bellunesi potranno vedere in aprile, nella Stagione di Prosa del Teatro Comunale.

Per questa edizione Tib ha presentato il progetto Passioneun excursus nell’opera di Giovanni Testori, attraverso il concetto originario di passione quale sofferenza, travaglio del corpo, corpo che anela alla spiritualità del Verbo. Lo spettacolo, per la regia di Daniela Nicosia, vedrà in scena Maddalena Crippa incarnare i profondi interrogativi testorianisugli echi del sacro, nella nostra realtà così lacerata e lacerante. Il progetto della Nicosia nasce infatti dall’ “intima esigenza di confronto con il sacro, in tempi consunti, confusi, quali i nostri, in cui labili si sono fatti i confini dell’etica, del lecito e dell’illecito, tempi in cui la democrazia si è fatta “torva e volgare compiacenza”, per dirla con Testori”.

E la parola del grandissimo autore del ‘900 di cui nel 2013, ricorre il ventennale della morte, sarà sovrana in scena, una parola pensata non per la pagina ma per la voce, per il corpo, una parola,essa stessa corpo, che comprende e abbraccia il dolore, una parola che è passio, passione, connotata da una profonda, sofferta ricerca del sacro nelle maglie dell’esistenza, delle esistenze, siano quelle dei guitti o dei borderline milanesi, siano quelle di figure emblematiche della tradizione religiosa.

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http://www.tibteatro.it

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