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Two calls for Vajont: avviamento della seconda fase del Concorso

Il 30 aprile scorso si è chiusa la prima fase del Concorso Artistico Internazionale Two calls for Vajont, avviato da Dolomiti Contemporanee a giugno 2014

Il 30 aprile scorso si è chiusa la prima fase del Concorso Artistico Internazionale Two calls for Vajont, avviato da Dolomiti Contemporanee a giugno 2014, e patrocinato da numerosi enti ed amministrazioni friulane e venete e da diversi importanti partner culturali, tra i quali Ministero dellAmbiente, Fondazione Dolomiti Unesco, Regione Friuli Venezia Giulia, Regione Veneto, Fondazione Vajont, Provincia di Pordenone, Provincia di Udine, Provincia di Belluno, Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Comune di Erto e Casso, Comune di Claut, Comune di Cimolais, Comune di Vajont, Comune di Belluno, Comune di Longarone, Consorzio Bim Piave, Confindustria Belluno Dolomiti, Montagna Leader, Enel, Acqua Dolomia, Neonlauro, Fondazione Bevilacqua La Masa, Fondazione Merz, Mart, CCC Strozzina, Institut Français, d.c.a. (association française de developpement des centres dart), Piano Project, Fondazione Nuovi Mecenati, Real Academia de Espana en Roma.

173 i progetti inviati dagli artisti, dei quali 75 sono quelli selezionati, visionabili e commentabili on-line.

48 progetti selezionati per a call for a line (Concorso sulla Diga del Vajont) e 27 progetti per a call for a wall (il Concorso sulla facciata meridionale dello Spazio di Casso).

La Giuria del Concorso (Marc Augé, Pier Luigi Basso Fossali, Maria Centonze, Cristiana Collu, Gianluca D’Incà Levis, Alfredo Jaar, Marcella Morandini, Franziska Nori, Angela Vettese) determinerà i vincitori del Concorso entro il mese di giugno 2015.

Successivamente, concluse le verifiche di fattibilità, saranno avviati i cantieri.

Qui di seguito, alcune considerazioni di Gianluca D’Incà Levis, curatore di Dolomiti Contemporanee e ideatore di Twocalls.

 

Il 30 aprile si è conclusa la prima fase del Concorso Artistico Internazionale Two calls for Vajont, lanciato da Dolomiti Contemporanee a giugno 2014. Il Concorso è stato concepito come una piattaforma aperta di riflessione sulla terra del Vajont e sulla sua storia terribile (9 ottobre 1963), e come un’opportunità per ripensare oggi, attraverso la produzione di una serie di immagini rinnovative, il paesaggio ed alcuni dei principali simboli di quella storia, trasformandoli, da immobili oggetti-memoria della tragedia, in cantieri, attivi e condivisi, della mente e dello spirito.
Per oltre un anno, Twocalls ha raccolto le opinioni e le idee delle persone, ed i progetti degli artisti: ogni parola, ogni progetto, è servita a crescere un edificio di consapevolezza culturale. Esso non è né un muro, né una diga, ma una prospettiva, un flusso di prospettive anzi, una rete di pensieri propositivi, trasformati in immagini.

Perché l’arte e la cultura hanno preteso di venire qui, a dire qualcosa?
Perché l’arte e la cultura, semplicemente, debbono esistere, sempre, in ogni contesto. E’ necessario che esse siano, soprattutto negli spazi del conflitto, nei territori della criticità. L’arte e la cultura sono la parola e lo spirito dell’uomo, e l’uomo che è l’artefice del proprio destino non deve dimenticare mai, né spegnere, sé stesso.
L’arte non solo ha il diritto di entrare, con la propria attenzione vitale, in ogni contesto critico: essa ha il dovere di farlo.

Gli artisti, architetti, designer, le persone tutte che hanno partecipato al Concorso, non sono in alcuna misura estranee a questo contesto, in quanto hanno deciso responsabilmente di entrare in rapporto con esso.
Come abbiamo già detto, la tragedia del Vajont non è una tragedia privata di pochi: essa, nella sua terribile e straordinaria emblematicità, coinvolge l’uomo, ogni uomo, tutti gli uomini.
Ed ora gli uomini, armati delle proprie sensibilità, sono tornati in questa terra, a parlare con il suo paesaggio e con i suoi abitanti, del passato, e del presente, e del futuro.
La storia del Vajont non è la storia di una tragedia avvenuta in un istante: è la storia di un processo di sottrazione e perdita, durato decenni, che ha visto gli uomini di questa terra prima colpiti, e poi abbandonati.
Ma nessun uomo è abbandonato, quando altri uomini vengono a condividere con lui i pensieri, le storie, le memorie, ed i luoghi, che continuano ad esistere, come la storia stessa.
Questo è voluto essere, è, e nei prossimi mesi ancora sarà, Twocalls: una chiamata a tutti agli uomini, che gli artisti hanno deciso di condividere.

https://www.youtube.com/watch?v=39j5OPMHMhg

 

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