Venezia - PADIGLIONE VIETNAM: evento speciale per la festa delle donne vietnamite con l'artista Le Huu Hieu
Un evento speciale al Padiglione Vietnam alla Biennale Arte 2026 in occasione della Festa delle Donne Vietnamite.
“La femminilità nell'arte popolare vietnamita e nella pratica artistica di Le Huu Hieu” - Sabato 17 ottobre, un incontro di approfondimento con l’artista tra le opere del padiglione, con un gesto finale di memoria e condivisione.
Ai partecipanti che lasceranno un messaggio dedicato alla donna più importante della propria vita, gesto di testimonianza collettiva, verrà dato in dono un piccolo souvenir artigianale vietnamita
Intervengono: Le Huu Hieu, artista - Mai Thi Xuan Huong, assistente curatore
Padiglione del Vietnam, Sabato 17 ottobre 2026 ore 11.00 - Venezia, Ca' Faccanon, Calle delle Acque San Marco 5016
Ingresso gratuito (fino ad esaurimento dei posti) con registrazione obbligatoria su:bit.ly/EventoPadiglioneVietnam
Accrediti stampa da richiedere a: lacchin@villaggio-globale.it
In occasione della Giornata delle Donne Vietnamite - ricorrenza istituita nel 1930 per celebrare il momento storico in cui per la prima volta le donne vietnamite si sono unite in un'organizzazione ufficiale, acquisendo il diritto di partecipare attivamente alla vita politica e sociale del Paese - il Padiglione del Vietnam è lieto di presentare un incontro di approfondimento intitolato "La femminilità nell'arte popolare vietnamita e nella pratica artistica di Le Huu Hieu".
L'evento si terrà il prossimo 17 ottobre 2026 alle ore 11:00 nella prestigiosa cornice di Ca' Faccanon a Venezia.
“Vietnam: arte nel flusso globale” è il titolo del Padiglione ufficiale della Repubblica Socialista del Vietnam alla Biennale Arte 2026, che segna la prima partecipazione del Vietnam all’esposizione internazionale.
Dopo il rinvio dell’apertura per problemi logistici, il padiglione allestito nella centralissima sede di Ca’ Faccanon a Rialto è ora visitabile, ed espone le opere di nove artisti che lavorano con la lacca tradizionale vietnamita, qui intesa non solo come tecnica (una pratica che richiede tempi lunghi e un processo artigianale complesso) ma come vero e proprio linguaggio artistico, carico di memoria storica e valore simbolico: non un semplice mezzo decorativo, ma una pratica viva, legata ai cicli della natura e al gesto reiterato del lavoro manuale.
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L'incontro del prossimo 17 ottobre – che vede l’intervento di Le Huu Hieu, artista vietnamita tra i più noti e con alle spalle già numerose esposizioni internazionali, e di Mai Thi Xuan Huong, assistente curatore – si propone come un momento di alto profilo per rendere omaggio alle donne, unendo la ricerca storico-artistica e la sensibilità contemporanea attraverso due momenti fondamentali: una conferenza tematica focalizzata sulla rappresentazione femminile nell’arte vietnamita, che esplorerà l'evoluzione del concetto di femminilità a partire dai simboli dell'arte popolare e del folklore vietnamita, tracciando un legame diretto e stimolante con le opere dell'artista Le Huu Hieu; quindi il gesto conclusivo della memoria e del dono che coinvolgerà il pubblico.
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Al termine degli interventi, i partecipanti saranno infatti invitati a scrivere su un foglio un messaggio dedicato alla donna più importante della propria vita.
Lasciando il messaggio all'artista come testimonianza collettiva, i visitatori riceverannoin cambio un souvenir artigianale, realizzato da maestri artigiani vietnamiti e arricchito da tocchi di giovani artisti che mantengono viva la tradizione.
Tra gli oggetti destinati al partecipanti, in maniera casuale: foulard di seta di Nha Xá, un villaggio artigianale con oltre 700 anni di storia, dove la seta viene tessuta a mano con fibre naturali; bigliettini in carta Dó, un carta leggera, resistente, poco soggetta all’ingiallimento e capace di conservarsi per secoli, realizzata con la corteccia dell’albero dó secondo un complesso processo artigianale; ciondoli in corno a forma di cavallo, un raffinato prodotto artigianale realizzato in corno di bufalo e bovino, proveniente dal villaggio tradizionale di Thụy Ứng, con oltre 400 anni di storia; e ancora: saponette naturali Sinh Dược, prodotte a base di erbe locali secondo ricette tradizionali e con un design che si ispira al Thái Bình Hưng Bảo, la prima moneta antica del Vietnam, e ai motivi del fiore di loto presenti nelle antiche lastre della Città Imperiale di Hoa Lư, antica capitale del Vietnam, e magneti in ceramica di Bát Tràng, da un villaggio ceramico con oltre 700 anni di storia, famoso per le sue creazioni artigianali in argilla bianca cotta ad alte temperature.
“Ogni piccolo regalo – scrive Lu Huu Hieu - nasce dall’incontro tra le mani sapienti degli artigiani dei villaggi tradizionali e la creatività delle nuove generazioni, che reinterpretano con sensibilità contemporanea il patrimonio culturale del Vietnam. Loro stanno riportando in vita la bellezza dell’età d’oro dell’artigianato. Io, insieme a loro, condivido il sogno di portare la cultura vietnamita nel mondo. Invitiamo a scoprire non solo un oggetto, ma una storia fatta di memoria, materia e identità.”
Un dono simbolico da consegnare alla figura femminile di riferimento, accompagnato dall'espressione del proprio affetto e della propria gratitudine.
L'evento è a ingresso gratuito previa registrazione obbligatoria su eventbrite, fino ad esaurimento posti.
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Vietnam: Arte nel flusso globale
Commissario: Ma The Anh
Curatore: Do Tuong Linh
Artisti: Le Huu Hieu e Nguyen Thanh Chuong, Doan Thi Thu Huong, Bui Huu Hung, Le Hoang Nguyen, Trinh Tuan, Dinh Van Quan, Nguyen Truong Linh, Trieu Khac Tien, Le Nguyen Chinh,
Tra le opere del Padiglione Vietnam nella Biennale di Venezia 2026 c’è il corpus di lavori “Baco da seta’” di Le Huu Hieu, artista estremo, che dopo un cruciale percorso artistico di sperimentazione e ricerca interiore, passato anche attraverso una fase di pratica grottesca (2015 – 2017) e la distruzione volontaria di tutti i lavori eseguiti in quegli anni, ha concentrato dal 2019 la sua azione artistica sulla ricostruzione storica attraverso una profonda generalizzazione: una narrazione epica di sopravvivenza e sensibilità estetica, ove protagonisti sono gli eroi anonimi delle masse, che si sacrificano allo scopo di proteggere i valori più essenziali e pacifici della vita quotidiana: la tranquillità del villaggio, le risaie mature, l’abbondanza dei raccolti, la semplice bellezza della natura e della poesia.
A Venezia l’artista espone sculture e installazioni grandiose, realizzate con materiali che riconducono alla storia e alle tradizioni della sua terra: un’estetica emotiva fatta di scala monumentale e forza.
Al centro della sua ricerca materiale, frutto di una lunga ricognizione dell’intero Paese, si trovano il legno di giaca - che l’artista lavora con un’antica tecnica di conservazione vietnamita (HOM), a creare una superficie carbonizzata - il fuoco e la lacca. Nel vocabolario visivo di Le Huu Hieu, il legno di giaca costituisce la struttura portante e come finitura utilizza la lacca rossa, una secrezione naturale di insetti dal colore caldo e dalla brillantezza primordiale, tecnica che per millenni ha protetto templi e palazzi del Vietnam.
L’architettura monumentale di una tradizionale casa del Nord (oltre 5 metri di lunghezza e 4 di altezza con il tetto ricoperto da un dipinto di 15 metri ) e l’insieme scultoreo di diciassette statue - di cui dodici figure militari modellate sulle sculture delle tombe di Khải Định e Minh Mạng e le divinità dei Cinque Elementi — esposti nel padiglione alla Biennale Arte 2026 , nascono da questo stesso processo.
Quindi Le Huu Hieu ha viaggiato oltre il delta del Fiume Rosso, nelle regioni costiere e nel delta del Mekong per recuperare l’antica arte, ormai in via di scomparsa, della tessitura della fibra di cocco. Quindici metri di tessuto ruvido di cocco, sospesi nello spazio della casa di legno di giaca, creano un incontro simbolico tra due regioni culturali del Vietnam.
Ereditando la filosofia dell’Art Informel, Le Huu Hieu ripone una fiducia assoluta nel campo energetico intrinseco dei materiali grezzi.
Il punto culminante della sua pratica concettuale consiste nell’utilizzare organismi viventi per continuare a scrivere la storia. Rifiutando l’immobilità della scultura tradizionale, il vietnamita ha liberato migliaia di bachi da seta vivi direttamente sulle superfici delle statue.
La sericoltura, sviluppatasi insieme alla civiltà del riso da oltre duemila anni, viene così rievocata in modo vivo: i bachi filano centinaia di metri di seta dorata e resistente, intrecciandola in trame imprevedibili e creando un mito ancora in divenire.
Attraverso questa ripetizione materiale, Le Huu Hieu afferma il proprio manifesto artistico: la storia è un continuum organico e le figure anonime delle masse sono le vere divinità protettrici, imperatrici e madri sacre che hanno forgiato e sostenuto questo magnifico flusso.
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