ALPINIA ITINERA presenta un nuovo programma di Escursioni Giornaliere
Ecco il calendario previsto per il mese di aprile. Gli appuntamenti prevedono la partecipazione per gruppi di un minimo di 5 persone
Domenica 2/04/2017
Sulle vie dell’alpeggio nelle DOLOMITI BELLUNESI: Casera Zervoi
Escursione giornaliera con mezzi propri ed accompagnatore - Dislivello + 1250 m – Lunghezza circa 19 kmCamminata impegnativa per dislivello e lunghezza su sentieri escursionistici e tratti di strade sterrate. Pranzo al sacco – In caso di neve l’escursione potrà essere modificata.Verrà organizzato il rientro dal Col di Roanza a Fortogna.Ritrovo alle ore 8.30 davanti alla sede di Alpinia Itinera
Quota di partecipazione 10 € (comprende accompagnatore e assicurazione)
Dal cimitero delle Vittime del Vajont a Fortogna si sale nel bosco seguendo il sentiero n. 571 fino a Casera Becola, addentrandosi poi per strada sterrata nel cuore della conca di Cajada. A casera Palughet si imbocca il sentiero n. 509 raggiungendo Forcella Palughet e da qui, in breve, i pascoli di Casera Zervoi, protetta dalle pareti settentrionali del Monte Serva. Si prosegue fino a Forcella Zervoi sullo spartiacque tra la Valle dell’Ardo (Val de Rui Fret) e la Val dei Molini dei Frari. Si scende a Casera I Ronch per il sentiero n. 509, quindi, sopra il Ponte del Mariano, si prosegue per comoda strada sterrata fino al Col di Roanza.
Domenica 9/04/2017
Tra i castelli di Collalto e San Salvatore nel paesaggio di Cima
Escursione giornaliera con mezzi propri e accompagnatore Dislivello + 300 m - Lunghezza 16 km
Facile camminata su strade asfaltate/sterrate e tratti di sentieri escursionistici - Pranzo al sacco.
Ritrovo alle ore 9.00 davanti alla sede di Alpinia Itinera (si possono concordare altri luoghi di ritrovo) o 10.00 nel parcheggio ai piedi del centro di Collalto di fianco agli impianti sportivi
Quota di partecipazione 10 € (comprende accompagnatore e assicurazione)
La camminata ad anello sulle colline di Susegana inizia ai piedi del primo insediamento fortificato dei Collalto, eretto sul sito di un castelliere preromano. Immersi trai vigneti, si imbocca la strada per il Colfosco, accompagnati alle spalle dal profilo delle Prealpi. Sullo spartiacque tra il bacino del Piave e del Livenza, attraversando ciò che rimane della grande tenuta boschiva dei conti Collalto, si lascia la strada per risalire il pendio del Col de la Tombola, segnato da trincee della Prima Guerra Mondiale e da un ippocastano secolare, scendendo poi al sito della Chiesa di San Daniele esistente già nell'XI Sec., probabilmente legata allo scomparso castello di Colfosco. La vista ora spazia sulla pianura veneta e sui sottostanti vigneti della tenuta Collalto. In breve si raggiunge il Castello di San Salvatore, risalente al XIII Sec. e contraddistinto dall'alto mastio trecentesco. Residenza comitale, era il cuore amministrativo dei domini dei Collalto. Seguendone la cerchia esterna si tocca il cinquecentesco convento carmelitano di Santa Maria della Consolazione e, percorso il viale ad ippocastani, la settecentesca chiesa dell'Annunziata. Siamo alla periferia di Susegana. Seguendo il corso del torrente Rujo, sovrastato da pioppi e robinie, il paesaggio cambia: i vigneti lasciano il posto ai prati a pascolo alternati a rustici con i caratteristici colori dei Collalto, strisce orizzontali rosse su campo giallo. Oltrepassata una cappella si attraversano più volte macchie boschive in cui spiccano begli esemplari di roveri. Si raggiunge quindi la sommità più alta della zona, il Col di Guarda, già osservatorio austro-ungarico nell'ultimo anno della Grande Guerra. Numerosi sono i resti di trincee e gallerie. Da qui la vista si apre sul vicino Montello. Vicina è la Casa Montone che ricorda la fucilazione di 10 legionari cecoslovacchi durante la Battaglia del Solstizio. Si scende, rasentando dapprima i vigneti e poi attraversando una piccola valle, al Bus dee Fave, o de le Fade, caratteristica formazione carsica che nel tempo ha generato storie e leggende. Seguendo il sottostante corso d'acqua si raggiunge il torrente Lierza per poi risalire il versante nord del Colle di Collalto, ricoperto da boschi con prevalenza di olmi. Si arriva quindi al Castello di Collalto, costruito nel 1110, di cui, soprattutto dopo le distruzioni della Grande Guerra, sopravvivono il grande mastio, resti della cerchia muraria e due porte. In breve si torna al punto di partenza.
Lunedì 17/04/2017
TRAVERSATA PRIMAVERILE DEI COLLI ASOLANI tra chiese e castelli da Cornuda a Pagnano d'Asolo
Escursione giornaliera con mezzi propri e accompagnatore - Dislivello in salita 590 m - Durata 6 ore con soste. Camminata di media difficoltà su strade asfaltate/sterrate e sentieri escursionistici - Pranzo al sacco.
Ritrovo alle ore 9.00 davanti all'Agenzia (si possono concordare altri luoghi di ritrovo) o alle ore 9.45 alla Rocca di Cornuda
Quota di partecipazione 10 € (comprende accompagnatore e assicurazione)
Si percorre il sentiero "delle due rocche", vecchia strada di collegamento tra Asolo e Cornuda. Si possono osservare le Prealpi a Nord, la pianura fino all'Adriatico verso Sud-Est e la pianura con Castelfranco e Padova, fino ai Colli Euganei, a Sud-Sud-Ovest. Punto di partenza è la Madonna della Rocca di Cornuda, da qui per saliscendi si toccano il Col de Spin, Forcella Mostaccia, la chiesa cinquecentesca di San Giorgio, Montagna Grande, la sorgente Fornet e la Rocca di Monte Ricco. Attraversato il centro di Asolo, di cui si vedono i principali monumenti, si scende al maglio quattrocentesco di Pagnano. Il rientro a Cornuda avviene in auto.
Domenica 23/04/2017
Il Cammino delle Dolomiti in primavera: da Auronzo a Dosoledo
Escursione giornaliera con mezzi propri ed accompagnatore - Dislivello + 900 m – Lunghezza circa 13 km Camminata di media difficoltà per dislivello e lunghezza su sentieri escursionistici e tratti di strade sterrate. Pranzo al sacco - Verrà organizzato il rientro da Dosoledo ad Auronzo di Cadore.
Ritrovo alle ore 9.30 in Piazza San Lucano a Villapiccola di Auronzo di Cadore
Quota di partecipazione 10 € (comprende accompagnatore e assicurazione)
Dalla Chiesa di San Lucano, per buona strada forestale, si sale ai prati di Ronce e Somacea, quindi per lunga traversata in piano nella fitta pecceta si raggiunge il Passo di Sant’Antonio. Per ampio sentiero si attraversano ora le pendici boscose dell’Aiarnola, toccando il piccolo laghetto alpino e la malga che portano lo stesso nome, quindi si raggiunge il centro di Padola. Avendo tempo a disposizione si può scendere ad osservare la maestosa Stua in pietra, costruita per bloccare il flusso del legname, per raggiungere infine, attraversando il torrente Padola, l’abitato di Dosoledo, caratterizzato dalla suggestiva linea dei tabià in legno, frutto del rifabbrico ottocentesco. Nella locale parrocchiale dedicata ai Santi Rocco e Osvaldo si può osservare l’Addolorata, capolavoro di Andrea Brustolon.
Mercoledì 25/04/2017
Sotto le ali di SAN MARCO: giro della Vallorera, viaggio ai confini della Serenissima
Escursione giornaliera con mezzi propri ed accompagnatore - Dislivello + 950 m – Lunghezza circa 16 km Camminata di media difficoltà per dislivello e lunghezza su sentieri escursionistici e tratti di strade sterrate - Pranzo al sacco.
Ritrovo alle ore 9.30 in Piazza Roma a Santo Stefano di Cadore
Quota di partecipazione 5 € (contributo per assicurazione)
È un classico giro ad anello da Passo Monte Croce Comelico, antico confine tra la Repubblica di Venezia e l’Impero Asburgico, nel giorno della Festa di San Marco. Nei pressi del Passo è possibile vedere il sito dell’antico accampamento romano, fatto oggetto di recenti scavi archeologici. Si risale per strada forestale, toccando alcune fortificazioni risalenti agli inizi degli anni Quaranta e appartenenti al Vallo Alpino voluto da Mussolini (poi riutilizzate dalla Nato fino al 1992), quindi per tratti di sentiero si prosegue fino a Malga Coltrondo. Lungo il percorso domina il pino cembro, mentre sono di particolare interesse lembi di torbiera e il Lago dei Rospi. Lungo tracciati militari si risalgono le pendici del Col Quaternà, testimonianza di un antico cono vulcanico, fino alla sommità da cui si possono ammirare a ovest le cime di Padola, il Gruppo del Popera, la Croda Rossa di Sesto e i Tre Scarperi, e a est i Frugnoni, il monte Cavallino, il Palombino e i Longerin. Fu un ottimo osservatorio per l’esercito italiano durante la Prima Guerra Mondiale. Dopo un’adeguata sosta si scende a Passo Silvella, seguendo poi la strada militare che attraversa la Vallorera. In breve si riconosce l’antico confine, con un muretto a secco che termina in un primo cippo confinario tra l’Impero e la Repubblica risalente, come gli altri, al 1753. Un secondo è poco più in basso, vicino ad un tornante. Seguendo quindi il torrente si arriva nei pressi dell’incrocio con il sentiero n. 156, presso il quale si riconoscono altri due cippi. In breve si arriva a Malga Nemes da cui, per tratti di sentieri e strade sterrate e attraversando interessanti torbiere, si ritorna a Passo Monte Croce Comelico.
ALPINIA ITINERA di Luca De Bortoli - Via Casabellata, 20 – 32035 Santa Giustina (BL) – Tel. 0437859310 – Cell. 3404665088












