Belluno, vigilanza notturna e videosorveglianza per la sicurezza in centro città
Tra i punti principali presentati mercoledì a prefetto e questore dal sindaco Jacopo Massaro anche la costituzione del Comune come parte civile contro gli aggressori.
Vigilanza notturna in collaborazione con i commercianti, potenziamento della videosorveglianza e la costituzione del Comune come parte civile contro gli autori dell’aggressione di qualche sera fa in centro storico: questi i punti principali presentati dal sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, a prefetto e questore nel corso di un colloquio avuto mercoledì riguardo la sicurezza in città.
Il sindaco Massaro ha sottolineato: «Negli ultimi tempi si sono registrati accadimenti intollerabili, indegni per una città come Belluno e che ho chiesto vengano completamente stroncati con urgenza. A margine della riunione tecnica di questa mattina delle forze dell’ordine ho presentato alcune proposte: la prima è quella, che avevo lanciato già alcuni anni fa ai commercianti che però non la raccolsero e che ora potrebbe nascere grazie al coinvolgimento e all’interessamento diretto da parte del prefetto, è quella dell’istituzione di un servizio di vigilanza notturna in centro storico. È un tema che avevamo proposto per contrastare i problemi di schiamazzi e di degrado e che oggi è necessario per contrastare situazioni ben più gravi, e coinvolgeremo in questo progetto anche Ascom».
Videosorveglianza: «Le forze dell’ordine ci riconoscono un sistema particolarmente avanzato di videosorveglianza, uno dei più avanzati d’Italia. Le posizioni di tutte le telecamere sono state concordate con le forze dell’ordine e quindi non installeremo autonomamente nuove strumentazioni, ma ho chiesto la convocazione di un “Comitato ordine e sicurezza” dedicato a questo tema per decidere insieme le prossime mosse: l’ordine pubblico non è di competenza comunale, ma vogliamo essere presenti e portare al tavolo anche le istanze dei cittadini».
Su questo tema, è stata convocata una seduta di giunta giovedì 30 per disporre risorse economiche utili ad avviare il progetto, in caso di parere favorevole da parte di Ascom e degli esercenti.
Sull’aggressione in centro storico di qualche giorno fa (l'aggressione di un cinquantenne da parte di un gruppo di ragazzi) Massaro annuncia che il Comune di Belluno si costituirà parte civile contro gli autori «per il danno enorme fatto all’immagine e alla tranquillità dei nostri concittadini».
Ultima questione, la “notte di Capodanno”: «Già alla vigilia di Natale si è registrato un eccessivo assembramento alla casette di Piazza dei Martiri, una situazione pericolosa sia dal punto di vista sanitario che da quello dell’ordine pubblico. Non possiamo tollerare che situazioni di festa come queste possano diventare occasione di raduno per qualche teppista pronto a fare guai in città. È una situazione che monitoriamo costantemente e sulla quale valuteremo insieme con la Prefettura e le forze dell’ordine che tipo di azioni intraprendere in vista della fine dell’anno».
Massaro ha poi evidenziato di essersi confrontato con i sindaci di Feltre, Rovigo, Vicenza, Padova, Treviso, Lecco e Cuneo, «realtà di dimensioni simili a quella della nostra città e che hanno registrato dopo il lockdown lo stesso problema: un’esplosione di degrado, agitazione e violenza. Con i sindaci del Veneto faremo un incontro in remoto dedicato esclusivamente a questo tema già a gennaio, appena dopo le feste. Non si tratta quindi di un fatto locale, ma di un problema sociologico e psicologico generalizzato nato da una perdita di autorevolezza delle istituzioni verso i giovani, causato da fenomeni come la Dad, le informazioni confuse e contraddittorie che hanno dato l’idea di assenza di una guida autorevole, dai dibattiti tra Sì-Vax e No-Vax che sono scoppiati anche dentro le mura di casa. Al di là dell’intervento di repressione immediata, quindi, di competenza delle forze dell’ordine che vedranno i Comuni al loro fianco, dobbiamo assolutamente avviare progetti per affrontare e presidiare sotto il profilo sociale questo problema, magari assieme a queste città e con l’aiuto economico di Regione e Stato».











