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Comunità Villa San Francesco - Tema educativo 2020: Sale del Sepolcro vuoto. Salare la terra Salare il mondo.

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GENERA CIO’ CHE DICI - Bretella di bene nei sentieri del mondo - Tema educativo 2020

GENERARE E SALARE
Abbiamo pensato, ce lo siamo anche detto nella Dinamica della parola comunitaria che viviamo tutte le sere a tavola, raccontando il bello e il buono che ognuno di noi ha vissuto e offerto lungo la giornata, anche alla cerca di esempi significanti di vita pure fuori dalla Comunità e questo prima della Buona notte, di rivolgere la nostra attenzione a persone attente, sia in Italia come in altri luoghi e Paesi nel mondo, per chiedere Loro, se possibile, qualche grammo di sale delle Loro mensa familiare e comunitaria.
Questo ci è nato mentre ascoltavamo e ammiravamo Papa Francesco in Piazza San Pietro, solo davanti al mondo.
E’ desiderio della Comunità, con il tema educativo annuale segnato dai verbi Generare e Salare, impastare tutto il sale che arriverà per realizzare 25 Pani di sale, da trasmettere come segno e simbolo di nuova nascita a 25 Bretelle di bene nel mondo, esperienze solidali in tutti i continenti, grati per il bene e l’esempio generato dalla vita solidale verso persone, anche giovani in difficoltà.

BIGLIETTO DA VISITA
Chiediamo di accettare le scuse per l’eventuale disturbo che arrechiamo, tuttavia prendiamo coraggio nello scrivere, perché seriamente convinti che la sensibilità a noi nota, la capacità di capire e cogliere maggiormente il senso della vita, nato anche dallo spazio di tempo riservato al pensiero e pure alla preghiera, generino un nuovo Biglietto da visita, quello più delicato e necessario oggi, allevato dal cuore spesso oltre la siepe dei confini, scritto con le parole della voce del silenzio, capace poi nel trovare le ragioni del Sì.
I confini, quelli che spesso mettiamo perché ci vanno bene, ma non è detto che risultino poi capaci di farci bene.
Chiediamo, con il rispetto che è dovuto e se si gradisce aderire, pochi grammi disale, magari di quello usato per il semplice pranzo familiare, comunitario, anche da soli, della prossima Pasqua e da trasmettere in Comunità quando si potrà.

SGUARDO LONTANO
La Pasqua della Risurrezione, la Pasqua che srotola la Pietra del Sepolcro, la Pasqua che Gesù offre per farci ri-partire lungo le strade e le bretelle del mondo, chiamati tutti a risorgere per camminare a Testa in Alto e con lo sguardo lontano, come continuava a sollecitarci il cardinale Loris Francesco Capovilla, già segretario di Papa Giovanni XXIII e per 35 anni padre, maestro e guida delle nostre Comunità.
Il 12 aprile 2020 ci curveremo sulla Pasqua anchefaticosa di quanti in casa, ospedali, carceri, case di riposo, comunità di servizio, altri luoghi impegnativi, di solitudine, pure segnati dal dolore della morte di persone care, magari piangono senza lacrime, sputano dolore, versano sul piatto domestico grida mute e silenzi urlati, comunque persone bisognose di amore e alla ricerca di senso.
Lo faremo questo e senza fatica, rinnovati nella convinzione che -Dio non toglie mai una gioia ai propri figli se non per darne una più certa e più grande-. Così scriveva e ragionava Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi.
Anche rinfrancati da quel Voi siete il sale della terra (Mt 5,13), reso appello senza sconti 2000 anni passati, perché l’Uomo di Nazareth andava dicendo lungo le strade della Palestina, siete, non sarete.
Abbiamo pensato anche a Comunità di accoglienza, Case di spiritualità, Comunità formative ed educative di vita, di impegno, luoghi con persone  attente ai bisogni dei fratelli di qualsiasi età, storia, fede, colore.

CONVOCATI AL GOVERNO DEL BENE COMUNE
Grazie a chi ci donerà la carità di una risposta, comunque sia, questo in particolare perché sono impegnati in questa povera iniziativa, ragazze-i e giovani, che non andrebbero mai traditi in ogni angolo e fazzoletto di vita, coetanei di giovani che vanno subito convocati per costruire nel prescientifico, come nel prepolitico, nello spirituale incarnato, lungo la Strada che è vita, selciata da un nuovo umanesimo, una nuova guida, strada capace di innamorare al Governo del bene comune per il domani nel mondo, giovani provvisti della bisaccia con i semi di generazioni di donne e di uomini che hanno progettato e costruito ponti, generato legami, rammendato relazioni.
Starà a loro, anche a tutti noi, magari solo ausiliari, quando tornerà la Pasqua, la primavera della vita, farli germogliare dentro e fuori le Comunità del mondo.

CITTA’ DEGLI UOMINI
Porgiamo il nostro saluto grato, anche alle persone a voi vicine, come lontane, ai poveri e agli ultimi che intercettate, magari servivi con la carità della parola, oltre che delle mani, la carità anche nata dall’antico esempio generato nella storia familiare di genitori che magari non ci sono più, familiari, sacerdoti, suore, oggi da operatori sociali, sanitari, donne e uomini fedeli e segnati con l’antico impegno di persone oggi tornare alla memoria del cuore, come storie solidali nuove, che vivono e servono in ogni angolo del mondo, sempre familiari della Città dell’Uomo e degli uomini, anche come Marta e Maria a Betania.
Buona Pasqua, è oramai prossima.
Ragazzi, giovani, educatori della Comunità

P.S.
I ragazzi hanno scritto a 500 monasteri e conventi in tutti i continenti, trovando le mail e i telefoni. Altri a tantissime Comunità educative e di recupero in Italia, esperienze solidali e di impegno, anche sanitarie e ospedaliere.
Ho fatto personalmente alcune telefonate per assaggiare l’interesse delle Abbadesse e Superiore.
Bevagna, verso Assisi, la mia bussola. Telefono e risponde una voce incerta con l’italiano. -Cerco l’ Abbadessa- dico, che mi è subito passata e alla quale chiedo la mail per invitare alla cerca del sale. Questa la conversazione: “Noi non abbiamo mail” risposta. La mia replica -le scrivo per posta Madre- “ Ho 92 anni e sono cieca, siamo qui solo in 2, non scriva”. -Potrebbe leggere la Madre che mi ha risposto- replico senza rispetto. “ No è russa, è la badante di poche ore e non legge l’italiano”.
Abbasso gli occhi e penso che la mia superficialità, come la mia pigrizia, non hanno il diritto di albergare nel consorzio umano, anche se ovviamente sono democratiche e da rispettare. Oggi tuttavia fatico un poco di più, perché devono fare i conti con suor Giuseppina.
Rialzo gli occhi sul computer e leggo: “Non mancherò”. Così mi risponde subito un vescovo italiano, amico caro e delicato, appena rientrato dall’ospedale, ammalato seriamente e curato dal virus che corre senza confini nel mondo. Avevo chiesto un poco di sale della sua mensa pasquale, sale vicino all’Eucarestia.
Bastano queste 2 risposte e anche una terza, quella bellissima dell’Abbadessa di un monastero lombardo che ci scrive: “Per ora vi mandiamo con gioia il sale della preghiera, poi il resto”. Una grata spalancata sul mondo, una meraviglia, per noi mendicanti di luce, di speranza, di consolazione.

Aldo Bertelle

www.comunitavsfrancesco.it

Comunità Villa San Francesco    32034  Via Facen,21     Facen di Pedavena (BL)

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