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Coordinamento provinciale Pace & Disarmo - Come cambia il diritto a manifestare con l'approvazione del ddl sicurezza

Coordinamento provinciale Pace & Disarmo - Conferenza 13 gennaio 2025

Come cambia il diritto a manifestare con l'approvazione del ddl sicurezza. Aspetti operativi e riflessioni giuridiche a cura del prof. Fabio Corvaja. - Lunedì 13 gennaio ore 18.30, Sala Bianchi, Belluno

Fabio Corvaja, ricercatore e docente di Diritto pubblico e di Diritto costituzionale all'Università di Padova, sarà a Belluno il 13 gennaio, alle ore 18.30, nella Sala Bianchi di viale Fantuzzi. Organizza l’evento Pace & Disarmo, coordinamento provinciale di Belluno.
Hanno aderito e sostengono l'iniziativa Acli Belluno Dolomiti, ANPI Sinistra Piave Bellunese “La Spasema”, Samarcanda scs onlus, Associazione Gruppi "Insieme Si Può..." Onlus - Ong, Spazio Sociale Lo.Co. Feltre, Italia Nostra Belluno, ADL Cobas Belluno, Comitato Feltrino Diritto alla Salute, Nonunadimeno Belluno, CGIL Belluno, Mediterranea Belluno, Belluno Libera (NB: è il nome corretto!) e Rete Studenti Medi Belluno - Feltre.
Il docente è stato invitato per analizzare gli aspetti giuridici e le implicazioni pratiche della prossima applicazione delle norme contenute nel disegno di legge approvato dal Governo nel novembre 2023, emendato e licenziato dalla Camera a settembre 2024 e attualmente all’esame del Senato, noto come "ddl sicurezza".

A suscitare allarme all’interno del coordinamento Pace & Disarmo sono, tra le altre, quelle norme “anti-Gandhi”, che impediscono o aggravano in modo abnorme le pene previste per chi utilizza la resistenza passiva come strumento di protesta: in determinate circostanze, secondo il ddl sicurezza, si possono rischiare fino a vent’anni di carcere. Si precisa che la resistenza passiva, teorizzata e utilizzata dall'attivista indiano, si differenzia dalla semplice resistenza perché non usa la violenza o la minaccia di violenza nelle azioni di disobbedienza civile.
Il coordinamento provinciale teme, dunque, una forte stretta sulle possibilità concrete di esprimere il proprio dissenso verso scelte politiche non condivise; di conseguenza, i più saranno indotti a tacere, mentre che manifesteranno potrebbero esporsi a lunghi iter giudiziari o a condanne sproporzionate, in particolare se saranno soggetti vulnerabili come carcerati, senzatetto, migranti trattenuti nei Centri di permanenza temporanea o giovani attivisti per le battaglie sul clima o per la pace o per il lavoro, contro i quali sono scritte le più arbitrarie norme del disegno di legge.

Coordinamento provinciale Pace & Disarmo

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