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Corriere delle Alpi: Olimpiadi - Passler riammessa ai Giochi: «Contaminata con il cucchiaio per la Nutella usato da mia mamma» / Il flop dei parcheggi: San Vito e Longarone restano vuoti

Rebecca Passler riammessa ai Giochi invernali Milano-Cortina
Il parcheggio di San Vito (foto Matilde Toscani)

L’atleta della nazionale di biathlon da lunedì 16 febbraio può cominciare le sue Olimpiadi. Era stata sospesa per una positività riscontrata in allenamento al letrozolo. La contaminazione è avvenuta in quanto ha condiviso il cucchiaino con la mamma in cura per un cancro. / Presenze molto al di sotto delle aspettative, costi elevati e varie alternative hanno reso inutili gli spazi scambiatori.

Che il caso Passler alla vigilia dei Giochi, esploso 5 giorni prima della cerimonia inaugurale, fosse intricato lo si sapeva, ma l’ultima tappa e’ clamorosa. L’atleta, che era stata sospesa per una positività riscontrata in allenamento al letrozolo, potrà iniziare i suoi Giochi.
Passler, originaria proprio di Anterselva, puntando sulla tesi dell’assunzione involontaria della sostanza, e in quanto spalleggiata dalla Federsci, si era rivolta al Tas di Losanna affinché sospendesse lo stop.
L’altro giorno il Tas aveva rimandato la patata bollente all’agenzia italiana. Che stamattina ha deciso: il procedimento va avanti ma viene riconosciuta l’apparente fondatezza della tesi dell’atleta. Insomma, le tracce di sostanza incriminata , utilizzata nei farmaci antitumorali, potrebbero essere finite nel suo sangue magari per contaminazione alimentare.

Passler riparte - Passler così potrà iniziare la sua olimpiade.
Come? Mercoledì c’è la staffetta femminile, lei e’ riserva ma, chissà, il ct azzurro,valutati i risultati delle altre compagne impegnate domani e domenica in sprint e inseguimento, potrebbe anche punte su di lei e sulla sua voglia di dimostrare di essersi davvero meritate le Olimpiadi.
“La Corte Nazionale d’Appello di Nado Italia (Nadab) - si legge nel comunicato della Fisi - ha accolto il ricorso di Rebecca Passler avverso la sospensione provvisoria seguita ad una positività al Letrozolo riscontrata nel corso di un controllo effettuato lo scorso 26 gennaio, riconoscendo il fumus boni iuris, ovvero l’apparente fondatezza dell’assunzione involontaria o della contaminazione inconsapevole della sostanza in oggetto”.

La giornata del biathlon: le speranze di Giacomel e la riammissione di Passler
Poi la bella notizia per la giovane biathleta. “L’esito consente all’atleta di partecipare alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Passler si aggregherà alle compagne di squadra a partire da lunedì 16 febbraio, giorno in cui sarà a disposizione dello staff tecnico per le successive competizioni del programma a cinque cerchi.
La Federazione accoglie con piacere l’esito del ricorso che consente a Rebecca dii iniziare i suoi giochi” - spiega il presidente della Fisi, Flavio Roda .

Qui la decisione della Federazione - L’atleta: «Adesso mi concentro sul biathlon»
Così Passler, difesa dall’avvocato padovano Ernesto De Toni:«Ho sempre creduto nella mia buona fede. Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato, dagli avvocati che hanno seguito la mia situazione, alla Federazione Italiana Sport Invernali, ai miei familiari e amici. Adesso posso finalmente tornare a concentrarmi al 100% sul biathlon. Mi sono contaminata perchè  per la Nutella ho usato il cucchiaino usato da mia mamma in cura per un cancro».

articolo di Antonio Simeoli Inviato Ad Anterselva

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Olimpiadi, il flop dei parcheggi: San Vito e Longarone restano vuoti
Sono costati milioni di euro, ma non li usa nessuno. Parcheggi vuoti, Alemagna deserta, navette e autobus desolati offrono una realtà che è ben diversa dalle premesse annunciate e sicuramente dalle previsioni degli addetti ai lavori e delle istituzioni. Il pienone non c’è, il tutto esaurito è un’utopia e arrivare a Cortina non è mai stato così rapido dai tempi del Covid. I cadorini, che negli ultimi anni sono stati sottoposti a disagi di ogni tipo, si godono la tregua olimpica ma chi vive di accoglienza, dagli albergatori ai baristi passando per i ristoratori, è parecchio deluso perché fuori Cortina è come se non stesse succedendo niente.
Milano-Cortina, le Olimpiadi per ricchi: biglietti costosi e gli spalti restano vuoti

Che costassero molto lo si sapeva da un anno. Per la Combinata sulle Tofane riempito solo il 74% dei pochi posti a disposizione, alla Cerimonia di Milano erano rimasti invenduti i tagliandi vip da 700 euro. E anche muoversi è un problema. Christillin: «Prezzi micidiali, la pista da bob non sarà un’eredità»
Il corto circuito è evidente anche facendo una rapida ricognizione sul sito di Fondazione Milano - Cortina: i biglietti per assistere alle gare olimpiche sono tutt’altro che sold out, anzi, solo per la località ampezzana ci sono ben quattro pagine di tipologie di biglietti ancora disponibili e chi volesse improvvisare può comodamente acquistare all’ultimo minuto l’ingresso anche alle gare da medaglia. Sostanzialmente di qualsiasi specialità. Tanto per fare un esempio, i biglietti delle finali del bob a 2 uomini e donne (del 17 e del 22 febbraio) sono in vendita a partire da 100 euro, per il curling c’è di tutto a prezzi veramente stracciati e solo nel caso dello sci alpino restano solo i pacchetti hospitality.

Molte scuole hanno ricevuto biglietti omaggio e trasporti gratuiti proprio per assistere al curling e il sospetto è che le scolaresche vengano portate allo Stadio Olimpico solo per riempire gli spalti in favore di telecamere.

Ma il vero flop è proprio quello dei mega parcheggi scambiatori, dove l’eco rimbomba evidenziando in maniera impietosa quanto la narrazione del grande evento di massa sia stata talmente fuorviante da rivelarsi dannosa per la maggior parte delle attività non ampezzane. Eppure, dopo l’acquisto di un biglietto on line, Fondazione Milano-Cortina invia subito un’e-mail dove si raccomanda di prenotare il parcheggio di interscambio, invitando anche a verificare gli orari casomai non ci fosse posto. Peccato che non dica dove sono i parcheggi e come ci si arriva, nè che il costo è di 40 euro.
E così i vasti spazi per le auto ricavati a Longarone e a San Vito si stanno rivelando inutili. Di sicuro non hanno successo tra i bellunesi, che sanno di poter trovare posto in abbondanza in ogni paese da Ponte nelle Alpi in su e devono solo decidere dove salire sulle navette o sugli autobus per Cortina, che girano incessantemente fino a tarda sera spesso senza nessuno a bordo.

Insomma, la sensazione è che tutto sia stato sovradimensionato, illudendo in primo luogo gli albergatori che hanno messo in vendita camere a prezzi pompatissimi per poi restare con il cerino in mano.
«Ci sono stati errori di comunicazione clamorosi e queste sono le conseguenze», osserva il consigliere regionale del Partito Democratico, Alessandro Del Bianco, che aggiunge: «Io stesso, lo confesso, ho fatto fatica a capire fin dove si potesse arrivare “liberamente” in macchina. Non a caso ancora pochissimi giorni fa è stato l’assessore regionale Dario Bond a dover specificare quali strade erano aperte e quali chiuse. E a ben vedere non era nemmeno competenza sua. Gli annunci, che parlavano di un’invasione di spettatori e prezzi stellari, hanno finito per allontanare dalle Olimpiadi i turisti e anche i bellunesi. Ma si è aggiunto un problema di disorganizzazione se perfino la Goggia si lamenta della poca gente, e sono in parecchi ad avere la responsabilità di questi errori. Il risultato è che in molti sono giustamente delusi per l’occasione sprecata».

articolo di Irene Aliprandi

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