Da SegnoOnLine - Erik Saglia. Il linguaggio dell’astronautica
Dal 20 giugno al 18 ottobre il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese presenta Fly-by, mostra personale di Erik Saglia, a cura di Elsa Barbieri
L’artista torinese Erik Saglia, consente allo spettatore di guardare il mondo da altre prospettive, conducendolo in un’esperienza che lo porta fuori, nel Low Earth Orbit, ovvero in quello che viene definito anche spazio esterno. Dotato di grande competenza e conoscenza di un’ampia gamma di materiali (nastri adesivi, nastri di carta, carta millimetrata, spray, resina epossidica, foglia d’oro), riesce a dialogare con lo spazio museale, con le pareti in legno di cirmolo, ma anche con il paesaggio visto e osservato dalla finestra. Le griglie di cui si serve si sovrappongono tra loro e danno vita ad un network che sembra riflettere le infinite relazioni degli uomini tra loro e con il mondo. L’approccio si apparenta con la ricerca scientifica, con quella astronomica, accompagnata dal rigore proprio del ricercatore, di chi non si stanca mai di mettere in campo nuove coordinate. Lo spazio museale viene quindi attraversato da opere che dialogano con l’ambiente e che offrono la possibilità di prendere parte a sperimentazioni di nuove mappe visive. Alzare gli occhi verso il cielo è l’invito implicito di Saglia. Si passa dai wall painting giocati sulle tonalità del grigio ad opere come H-ALPHA LINE che si riferisce alla riga spettrale rossa dell’idrogeno, Halfa, che in astrofisica consente l’osservazione di nubi di gas e formazioni stellari. Elsa Barbieri, argutamente, nel testo critico ha citato Palomar, protagonista dell’ultimo romanzo pubblicato in vita da Calvino nel 1983, che vive di piccole osservazioni quotidiane: “[…] la nostra è una traiettoria parziale, prospettica, legata all’istante preciso di un sorvolo visivo: forse instabile, ma sicuramente umano […] È l’occasione per ridefinire lo spazio e l’arte a misura di una comunità dove l’opera non si offre a una contemplazione statica, ma si compie e si rigenera nel riflesso e nella partecipazione di chi guarda”.
Installation view, Erik Saglia. Fly-by, Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese, ph. Nicola Morittu
Una delle sale in cui Erik Saglia è riuscito a toccare un vertice di perfetto bilanciamento tra spazio/colore è quella in cui si affaccia l’erker, in tedesco corpo di fabbrica sporgente di un edificio, una sorta di bovindo tipico della Val di Fiemme. Questa nicchia ricrea un mondo passato, è un luogo di osservazione che rimanda alla storia della prestigiosa sede, Palazzo Rizzoli, che ospita il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese. Il piccolo e raccolto ambiente ha mantenuto il colore orinario delle pareti dipinte e l’intervento dell’artista, Golddigger, è stato completato ridipingendo la stanza adiacente, studiata e bilanciata sull’armonia cromatica delle grandi opere (rigorosamente 180×120) che diventano quasi un gioiello vivo calibrato sulla foglia d’oro e per mezzo della griglia geometrica. Emerge dunque, accanto alla seria analisi di fenomeni astronomici, in cui nulla è lasciato al caso, la professionalità di chi lavora minuziosamente, attraverso layer che ripetono l’ordine cosmico e traducono la profonda fascinazione nei confronti del colore dei satelliti e di quello del cielo.
Installation view, Erik Saglia. Fly-by, Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese, ph. Nicola Morittu
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Posted by Marta Michelacci
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