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Da SegnoOnLine - Le Olimpiadi della scultura. Colloquio con Giacomo Rizzo

Le Olimpiadi della scultura

Quattro sculture di grandi dimensioni ricavate da opere di Antonio Canova sono state protagoniste della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina.

 Ne abbiamo discusso con l’autore, lo scultore Giacomo Rizzo.

>   Hai dichiarato in un’intervista di sognare sin da bambino di partecipare alle Olimpiadi. Ci sei riuscito, ma come artista…
È vero. Fin da piccolo ho sempre sognato di arrivare un giorno a partecipare alle Olimpiadi. Questo sogno si è perpetuato anche durante tutta la mia giovinezza. Non tutti sanno che sono un ex atleta, più precisamente un lottatore di lotta Greco-Romana. Ho vinto per anni campionati italiani ed europei. Sono cresciuto in un quartiere periferico e a rischio di Palermo, il Cep. Erano anni difficili e l’attività atletica era una missione per togliere i bambini dalla strada e dalla delinquenza. Grazie al maestro Palumbo sono venuti fuori diversi atleti che hanno fatto carriera, ad alti livelli. Io però ho avuto molto presto la mia chiamata, la vocazione per l’arte. Oggi finalmente corono questo sogno di partecipare alle Olimpiadi! 

>   L’invito a interpretare Canova nasce dalla tua collaborazione con la Fondazione Balich, per cui hai già realizzato due anni fa a Palermo in occasione del Festino il grande simulacro di santa Rosalia… Ti stai specializzando in grandi eventi!
Sì, la conoscenza di Balich Wonder Studio risale a due anni fa, quando venni chiamato a realizzare per la quattrocentesima edizione del Festino di Palermo un simulacro processionale di santa Rosalia di quasi otto metri di altezza. Anche credo per merito di quel mio lavoro, il Festino vinse il 2024 BEA – Best Event Awards, conquistando il titolo di secondo miglior evento culturale al mondo e la medaglia di bronzo nel Gran Premio degli Eventi in generale. Da quel momento e senza un attimo di pausa, ho realizzato tanti progetti istituzionali, soprattutto legati a grandi eventi. Sono stato anche invitato nel 2025 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per una visita speciale con la giuria del Premio Internazionale Beato Padre Pino Puglisi, presso il Quirinale, 16 dicembre a Roma. Le fotografie della mia Santa, divenuta ormai un’icona, basti vedere le migliaia di foto scattate dai vari turisti grazie ad un’iniziativa del Comune di Palermo, stanno facendo il giro del mondo. 

>   In che cosa queste collaborazioni, per così dire, di servizio, sono diverse dai tuoi lavori originali? Immagino che i soggetti siano stati concordati…
La mia attività artistica sin da quando ero ragazzo si è sempre divisa in due parti, una come scultore, lavorando con gallerie, musei e fondazioni internazionali e l’altra come scenografo, collaborando con grandi teatri ed enti mondiali. Le opere per le Olimpiadi, come sai bene, sono molto diverse rispetto alla mia ricerca e produzione personale. Questa commissione consisteva nel realizzare quattro sculture di grandi dimensioni sulla base di opere di Antonio Canova. Le sculture in questione sono la Venere Italica, Paride, la Naiade sdraiata e il Genio della Morte. Il progetto è dello Studio Balich e del direttore scenografico Paolo Fantin, che hanno pensato di interpretare il genio italiano tramite la bellezza e armonia. A loro va la mia gratitudine per la grande responsabilità che mi hanno affidato.

>   Le sculture sono state realizzate nel tuo atelier di Palermo: per produrre lavori del genere, avrai messo su una bottega alla maniera di Canova!
Il fatto che le opere siano state realizzate totalmente a Palermo, la mia città natale, è stato per me un grande traguardo professionale, che mi riempie di orgoglio e di felicità. Per quanto riguarda la seconda parte della tua domanda, ti confesso che, per la complessità delle opere, almeno per quanto riguarda la parte squisitamente creativa, ho preferito fare tutto da solo, senza collaborazione di terzi.

>   Non sarà stata impresa facile!
No, non è stato per niente semplice trovare le forme direttamente, senza l’ausilio di modelli in scala. Stiamo parlando di sculture anatomicamente perfette nelle proporzioni e nei canoni, nella rifinitura e nella delicatezza e morbidezza che contraddistinguono Canova. Quindi una responsabilità enorme. È stato, artisticamente parlando, un impegno davvero faticoso. Ho solo avuto degli aiuti di natura tecnica e logistica, cosa non da poco, come nel tagliare i vari blocchi di polistirolo, incollare, stuccare e muovere materialmente le masse, enormi nelle dimensioni.

>   Di solito, dopo i grandi eventi, opere come queste per le Olimpiadi finiscono al macero. Mi pare però che questa sorte sia stata scongiurata!
Ho sentito dire che due delle sculture da me realizzate andranno forse in collezione presso il Museo Olimpico che si trova a Losanna, in Svizzera, ed è dedicato alla storia dei Giochi Olimpici antichi e moderni. Altre due opere sono rimaste a Milano.

>   A chi vorresti dedicare un evento così importante per la tua carriera?
Sicuramente a tutte quelle persone che hanno sempre creduto in me e nel mio talento. Lo dedico alle mie figlie.

>   C’è qualche episodio, legato alla creazione delle sculture o alla loro ricezione, che vorresti raccontarci?
Beh sono tanti gli aneddoti e gli episodi che potrei raccontare, non basterebbe una sola intervista. Sicuramente le notti insonni a lavorare in religioso silenzio e da solo in uno spazio sperduto nella campagna offrirebbero numerosi spunti. Ma per adesso preferisco non parlarne. Dopo un evento del genere, mi serve tempo per elaborare il tutto.

>   A che cosa ti stai dedicando, a cosa ti dedicherai? 
Attualmente ho in corso una mostra in Cina, precisamente presso il museo d’arte di Sanya con la mia galleria spagnola. Sono tanti i progetti in corso: a breve si terrà una mia mostra personale.

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Posted by Andrea Guastella
in Posted in Sistematica

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