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Da SegnoOnLine - L’Italia assente dalla Biennale: un paradosso politico

Salvatore Fiume “Veronica”, anni Cinquanta, olio su cartoncino applicato su tavola, cm 34x52. Coll. MUSEUM Bagheria

L’Italia ospita la Biennale di Venezia, il palcoscenico mondiale dell’arte contemporanea. Eppure, ancora oggi, i suoi artisti faticano a trovare spazio e riconoscimento. Non è questione di talento: è questione di sistema.

Oggi ci indigniamo per l’assenza di artisti italiani alla Biennale di Venezia, il palcoscenico mondiale che dovrebbe consacrarli. Ma davvero il problema nasce oggi? O stiamo pagando decenni di disattenzione strategica?
L’Italia ha plasmato la storia dell’arte contemporanea e influenzato artisti in tutto il mondo. Eppure ancora molti nostri maestri restano sottovalutati, mentre artisti stranieri cresciuti grazie all’Italia raggiungono quotazioni stellari. Non è questione di talento: è questione di sistema.
L’arte non vive di sola qualità. Vive di: visione istituzionale, politiche fiscali intelligenti, reti internazionali, investimenti continuativi e promozione mediatica. In Italia, tutto questo è episodico. Manca una regia nazionale. Manca una strategia per difendere e valorizzare gli artisti italiani nel mondo.

Ad esempio, la Sicilia ha un patrimonio culturale unico, ma fatica a creare un sistema efficiente. Eppure esistono realtà eccellenti: Collezione Valsecchi a Palazzo Butera, sta per aprire Hauser & Wirth a Palazzo Forcella De Seta, da anni opera la Fondazione Sicilia, l’Osservatorio MUSEUM a Bagheria e il Museo di Gibellina. Mancano però le connessioni e una politica culturale strutturata. La cultura non può essere solo corollario: deve essere leva economica.

L’arte italiana non è penalizzata dal mondo, ma dall’assenza di un sistema-Paese. Non abbiamo difeso i nostri artisti nei mercati globali, perché non abbiamo creduto che l’arte fosse un asset strategico capace di generare sviluppo.
Eppure la Sicilia potrebbe diventare il cuore mediterraneo dell’arte contemporanea: non più un evento stagionale, ma un centro vivo, produttivo e riconosciuto.

Non è più tempo di lamentele. È tempo di decisioni. Se l’Italia ospita la Biennale più importante del mondo ma non valorizza i propri artisti, il problema non è estetico: è politico.

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