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Eroine, cantanti, artiste ed emigranti: la storia bellunese e le sue protagoniste

Giornata internazionale della donna 2022

Chi erano queste donne protagoniste della storia del bellunese? Ecco alcuni interessantissimi cenni storici.

Elena Lusa si ribellò alle violenze degli austriaci, che incendiarono Feltre. Livinallongo ricorda Caterina Lanz con una statua. Poi la cantante cadorina Anna Da Vià, l’emigrante Anna Rech e l’artista e imprenditrice Caterina Panciera Besarel

Elena Lusa - citata in un’opera inedita di Giovan Battista Segato “Paolina da Lusa o l’incendio di Feltre”, risalente all’Ottocento. Uno degli aspetti forse più curiosi del racconto è attestato in questo verso: «Cadde Ilion per Elena; Paolina pur non rea fu di sua Feltre la ruina». L’Elena in questione è quella dell’epopea troiana narrata da Omero. A lei, cui nell’Iliade è attribuita la colpa dello scoppio della guerra di Troia, Segato raffronta la Paolina feltrina: violentata da un tedesco, punito per questo dai concittadini di lei, fu il pretesto per vendicare lo smacco subito con la distruzione della città di Feltre.
Contributi storiografici per il quinto centenario della distruzione di Feltre (1510 – 2010)
“Tra il 1509 e il 1514 Feltre, assieme ad altre città venete, fu oggetto di contesa da parte dell’imperatore Massimiliano d’Asburgo nell’ambito delle note vicende cambraiche. Dopo il primo saccheggio e il parziale incendio del 2 luglio 1509 – nel quale perirono secondo il Cambruzzi almeno 400 capifamiglia – si ebbe l’evento principale del 3 luglio 1511, giorno nel quale la città non solo fu saccheggiata e massacrata, ma travolta e pressoché distrutta da un incendio.
Nel 2020, una interessantissima mostra "Carta, Fuoco, Macerie", tenutasi nel Centro Civico di Feltre Palazzo Villabruna, è stata dedicata al tragico evento.

Caterina Lanz - Katharina Lanz,  Mëda Trinele, è stata una patriota tirolese, protagonista dell'Insorgenza che oppose il suo popolo all'occupazione francese. Assieme alla connazionale Giuseppina Negrelli viene considerata una sorta di Giovanna d'Arco del Tirolo.
Nel 1912, a Pieve di Livinallongo, fu inaugurata una splendida statua in bronzo screziato per ricordare la determinazione dell’eroina ladina. Nel 1896, i francesi, al comando di Napoleone, avanzano nella vallata dell’Adige. Mentre le truppe degli invasori procedevano spediti verso Bressanone e Vipiteno, un drappello si staccò e salì verso lo sperduto villaggio tentando di superare il muro di cinta che delimita la chiesa con il chiaro intento di profanarla. Caterina Lanz, allora venticinquenne, gli si parò davanti con la forca e li mise in fuga. Dopo questo fatto, la sua vita scorrerà sempre tranquilla come perpetua a Colle Santa Lucia e ad Andraz, dove morì, all’età di 83 anni, l’8 luglio del 1854. Fu sepolta nel cimitero di Pieve di Livinallongo con tutti gli onori militari, dove ancora oggi riposa.

Anna Da Vià - di Nebbiù di Cadore è stata una delle cantanti liriche più note della sua epoca, a cavallo tra il 1700 e il 1800. Cantò ad Amsterdam, a Varsavia per arrivare poi in Russia al teatro di San Pietroburgo.

Anna Rech - Anna Maria Pauletti Rech è stata un'immigrata italiana trapiantata in Brasile, fondatrice del distretto che porta il suo nome nella città di Caxias do Sul. Queste terre erano situate accanto ad un percorso ampiamente utilizzato dai Tropeiros e, realizzando le possibilità,  Anna aprì una pensione insieme ad un piccolo negozio, creando un paddock ben fornito per far riposare gli animali. Presto la sua attività divenne nota e frequentata.
Nel 1977, in commemorazione del centenario della sua immigrazione, è stata inaugurata in suo onore una statua in bronzo a grandezza naturale, posizionata nel centro del quartiere, nella piazza di fronte alla chiesa Matriz Nossa Senhora de Caravaggio. Nel 2016, nel centenario della sua morte, è stata ricordata in un articolo di Rodrigo Lopes sul giornale Pioneiro. Nel 2017, la legislatura di Caxias do Sul ha reso omaggio ai suoi 140 anni dalla sua nascita, sottolineando la sua vita di lavoro, di eroismo e la sua visione umanitaria; una targa commemorativa fu donata ai suoi discendenti. Nello stesso anno, è stato lanciato il libro A Viagem de Anna Rech, dal professor Salvatore Liotta.
Pedavena, sua città di adozione, è stata gemellata con Caxias do Sul ed una scuola, sempre di Pedavena, è stata intitolata in suo onore.

Caterina Panciera Besarel - E' figura singolare di donna con una solida tradizione familiare artigianal-artistica e dotata di talento naturale, che ebbe modo di coltivare con studi presso l’Accademia di Belle Arti negli anni 1882-83, grazie alla lungimiranza del padre, artista di vaglia e patriota risorgimentale.
Collaborò fattivamente all’atelier del padre con sede in Venezia sul Canal Grande e commesse in tutta la penisola e all’estero, tra cui si ricorda l’arredo di una sala del Quirinale (1888), con 2 tavoli e 17 poltrone intagliate per la venuta del Kaiser Guglielmo II, fino a svolgere un ruolo fondamentale nella conduzione dello stabilimento, dopo l’incidentedel padre, rimasto mutilato alla mano destra, in anni in cui l’emancipazione femminile era ancora lontana.
Grande l’interesse alpinistico, oltre a quello artistico, che la portò giovinetta in cima al Pelmo, accompagnata dalla guida Angelo Panciera detto “el Mago” di Zoldo Alto per la via dei Zoldani. È probabile che Caterina, donna forte e “portatrice di doni” abbia trasmesso ai figli anche la propria passione per la montagna, che, tramite il figlio Giovanni e la sua donazione alla città di Belluno, ha anche permesso la nascita del Centro Studi sulla Montagna della Fondazione Giovanni Angelini.

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