Presentate oggi alla stampa le mostre di Horst P. Horst e Ahmet Ertug | Venezia, Le Stanze della Fotografia
Sono state presentate oggi alla stampa le mostre:
> HORST P. HORST - La Geometria della Grazia, a cura di Anne Morin in collaborazione con Denis Curti - dal 21 febbraio al 5 luglio 2026
> AHMET ERTUĞ - Beyond the vanishing point, a cura di Denis Curti dal 21 febbraio al 6 aprile 2026
Venezia, 20 febbraio 2026 – Le Stanze della Fotografia sull’Isola di San Giorgio a Venezia, iniziativa congiunta di Marsilio Arte e Fondazione Giorgio Cini, hanno presentato oggi alla stampa le mostre Horst P. Horst. La Geometria della Grazia (dal 21 febbraio al 5 luglio 2026) e Ahmet Ertuğ. Beyond the Vanishing Point (dal 21 febbraio al 6 aprile 2026).
HORST P. HORST. LA GEOMETRIA DELLA GRAZIA
Curata da Anne Morin in collaborazione con Denis Curti, la mostra propone una rilettura originale e trasversale dell’opera di Horst P. Horst, restituendone tutta la complessità oltre i confini della fotografia di moda che lo consacrò sulle pagine di Vogue. Il percorso espositivo lo reinserisce infatti nel più ampio e imprescindibile contesto dei riferimenti alla cultura classica e al vivace mondo dell’intellighenzia europea e americana del Novecento, con cui Horst dialogò costantemente.
Horst P. Horst. La Geometria della Grazia è la più ampia e significativa mostra mai dedicata al celebre fotografo: riunisce oltre 400 opere, di cui circa la metà esposte per la prima volta, molte delle quali stampe vintage originali, affiancate da materiali d’archivio e documenti inediti come riviste d’epoca, disegni preparatori, schizzi e sketchbook, lettere indirizzate a Horst da Coco Chanel o Salvador Dalí, oltre a proiezioni e slideshow di immagini.
L'opera di Horst P. Horst trasforma la fotografia in un'architettura di luce, dove ogni immagine è un'equazione visiva tra linea, volume e spazio. Oltre alla semplice illustrazione, il fotografo, da sempre legato alla moda e all’architettura e al paesaggio, coglie la logica interna delle forme, convertendo i tessuti in volumi e componendo l'immagine in una dimensione metafisica ed eterna.
In questa visione, la luce agisce come principio organizzatore capace di fondere arcaico e moderno in un equilibrio silenzioso. La fotografia diventa così un linguaggio della proporzione, uno spazio in cui la costruzione razionale assume un carattere sacro e atemporale. Lontano dal mero esercizio estetico, Horst concepisce l’immagine come un’architettura di forme e luce, un linguaggio rigoroso e sensuale insieme. Le sue fotografie, costruite secondo rapporti proporzionali precisi, rimandano a quella ricerca di perfezione che attraversa l’intera storia dell’arte, da Fidia a Le Corbusier, suo maestro negli anni parigini.
Prima di dedicarsi alla fotografia, infatti, Horst studia architettura ad Amburgo e Parigi, dove collabora con Walter Gropius e con il grande architetto svizzero, naturalizzato francese, Le Corbusier. Nelle sue composizioni – costruite come vere architetture visive – si riflettono i principi del Bauhaus e la tensione verso lo “spazio minimo”, concetto cardine dell’architettura moderna. Questa disciplina formale diventa cifra di uno stile unico: Horst trasforma la fotografia di moda in un esercizio di armonia, un incontro tra modernismo e classicità, tra rigore e sensualità.
Nato nel 1906 a Weissenfels-an-der-Saale, Horst Paul Albert Bohrmann – poi noto come Horst P. Horst – inizia la sua carriera come assistente del fotografo George Hoyningen-Huene a Parigi, dove entra in contatto con figure come Coco Chanel, Jean Cocteau e Marie-Laure de Noailles.
Dal 1931 collabora con Vogue, imponendosi per la sua eleganza formale e la sua sensibilità scenografica. Nel 1939, prima di trasferirsi definitivamente a New York, in Francia realizza la celebre Corset Mainbocher, divenuta un’icona della storia della fotografia.
Durante la Seconda guerra mondiale serve nell’esercito americano e nel dopoguerra torna a lavorare per Vogue e House & Garden, ampliando i suoi orizzonti verso la fotografia botanica e d’interni. Fino agli anni Novanta continua a creare con instancabile curiosità e precisione formale, fino alla sua scomparsa nel 1999 a Palm Beach, in Florida.
Sabato 21 febbraio alle ore 11, presso Le Stanze della Fotografia nell'Isola di San Giorgio Maggiore, si terrà una visita guidata esclusiva in lingua inglese condotta dalla curatrice Anne Morin. La partecipazione è inclusa nel biglietto d'ingresso, ma richiede la prenotazione obbligatoria tramite registrazione online.
AHMET ERTUĞ. BEYOND THE VANISHING POINT
La mostra Ahmet Ertuğ. Beyond the vanishing point curata da Denis Curti, è allestita al primo piano dello spazio espositivo delle Stanze della Fotografia dal 21 febbraio al 6 aprile 2026.
Il progetto celebra oltre cinquant’anni di ricerca del fotografo turco, dedicata al patrimonio architettonico e culturale europeo e mondiale. Questa ricerca, unita alla sua formazione da architetto, permette ad Ertuğ di guardare alla fotografia non solo come a un mezzo di documentazione, ma anche come a uno strumento di interpretazione, un modo per sperimentare e rivelare l'architettura attraverso gli occhi dei suoi creatori originali.
Ahmet Ertuğ. Beyond the Vanishing Point (“oltre il punto di fuga”) riunisce una selezione di 29 fotografie di grande formato incentrate sul patrimonio architettonico italiano e sul suo profondo dialogo con il più ampio mondo mediterraneo. Il percorso espositivo mette in risalto questa connessione trovando un punto di sintesi ideale nel legame tra le città di Venezia e Istanbul. Ventotto opere ritraggono cattedrali, palazzi, teatri, biblioteche e musei italiani, tra cui spiccano i capolavori come il Pantheon e la Basilica di San Pietro a Roma e il Teatro La Fenice di Venezia. A suggerire il legame ideale con Istanbul, interviene un'unica immagine della città natale del fotografo: la monumentale e imponente cupola della Basilica di Santa Sofia, un'opera che suggella il nesso storico profondo tra queste due città di importanza cruciale lungo la Via della Seta.
Formatosi alla Architectural Association School di Londra, Ahmet Ertuğ ha maturato la propria sensibilità estetica operando tra gli insediamenti storici dell'Iran, di Istanbul e del Giappone. La sua ricerca fotografica adotta la prospettiva degli architetti per restituirne la visione spaziale autentica. Attraverso l'uso del grande formato, egli persegue una qualità tecnica eccelsa che richiama i principi della scuola di Düsseldorf, puntando su immagini di ampia scala per coinvolgere profondamente l'osservatore.
OPEN CALL PER GIOVANI FOTOGRAFI
La Fondazione Le Stanze della Fotografia ha annunciato la terza edizione del concorso dedicato a giovani fotografi e fotografe under 30, ispirato ai temi della grande mostra dedicata a Horst P. Horst. I partecipanti sono stati invitati a sviluppare una riflessione visiva a partire dalla citazione di Horst, “La moda è un’espressione del tempo. L’eleganza è un’altra cosa”, realizzando tre scatti che ne interpretino il significato.
Il concorso, libero e gratuito, si è concluso il 1° febbraio 2026. I lavori presentati sono stati valutati da una giuria d’eccellenza, composta da: Denis Curti, co-curatore della mostra; Gert Elfering, proprietario dell’Estate Horst P. Horst; Francesca Malgara, direttrice artistica di MIA Photo Fair; Francesca Marani, Senior Photo Editor di Vogue Italia; e Anne Morin, curatrice della mostra e direttrice di diChroma Photography.
La giuria ha individuato sei finalisti, annunciati oggi durante la conferenza stampa di presentazione del programma delle Stanze della Fotografia: Davide Monego, con Ricerca di un’altra cosa; Giada Lavinia Cuzzocrea, con Sottrarsi; Gian Marco Pulerà, con Il doppio gioco del riflesso eterno; Giorgia Armario, con Elle vais planter ses choux; Giorgia Pevere, con Ninfa; e Giulia Passaseo, con Ciò che rimane.
Le fotografie selezionate sono esposte alle Stanze della Fotografia per tutto il periodo della mostra e verranno pubblicate sui canali social ufficiali @lestanzedellafotografia.
Le opere saranno inoltre presentate allo stand de Le Stanze della Fotografia in occasione del MIA Photo Fair di Milano, in programma dal 19 al 22 marzo 2026. Durante la fiera, i visitatori avranno l’opportunità di esprimere il proprio voto sulle opere finaliste; al termine della manifestazione saranno proclamati i tre vincitori. Le opere premiate saranno quindi contrassegnate con una targhetta all’interno de Le Stanze della Fotografia.
Nata nel 2023 con il sostegno della Fondazione di Venezia, la Fondazione Le Stanze della Fotografia promuove la cultura fotografica con progetti espositivi e formativi. Attraverso questo concorso, la Fondazione ha confermato la propria mission dando ai giovani talenti un’occasione unica di visibilità e confronto con esperti del settore.
Per maggiori informazioni sul concorso: https://www.lestanzedellafotografia.it/it/attivita/open-call
Le Stanze della Fotografia
Le Stanze della Fotografia, situate sull’isola di San Giorgio Maggiore, a Venezia, sono un’iniziativa congiunta di Marsilio Arte e della Fondazione Giorgio Cini, realizzata in partnership con Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene e Fondazione di Venezia, con il sostegno di Grafica Veneta, La Viarte, NeoTech e San Marco Group.
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Ufficio stampa Le Stanze della Fotografia | Marsilio Arte - Responsabile | Giovanna Ambrosano: g.ambrosano@marsilioarte.it; +39 3384546387 - ufficio.stampa@marsilioarte.it
Ufficio stampa Fondazione Giorgio Cini - Fabio Bozzato: stampa@cini.it
Le Stanze della Fotografia - Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia - lestanzedellafotografia.it











