Roma, Giornata internazionale della montagna
Per il ministro Federico D’Incà la montagna deve assumere un ruolo centrale e per presidente della Provincia, Roberto Padrin i servizi sono lo strumento anti-spopolamento.
«La montagna è una risorsa e insieme un’opportunità. E come tale va vista. Allo Stato le terre alte chiedono strumenti di autogoverno e salvaguardia dei servizi, per contrastare lo spopolamento». È quanto afferma il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, che ha partecipato al Quirinale alle celebrazioni della Giornata internazionale della montagna, indette dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in rappresentanza delle Province interamente montane.
Nell’occasion la ministra Mariastella Gelmini ha ricordato lo stato di avanzamento della nuova legge quadro sulla montagna, che dovrebbe essere pronta per febbraio, con uno stanziamento di 100 milioni di euro già nella prossima manovra finanziaria.
«Si tratta di fondi importanti, che poi dovrebbero aumentare negli anni», spiega il presidente Padrin. «È sicuramente un segnale di rilievo per la rinnovata attenzione verso la montagna. Che – lo ribadisco – è una risorsa per il Paese, e non un problema. Dovremmo cominciare noi stessi, da abitanti della montagna, a rendercene conto e ad agire di conseguenza. Come ha detto il presidente della Repubblica, la montagna oggi può essere un modello di sostenibilità a cui guardare, mentre è già da tempo esempio di solidarietà, sobrietà e spirito comunitario nella gestione delle risorse, come le genti delle “terre alte” sanno e dimostrano da tempo».
«La montagna quindi non è un problema», prosegue il presidente Padrin, «ha solo bisogno di strumenti per contrastare lo spopolamento, un dramma che tocca non solo il Bellunese ma la gran parte dell’arco alpino e degli Appennini. In particolare, servono collegamenti infrastrutturali e digitali, e garanzia di servizi. Oggi siamo ancora legati alle logiche dell’economia che vedono nelle “terre alte” esclusivamente il fallimento di mercato. Bisogna superare questa linea, in modo da tenere i servizi in montagna e rilanciarli. Credo che una delle leve per fare ciò sia una differenziazione della fiscalità, su cui è doveroso intervenire».
Secondo il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, «la montagna deve assumere un ruolo centrale e merita particolare attenzione nei confronti delle comunità che da troppo tempo vivono il delicato fenomeno dello spopolamento. Per questo motivo, il Governo vuole darne valore attraverso una legge quadro e a nuove importanti risorse previste nella legge di Bilancio con un fondo per lo sviluppo dei territori montani e per la loro salvaguardia. Migliorando i collegamenti legati ai trasporti, insistendo fortemente sulle infrastrutture digitali, sul rafforzamento della sanità territoriale e su una nuova forma di turismo sostenibile legato anche alla valorizzazione dell’artigianato locale, sarà possibile ridare vigore a queste aree. Il Bellunese deve anche continuare a insistere sui grandi eventi, come è stato dimostrato dal Mondiale di sci di Cortina e come sarà fatto nelle prossime Olimpiadi invernali del 2026 su cui, come Governo, crediamo fortemente grazie anche al nuovo stanziamento di 324 milioni per gli altri interventi necessari a beneficio dell’intera collettività».
Tra i temi toccati nel corso della cerimonia il deputato Dario Bond, presidente del Comitato paritetico Fondo Comuni confinanti, sottolinea quello del turismo, strumento di crescita e sviluppo economico per le tante famiglie che operano nel settore. E poi il tema dei servizi, imprescindibili per contrastare lo spopolamento delle cosiddette ‘terre alte’.
«Condivido il monito lanciato dal rappresentante della Sardegna – ha detto Bond – che ha prospettato di raggiungere entro il 2023 la presenza di almeno un medico in ogni paese montano della sua regione. È solo un esempio di servizi-presidio fondamentali per la montagna e per tenere la gente a vivere in montagna. Si tratta di un’iniziativa che deve andare di pari passo con gli investimenti del Pnrr e con la legge quadro sulla montagna che il Consiglio dei ministri si appresta a esaminare per portarla all’esame del Parlamento. Sono tutti tasselli su cui costruire quello che serve alla montagna, vale a dire risorse e attenzioni. Perché come è stato detto questa mattina, la montagna costituisce il 34% della superficie del nostro Paese e addirittura l’80% della riserva d’acqua dolce di tutta Italia. La montagna è una risorsa e come tale va messa al centro dell’agenda politica».











