Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - Dati rubati e venduti alle agenzie investigative: «Così i due direttori delle Poste rubavano dati dei Vip per 200 euro»
Nell’inchiesta su presunti accessi abusivi alle banche dati, sarebbero stati spiati imprenditori, manager e personaggi noti del Nordest: tra loro dirigenti di aziende farmaceutiche e della moda, manager assicurativi, sportivi e anche volti dello spettacolo
Lo “spaccio” di dati riservati rubati a ignari cittadini attraverso l’accesso a banche dati e poi rivenduti ad agenzie investigative, avrebbe avuto uno dei suoi più fiorenti centri in Veneto, in particolare in due tranquilli uffici postali tra le montagne bellunesi.
Lì, lontani dai riflettori, operavano i direttori Sara Zanivan, 52 anni, responsabile di Vas, e Luca Senatore, 56 anni di Sedico, coinvolti nell’inchiesta della Procura di Napoli che conta 85 indagati.
Cosa facevano
I due dirigenti postali, secondo le accuse, avrebbero rivestito un ruolo di primo piano nell’ambito dell’organizzazione criminale che raccoglieva le informazioni estrapolandole dalle banche dati di Poste, Inps, Agenzia delle Entrate, e che le cedeva poi a società di intelligence privata per i propri clienti.
Con 783 accessi sospetti in appena tre mesi lei e con un’ottantina lui, i due direttori avrebbero di fatto attivato una centrale di spionaggio che serviva tutt’Italia. Tra gli indagati veneti figura anche una dipendente bancaria del Veronese, Valentina Vezzaro.
I tre avrebbero estrapolato dati riservati cedendoli, dietro compensi su Postamat, ai responsabili dell’organizzazione che poi li giravano alle agenzie investigative collegate. Queste le accuse nell’ordinanza firmata dal gip Giovanni Vinciguerra e che gli indagati punteranno a smontare in sede di interrogatorio o di deposito di memorie difensive.
I direttori
Tra le più attive negli accessi alla banca dati delle Poste figura Sara Zanivan, originaria di Feltre, che utilizzando le credenziali “Zanivans” si sarebbe intrufolata per 783 volte nelle informazioni riservate, tra febbraio e maggio 2022.
Di varia natura i dati recuperati: da semplici codici fiscali alla titolarità di prodotti postali. Le comunicazioni con i committenti avvenivano via whatsapp e di quegli scambi, annotano gli investigatori, resta poco essendo state cancellate le conversazioni. Qualcosa però è stato rintracciato: “Ti ho mandato sull’altro numero i dati che mi avevi chiesto ieri”, è uno dei messaggi che arriva sull’utenza del napoletano Giuseppe Picariello, considerato nell’ordinanza agli apici dell’organizzazione, nonché l’interlocutore di Sara Zanivan.
I due si sarebbero scambiati nomi e dati relativi. Ma cosa otteneva la direttrice in cambio delle informazioni? Denaro attraverso ricariche Postamat, solitamente di 200 euro, nella carta intestata a lei o su quella di una sua familiare. La Procura ha trovato traccia di 22 ricariche tra il 2020 e il 2022, eseguite da un commercialista a sua volta indagato, per un totale di 4.150 euro. Di fronte ai molti accessi, la direzione delle Poste si insospettisce e chiede spiegazioni alla direttrice, ma lei non sembra preoccupata e a Picariello (che avrebbe peraltro sollecitato la cancellazione dei messaggi), riferisce - sostiene la Procura - di essersi giustificata dicendo che a chiederle le informazioni era stato l’Ufficio centrale delle Entrate per verificare la fondatezza di alcune domande di rimborso.
Quanto agli accrediti su Postamat, la donna avrebbe sostenuto trattarsi di soldi arrivati da un amico che la stava aiutando in un momento di difficoltà. La direzione delle Poste, nel dubbio, decide di sospenderla dal servizio per 10 giorni. L’altra figura su cui, secondo la Procura napoletana il sodalizio criminale poteva contare, è quella di Luca Senatore che con le credenziali “Senato35” avrebbe eseguito un’ottantina di incursioni tra aprile e settembre 2021. Anche lui sarebbe stato pagato con accrediti Postamat e le somme tracciate e relative a 32 ricariche tra il 2020 e il 2023 ammontano a 9.250 euro.
Nella sottrazione dei dati sarebbe poi coinvolta un’altra veneta: Valentina Vezzaro di Marano di Valpolicella, sarebbe illecitamente entrata nei sistemi di Unicredit per verificare la posizione di alcuni clienti della banca.
Le società
Gli accertamenti della Procura di Napoli hanno riguardato, con riferimento alla circolazione dei dati rubati, la Sole Investigazioni e Sicurezza srl sciolta nel 2023, dopo un’assemblea tenutasi a Verona, e coinvolta in passato in un dossieraggio su politici veneti (secondo quanto riferito dalla trasmissione Report).
Tra gli ex soci figura Mattia Galavotti di Ferrara, oggi indagato e ritenuto al vertice del sodalizio, titolare di società di consulenza tra cui una a Capodistria. Altri ex soci, non coinvolti nell’inchiesta, hanno a loro volta aperto attività nel Veronese nell’ambito dei sistemi di vigilanza.
Le vittime
Diversi i nomi di nordestini e veneti che figurano gli spiati. Tra gli altri: Walter Bertin di Treviso fondatore e presidente dell’azienda farmaceutica Labomar di Istrana; Claudio De Nadai di Crocetta del Montello, membro del cda di Labomar e componente di Confindustria Veneto; Riccardo Bentel di Treviso, manager della Perfetti Van Melle; Alberto Del Biondi, padovano, stilista di alta moda; Giorgio Cociani, un manager delle Generali Italia.
E poi l’attrice Lory Del Santo, l’ex portiere dell’Inter Alex Cordaz di Vittorio Veneto. Tra i correntisti controllati dalla bancaria figura Lazzaroni.
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articolo di Sabrina Tomè











