VERONA_ IL MONASTERO di Palazzo Maffei: nuovo spazio polifunzionale del Museo
IL “MONASTERO” DI PALAZZO MAFFEI
Un nuovo spazio polifuzionale in connessione con la città la cui denominazione ricorda l’antico complesso dipendente benedettino, dall’abbazia di Leno (Brescia), che tra il X e il XII secolo sorgeva nell’area del Capitolium.
Uno spazio per nuove proposte d’arte e cultura; un intervento di riqualificazione di una zona del centro storico in passato considerata isolata e insicura.
Palazzo Maffei amplia i propri spazi museali con il restauro e il recupero di un piccolo ambiente, una sorta di raccolta cappella con due vani principali che si apre su Vicolo Raggiri, giusto sul retro del prestigio edificio affacciato su Piazza delle Erbe: sarà il cosiddetto “Monastero di Palazzo Maffei”, un ambiente suggestivo e raccolto che potrà ospitare mostre, attività didattiche e altre iniziative legate alla vita del Museo, contribuendo anche alla riqualificazione complessiva dell’area.
“Nel ridare vita allo spazio annesso a Palazzo Maffei, il cosiddetto Monastero – spiega la direttrice del museo veronse, Vanessa Carlon - mi sono ispirata a una chiesa sconsacrata che si trovava nel bel mezzo del vociare del mercato della Vuccirua, a Palermo, e che ebbi l’occasione di visitare accidentalmente quasi trent’anni fa: una piccola chiesa vuota, délabrée, che ospitava poche, potenti opere di Miquel Barcelo’. Quell’immagine di un luogo inatteso, in cui poter contemplare l’arte in silenzio e solitudine è rimasta indelebile nella mia memoria”.
Il nome attribuitigli non è casuale: richiama la memoria dell’antico complesso benedettino, dipendente dall’abbazia di Leno (Brescia), che tra il X e il XII secolo sorgeva nell’area del Capitolium.
Fonti scritte e dati archeologici suggeriscono che il complesso monastico fosse piuttosto esteso, comprendendo una chiesa, un’area cimiteriale e diversi edifici annessi. Nel corso dei secoli, l’area dell’antico Capitolium e del monastero è stata progressivamente inglobata nella trasformazione urbana: Corte Sgarzerie, la Torre del Gardello, il Monte di Pietà e i palazzi dei Maffei, dei Pellegrini e dei Malaspina ne hanno gradualmente cancellato le tracce.
Di questo passato resta oggi soltanto l’intitolazione a San Benedetto della chiesetta settecentesca situata alle spalle di Palazzo Maffei, soprannominata “al Monte” per via del Monte di Pietà costruito di fronte nel 1490.
Pur non essendoci informazioni certe sulla originaria destinazione d’uso degli ambienti del “Monastero” annessi al Museo di Palazzo Maffei, la presenza di lacerti di affresco lascia intuire una funzione di rilievo, mentre il restauro ha messo in evidenza le volte che connotano l’architettura degli interni, le colonne addossate alla parete e la serie di lunette e capitelli.
Un luogo d’ispirazione, ideale per promuovere nuove proposte culturali in connessione con la città, ma con il senso di raccoglimento che l’arte spesso richiede e nel contempo un intervento che mira a contribuire al recupero estetico e di vivibilità di un’area in passato isolata e insicura del centro storico di Verona.
Scarica comunicato e immagini - Crediti fotografici: Andrea Pugiotto
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