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Alpini, 150 cime per 150 anni

150 cime per 150 anni

Per celebrare il secolo e mezzo dalla fondazione, il Comando delle Truppe alpine, con l'Associazione nazionale alpini, organizza ascensioni sulle principali montagne italiane

Alpini in marcia verso le vette delle principali montagne d'Italia. In queste settimane, a turisti ed escursionisti, potrebbe capitare di incrociare su sentieri e ghiacciai lunghe file di militari impegnati nell'iniziativa “150 cime”, voluta dal Comando delle Truppe alpine per celebrare il secolo e mezzo dalla fondazioen del Corpo, avvenuta a Napoli il 15 ottobre 1872. Tra le cime prescelte ci sono, naturalmente, quelle più importanti dal punto di vista alpinistico (come il Monte Bianco, il Monte Rosa, il Cervino e il Monviso), ma anche altre che negli anni hanno più volte visto impegnati i soldati di montagna nelle abituali esercitazioni, come il Gran Sasso, lo Chaberton e tante altre. Complessivamente, gli alpini delle brigate Taurinense e Julia, oltre che del Centro addestramento alpino, eseguiranno ascensioni per un totale di 160mila metri di dislivello positivo, coinvolgendo territori di dieci tra Regioni e Province autonome. Alle scalate prenderanno parte anche alcuni soci dell'Associazione nazionale alpini, per confermare il già solido rapporto tra alpini “in armi” e alpini “in congedo”.

«Le ascensioni delle prossime settimane - spiega il generale Ignazio Gamba, comandante delle Truppe alpine - costituiranno un impegno notevole che contribuirà ad incrementare le capacità peculiari delle Truppe alpine di condurre attività di warfighting in tutti gli ambienti, compreso quello montano e artico, contraddistinto da climi rigidi d’inverno e da vincoli posti dal terreno».

L’iniziativa “150 Cime” prevede anche un ritorno alle origini per alcune unità in marcia, che opereranno nelle stesse valli assegnate come “zona di studio” alle prime quindici compagnie alpine, istituite nel 1872. A margine delle ascensioni, le Fanfare delle Brigate Alpine si esibiranno, come di consueto, nelle località che ospitano le unità marcianti. «Le compagnie di oggi mantengono intatte numerose caratteristiche di un secolo e mezzo fa», ricorda il generale Gamba. «Innanzitutto - sottolinea - in termini di leadership espressa dai giovani comandanti posti a capo delle compagnie, autonome in tutto, per le quali le marce sono il momento in cui nasce lo spirito di corpo che contraddistingue la specialità». Il generale ricorda, infine, anche l'impegno delle Truppe alpine per la sicurezza in montagna, attraverso il Servizio Meteomont, il soccorso piste nei maggiori comprensori sciistici, le Squadre Soccorso Alpino Militare.

«Questa iniziativa - aggiunge il Vicepresidente vicario dell’Ana, Federico Di Marzo - è anche un'occasione per promuovere il territorio delle Alpi e degli Appennini, attraverso i legami stretti che tradizionalmente esistono tra gli alpini e le loro comunità. Le “150 cime” offriranno momenti di condivisione che, oltre agli alpini, coinvolgeranno i cittadini di tutte le località interessate dalle marce».

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