Auser Territoriale Belluno - Amalia Beati Mostra fotografica a Gron
Inaugurata nelle ex scuole di Gron di Sospirolo, sede del Circolo Auser Monte Sperone, la mostra Vardè e Ridè – Il mondo fotografico di Amalia Beati.
Amalia Beati, donna imprenditrice, nata in Canal del Mis nel 1900, vive dapprima all’ombra del marito Giovanni Beati, fotografo di professione con tanto di timbro certificatore da apporre sulle stampe fotografiche. Da lui probabilmente apprende l’arte che, alla sua morte avvenuta in piena guerra, decide di continuare. Anni difficili, funestati anche da lutti famigliari – il figlio 18enne morirà nel lago di Vedana – non scoraggiano Amalia. La fotografia veniva ancora esercitata con apparecchiature a soffietto, cavalletto e delicate lastre fotografiche. Solo più tardi arrivò la pellicola. Di aprire un vero e proprio studio fotografico non ne vide la necessità, attrezzando la sua abitazione con stanza di posa e camera oscura. Ma la clientela occorreva anche cercarla altrove. E così, utilizzando una bicicletta con montata tutta l’attrezzatura necessaria, si spingeva ben oltre i confini comunali di Sospirolo, fino a raggiungere Gosaldo attraverso la strada del Canale del Mis. La mostra curata da Attilia Troian, è come sempre in questi casi, una mostra della memoria comunitaria. Le molte fotografie esposte sono l’occasione per solleticare i ricordi dei più anziani, a riconoscersi o a riconoscere parenti e amici nelle immagini recuperate o ristampate. Ma sono anche documenti storici su un passato anagraficamente non lontanissimo e, magari, volutamente rimosso. Sono l’occasione per conoscere ambienti, abitudini, tradizioni, costumi e, perché no, il sentire di una comunità civile, dignitosa e identitaria. Non è più così? Certamente molto è cambiato, viviamo un’epoca diversa, più individualista? Ma allora, anche per questo è un bene che iniziative come questa, grazie all’esistenza di un volontariato quale quello dell’Auser, luogo di aggregazione, di impegno civico e promotore di incontri in presenza, trovi riconoscimento e partecipazione nella comunità locale. Amalia ha documentato per immagini un aspetto della nostra storia recente del dopoguerra, facendo sì della fotografia una occasione di reddito, ma lasciando un esempio di intraprendenza femminile per nulla scontato in quel periodo. Ne è ulteriore dimostrazione, la decisione di abbandonare quella
professione che i tempi stavano cambiando radicalmente, e aprendo in paese una merceria che, oltre alla vendita, divenne grazie al suo gusto fotografico anche riferimento per un consiglio sugli abiti da indossare e sugli abbinamenti.
La mostra resterà aperta fino al 30 settembre 2022, tutti i sabati e domeniche dalle ore 15.00 alle ore 18.00. Su prenotazione invece, telefonare allo 338 3915399.
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