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CORTINA - E’ morto lo stambecco che aveva una scatoletta di tonno incastrata in bocca al lago di Sorapis

Soccorso allo Stambecco soffocato da scatoletta di tonno

L’animale è stato trovato senza vita non molto distante dal luogo in cui era stato soccorso. Il precedente dello stambecco che ingoiò una lattina di cola

E’ morto lo stambecco che era stato soccorso domenica da un veterinario del Cras di Treviso e da una guardia provinciale di Belluno al lago di Sorapis, per rimuovere la scatoletta di tonno arrugginita che aveva addentato e, forse da un paio di giorni, bloccava mandibola e lingua impedendogli di nutrirsi. L’intervento sembrava aver avuto un esito positivo: passato l’effetto dell’anestetizzante lo stambecco si era rimesso in piedi e aveva ripreso a muoversi. Tutto bene, pareva. Fino al ritrovamento del corpo. Era un esemplare maschio di dieci o undici anni di età. In buona salute, prima di ritrovarsi a fare i conti con quella lattina. Smunto per il digiuno forzato, ma senza altri apparenti problemi, tanto che il veterinario Marco Martini, il professionista richiamato dalle ferie per il volo in elicottero fino ai duemila metri del lago, confidava si sarebbe potuto riprendere. La notizia del ritrovamento è stata un brutto colpo anche per lui.

La scatoletta di tonno era stata abbandonata da tempo, era già arrugginita. I problema dei rifiuti è notevole su tutte le Dolomiti. «I gestori dei rifugi e le guardie fanno pulizia quasi tutti i giorni, ma è difficile arrivare ovunque». A spiegarlo è Michele Da Pozzo, direttore del Parco regionale delle Dolomiti d’Ampezzo, svelando come queste figure svolgano un ruolo che va ben oltre i loro incarichi. «Non lo fanno per dovere, ma per coscienza», precisa Da Pozzo. Il lago di Sorapis non è compreso nel Parco, fa parte delle Regole che hanno le loro guardie, ma la competenza rimane della Polizia provinciale e, nella pratica, la collaborazione tra questi enti è molto elastica. «Le guardie fanno giri periodici, ma è impossibile essere ovunque.

Da Pozzo rivela che c’è un precedente specifico, anche se risale a parecchio tempo fa: «Sono passati quasi trent’anni», precisa il direttore. «Nei pressi del rifugio Biella, sulla Croda del Becco (gruppo della Croda Rossa), fu trovato uno stambecco che aveva ingoiato una lattina di Coca Cola. Anche quella volta ci fu l’intervento di un veterinario, e l’animale morì qualche giorno dopo a causa del forte stato di debilitazione in cui si trovava».

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