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"Il circolo rosso": spettacolo AUSER a Sospirolo e Mel di Borgo Valbelluna, 29-30 aprile 2022

Il circolo rosso

A Cismon del Grappa, quasi totalmente distrutto, una giovanissima Amministrazione comunale tentò una via che solo il fascismo riuscirà a interrompere.

Anni 20 del secolo scorso.
Correvano tempi grami e difficili. La Grande Guerra aveva lasciato macerie fisiche e morali. Paesi distrutti, lutti e sofferenze. Storia di ieri? No, purtroppo no: tragicamente attuale invece.
Ma nel dopo guerra occorreva riprendersi, reagire e ricostruire, in tutti i sensi. Tra i tanti esempi di rinascita delle comunità di paesi e città, uno in Valbrenta rimane coi caratteri dell’originalità: a Cismon del Grappa, paese distrutto nella quasi totalità delle sue abitazioni, privo anche delle poche ricchezze disponibili prima della guerra, una giovanissima Amministrazione comunale tentò una via che solo il fascismo riuscirà a interrompere.
Il sindaco, Giuseppe Fiorese di anni 25, e la sua giunta, governarono infatti il paese dall’ottobre del 1920 all’agosto del 1922. Fu un’esperienza nata sullo sfondo delle esperienze di “socialismo di guerra” imposte dalle necessità belliche e radicata nelle secolari difficoltà economiche, oltre che nelle ingiustizie sociali, della vallata, che la guerra certo non aveva contribuito a risolvere o attenuare. Si sviluppò, spesso in modo tumultuoso, sull’onda dell’entusiasmo – inevitabilmente ingenuo – per le conquiste della lontana rivoluzione bolscevica. Si distinse per il suo carattere quasi eroico, con le riunioni del Consiglio Comunale fatte rigorosamente a tarda sera, perché prima i membri dovevano tutti lavorare, o cercare lavoro, per poter “sbarcare il lunario”.
Con atto decisamente “rivoluzionario”, l’Amministrazione giunse a coniare delle proprie monete, che venivano scambiate in Valbrenta per l’acquisto di generi di prima necessità. La vicenda del “Circolo Rosso”, come fu appellata all’epoca la giunta di Cismon, è stata tradotta dall’associazione culturale bellunese “The covers-Teatro Piteco” in uno docu-spettacolo di letture, musica dal vivo e video-interviste.
L’Auser provinciale, ritenendo il lavoro pregno di significati e affine ai valori della solidarietà e della libertà dei popoli, ha ritenuto di proporre lo spettacolo a ingresso libero e con la collaborazione dei Circoli Auser di Sospirolo e di Mel, rispettivamente Venerdì 29 aprile alle ore 20.45 nella sala del Centro Civico di Sospirolo e sabato 30 aprile alle ore 20.30 nell’Auditorium ex chiesa di San Pietro di Mel.
Le due serate godono del patrocinio dei Comuni di Sospirolo e di Borgo Valbelluna.

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