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ISBREC - Commemorazione di piazza dei Martiri

Piazza dei Martiri - 17 marzo 1945 - 1
Piazza dei Martiri - 17 marzo 1945 - 2

Nel quadro del calendario civile del Comune di Belluno, venerdì 17/3 si svolge la commemorazione dei partigiani impiccati dai nazisti in piazza dei Martiri

I quattro partigiani che il 17 marzo del 1945 furono impiccati dai nazisti in piazza dei Martiri, allora piazza Campedel:  Salvatore Cacciatore, Giuseppe De Zordo, Valentino Andreani e Gianni Piazza.
L’appuntamento, organizzato dal Comune di Belluno in collaborazione con l’Anpi provinciale di Belluno, la Federazione Italiana Volontari della Libertà e l’Isbrec, avrà inizio alle ore 10.50 presso Palazzo Rosso (Municipio cittadino), dove si formerà un corteo che si sposterà in Piazza dei Martiri.
Qui, presso il monumento che ricorda i tragici fatti del 1945, alle ore 11.00 verrà posta una corona presso il monumento alla Resistenza; seguiranno il saluto del Sindaco di BellunoOscar De Pellegrin, un intervento di Mattia Bianchet (Presidente della Consulta provinciale studentesca) e l’orazione ufficiale, affidata al prof. Piermario Fop, Coreferente regionale veneto di “Libera” e socio dell’Isbrec.

L’impiccagione dei quattro uomini era la risposta nazista ad un’operazione partigiana che alcuni giorni prima aveva portato all’uccisione di alcuni fascisti bellunesi. I partigiani impiccati, tre bellunesi e un siciliano, non erano responsabili dell’operazione condotta dai compagni e furono dunque impiccati per pura rappresaglia, secondo una modalità tragicamente consueta ai nazisti. La popolazione di Belluno assistette sgomenta ai fatti e i negozi furono chiusi in segno di lutto e protesta. Assai significativa la decisione presa dal vescovo di Belluno Girolamo Bortignon: venuto a sapere dell’esecuzione, accorse in piazza e, nonostante le resistenze dei soldati di Hitler, si fece consegnare una scala che gli permise di salire sui lampioni e dare l’estremo saluto ai quattro uomini. I corpi dei partigiani rimasero esposti per alcuni giorni, simbolo indecente della violenza nazista e dell’assoluto disprezzo per la vita e la dignita dei nemici uccisi.

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