L’aeroclub Belluno: «Le manutenzioni periodiche erano state fatte»
L’aereo sul quale volavano Silvia De Bon, il fratello Mattia e la fidanzata di lui Giorgia era un Piper PA28. «Il mezzo è nostro» spiega Davide Zampieri, vicepresidente della scuola di volo dell’Aeroclub Arturo Dell’Oro di Belluno «ed era in linea con le manutenzioni periodiche. I soci, come Silvia, nel momento in cui decidono di fare un volo, prenotano un aeroplano e, in base alle disponibilità, il mezzo viene assegnato. C’è un calendario molto preciso», continua Zampieri, «che viene tenuto da una ditta terza, Camo, che sulla base delle ore di volo dei velivoli e dei modelli ordina alla nostra officina quali manutenzioni effettuare su ciascuno dei mezzi. In base alle nostre evidenze, il Piper PA28 era in linea con le manutenzioni periodiche».
Silvia, come tutti i piloti che si apprestano a fare un volo, prima di decollare ha effettuato tutti i controlli: quello esteriore, la verifica del carburante necessario, la taratura delle strumentazioni di bordo. Cosa sia successo in volo, è difficile dirlo. «Non lo sappiamo perché non abbiamo dati fattuali», prosegue Zampieri. «Fino a quando non avremo una dichiarazione della pilota, non potremo avere certezze. E in questo momento, è importante solo che Silvia stia tranquilla e si riprenda. Ci sarà tempo e modo per capire cosa sia accaduto».
Ieri l’aereo è stato messo in sicurezza dalle autorità della provincia di Trento. «Il recupero sarà complesso, stiamo cercando di capire come riportare in sede l’aereo insieme alle autorità. Ci siamo coordinati con i carabinieri, daremo tutto il supporto necessario alle operazioni», aggiunge Zampieri. Che tira anche un profondo sospiro di sollievo: le conseguenze sarebbero potute essere ben più gravi, per la pilota e i passeggeri, se Silvia non avesse avuto la freddezza e la bravura di far planare il Piper sulla neve del Lagorai. «Non appena mi hanno comunicato quello che era successo, mi hanno anche detto subito che Silvia stava bene ed è questa la cosa più importante», conclude. «È nostra socia da anni, veniva qui fin da quando era bambina e la sua bravura nel volo è indiscussa. Ora speriamo solo di rivedere presto Silvia in Aeroclub: non vediamo l’ora di riabbracciarla».
Un messaggio arriva anche dalle donne pilota dell’Aeroclub Arturo dell’Oro: «Non vediamo l’ora di rivederla con noi», dice Noemi D’Incà.











