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MART Rovereto (TN) Dal 09/10 apre la mostra "Luciano Ventrone. La grande Illusione" da un'idea di V. Sgarbi e L. Zichichi - a cura di V. Noel-Johnson

Luciano Ventrone - Linea di pensiero 2013-2014 - Olio su tecnica mista su tela di lino
Carlo Saraceni e il Maestro di Hartford (attribuito a) - Allegoria della Primavera
Luciano Ventrone - Grani corallini 2012-2014 - Olio su tecnica mista su tela di lino
Luciano Ventrone

MART- Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto 9 ottobre 2020 - 14 febbraio 2021 - Inaugurazione venerdì 9 ottobre 2020 ore 11.00

CONTESTUALE ALLA MOSTRA  "CARAVAGGIO. IL CONTEMPORANEO" AL MART DI ROVERETO IL SINGOLARE DIALOGO SULLA NATURA MORTA
TRA IL GRANDE MAESTRO E L'ARTISTA ROMANO DEFINITO DA FEDERICO ZERI "IL CARAVAGGIO DEL VENTESIMO SECOLO"
L'originale uso di una luce immanente e del colore nelle opere di Ventrone, e la mediazione della fotografia,  per una pittura "ultra realistica" e la resa di un "non vero"metafisico. La grande illusione della straordinaria metamorfosi dell'ordinario. 
In mostra anche l' "Allegoria della primavera" di Carlo Saraceni e del Maestro di Hartford, un tempo attribuita da Zeri al giovane Caravaggio
 
Le nature morte iperealistiche di Luciano Ventrone (Roma, 1942), divenuto famoso per il suo virtuosismo e per le stupefacenti riproduzioni in pittura di una realtà che appare più vera del vero, innestano un dialogo indubbiamente stimolante in rapporto con l'opera di Caravaggio, laddove nelle opere di questi e di Ventrone - definito da Federico Zeri "il Caravaggio del ventesimo secolo" - si evidenziano, secondo Victoria Noel-Johnson curatrice della mostra, diversi ma complementari approcci al “non vero”: una percezione sottilmente velata di una realtà superiore, la grande illusione di una “ultra-realtà” in contrapposizione a una falsa impressione".

Ecco allora che la mostra "Luciano Ventrone. La grande illusione", ideata da Vittorio Sgarbi e Lorenzo Zichichi e concepita con le sue 18 opere tematiche come un Focus nell'ambito dell'esposizione "Caravaggio. Il contemporaneo" - con cui il Presidente del Mart di Rovereto intende mettere in luce la l'assoluta attualità del Maestro lombardo per gli artisti e le società contemporanei - diventa l'occasione più appropriata per indagare questo singolare rapporto.
Una riflessione che si fa ancora più interessante grazie al medium, alla giustapposizione nella mostra ventroniana, dell'Allegoria della Primavera oggi riconosciuta come opera a quattro mani del Maestro di Hartford e di Carlo Saraceni (inizi del XVII secolo), ma negli anni Settanta attribuita dallo stesso Zeri, con un'ipotesi rivoluzionaria, a un giovane Caravaggio.
Se l’identificazione proposta dal grande critico è stata orami abbandonata, rimane immutato il valore della sua teoria, ovvero l’individuazione del momento germinale della natura morta in Italia, in un’epoca e in un contesto vicinissimi a Caravaggio; ed è proprio su questo tema che l'arte di Ventrone è stata chiamata a cimentarsi in questi anni, in relazione al grande artista seicentesco.
  
Le assonanze e i richiami a Caravaggio non mancano, come il richiamo puramente compositivo e stilistico di talune nature morte esposte al Mart - Solo per caso (2010), Il dono di Bacco (2011) e Strani compagni (2012) al "Canestro di frutta" di Caravaggio; ma l'artista mira a bilanciare questi richiami sviluppando - come scrive la curatrice nel catalogo edito da Il Cigno GG Edizioni, Roma - "un tipo di natura morta altamente unico, che vede l'applicazione di luce e colore come fulcro catalitico in grado di convertire gli apparentemente ordinari soggetti della tela in una visione impressionante di "non vero" metafisico".
Sono dunque le distinzioni nell'approccio di luce e colore tra Ventrone e Caravaggio che vanno segnalate: da un lato l'uso drammatico, teatrale, emotivo dell'illuminazione da parte del Merisi, dall'altro la luce immanente in cui Ventrone immerge i suoi frutti e fiori: un luce che risiede all'interno e irradia verso l'esterno, diventando sostanza integrante di ciò che illumina.

Una luce che secondo la Noel-Johnson esalta il colore, facendo assumere alle sue tonalità proporzioni quasi magnetiche e ipnotiche, trasformando oggetti di uso quotidiano "in elementi soprannaturali".
"La luce - scrive Vittorio Sgarbi nell'introduzione al catalogo - si mette al servizio dell’oggetto e, attraverso il riflesso, diventa materia, diventa sostanza integrante di ciò che illumina. È la luce immanente, luce che sta dentro le cose, che proviene da esse. È la lucemateria che rimanda alle origini dell’arte italiana prospettica, a Piero della Francesca, ovvero al concetto neoplatonico di luce come emanazione, come contenuto della forma-idea, come fattore strutturale e decisivo della harmonia mundi."

Una rappresentazione teatrale della realtà quella di Ventrone, che posiziona meticolosamente sulla tela i soggetti naturali assegnandogli un ruolo centrale e non relegato o secondario; "quasi una una performance di natura barocca con un’enfasi drammatica" accentuata anche dalla mediazione della fotografia che nel processo creativo di Ventrone - consentendo di ricercare dettagli non visibili all’occhio umano - rafforza la visione "metafisica".
"L’artista - suggerisce Sgarbi - sembra cercare un assoluto, una essenza, una entelechia che, nell’opera, cresce la realtà, non si limita a riprodurla. È di più. Ventrone è il pittore dell’iperbole. E iperboliche, esagerate, barocche appunto, sono le sue opere, piuttosto che iperrealistiche. Una grande illusione" o, per dirla con Victoria  Noel-Johnson "la grande illusione della straordinaria metamorfosi dell’ordinario".
 
BIOGRAFIA 
Luciano Ventrone nasce nel 1942 a Roma, dove vive e lavora. Frequenta il liceo artistico e dopo il diploma conseguito nel 1964 si iscrive alla facoltà di architettura che frequenterà sino al 1968; in quell’anno, decide di abbandonare gli studi per dedicarsi interamente alla pittura.
Nel 1983, un articolo di antonello Trombadori pubblicato su l’Europeo induce lo storico dell’arte Federico Zeri ad interessarsi dell’artista suggerendogli di affrontare il tema delle nature morte; è qui che inizia la lunga e ancora non completa ricerca sui vari aspetti della natura, catturando particolari sempre più dettagliati e quasi invisibili.

MOSTRE PERSONALI RECENTI:

2019  -  * Ventrone. Il limite del vero, dall'astrattismo all'astrazione, a cura di a. Crespi, Milano, Fondazione Stelline, 31 gennaio- 10 marzo. 
             * Luciano Ventrone. Il limite del vero/The Limits of Truth, Montréal, Han art gallery, 30 maggio-20 giugno. 
2018  -  * Luciano Ventrone, Miami, Consolato generale d’Italia, 18 gennaio
             * Luciano Ventrone. Malinconia romantica, Londra, Pontone gallery, 12 aprile-13 maggio
             * Luciano Ventrone. Meraviglia ed Estasi, a cura di V. Sgarbi, C. Biasini Selvaggi, Gualdo Tadino, Chiesa monumentale di San Francesco, 15/4-28/10
             * Luciano Ventrone. The gene garden, Palermo, Magione arts district, 14 giugno-30 ottobre
2017  -  * Luciano Ventrone. Punti di vista, a cura di M. Cipollini, Pescara, Museo delle Genti d’Abruzzo, 4 febbraio-28 maggio.
             * Luciano Ventrone. Matrix, Oltre la realtà/Beyond reality, a cura di C.Biasini Selvaggi, Amelia, Museo Civico e Pinacoteca “Edilberto Rosa”, 5/8-20/1
             * Luciano Ventrone, a cura di R. Rocconi, Neuchâtel, Marval Antique & Contemporary art, 20 ottobre-14 gennaio
2014  -  * Luciano Ventrone: Thrill of the Real, New York, Stati uniti, Hollis Taggart, 4 settembre-4 ottobre 
              * Luciano Ventrone, Londra, Regno unito, Albemarle gallery, 27 novembre-13 dicembre.
              * Luciano Ventrone. Colore, luce, forma e spazio, Bologna, Galleria Stefano Forni, 29 novembre-25 dicembre
2013  -  *Luciano Ventrone, Londra, Regno unito, Moorhouse art, 2-30 maggio
             *Progetto speciale nell’ambito della 5th Moscow Biennale of Contemporary art, Mosca, Russia, Vremena goda galleries, 20 settembre-31 ottobre.
             * Luciano Ventrone. Nudes, Londra, Regno unito, Albemarle gallery, 7 dicembre-4 gennaio 2014

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