Musica e vino: l¹ebrezza del sentire e l¹ebrezza del gustare - Mercoledi 24 agosto ultimo appuntamento con Musica& a Cortina
Mercoledì 24 agostoalle 18.00 nella Sala Dolomia del Grand Hotel Savoia di Cortina D’Ampezzo (BL),ultimo incontro di “Musica&” dal titolo “Musica&Vino”.
Ospiti Alessia Antinori con Gelasio Gaetani Lovatelli D’Aragona e il baritono Simone Piazzola accompagnato dal pianista Giuseppe Vaccaro. Mattia Rondelli, direttore d’orchestra e appassionato di vini, guideràl’intreccio di significati, pensieri, rimandi ed esperienze per creare una vera regia tra il vino e le arie di Giuseppe Verdi che canterà Piazzola.
Se è vero che l’Italia è il Paese della Musica, è ancor più vero che fin dai tempi dell’imperatore Augusto era chiamata Oenotria, cioè Terra del Vino, forte simbolo già allora di identità culturale.Come la poesia, la pittura, la musica, il vino offre la possibilità di rendere il gustouna scelta,un’esperienza estetica: godere dei profumi del vino è come godere di suoni e visioni.Un po’ come l’interpretazione musicale, è un’emozionecognitiva che va oltre il metodo della pura razionalità scientifica.È un tipo di esperienza che si può anche chiamare ebrezza-cosciente in cui, in un mondo di leggi causali vincolanti, si amplificano consapevolezza, coscienza e identità.
Dello stretto rapporto che lega l’arte vinicola alla musica si discuterà con la viticultriceAlessia Antinori e lo scrittore, giornalista e produttore vinicoloGelasio Gaetani Lovatelli D’Aragona. Se è vero che nel repertorio musicale tante pagine hanno riferimenti specifici al vino, la sfida che Mattia Rondelli, complice di Simone Piazzola, vorrà affrontare è creare un fil rouge tra le idee e le immagini che il vino può rappresentare all’immaginario collettivo e quelle arie del repertorio verdiano che riprendano gli stessi presupposti.
Gelasio Gaetani LovatelliD’Aragonadefinisce il cosiddetto terroir il segreto del vino, fattodallageologia e il microclima del luogo, dalle tradizioni di quei luoghi, ma soprattutto da quel genio umano che rende quel vino unico e irripetibile.Analogamente il musicista, a partire da uno spartito, crea le condizioni per cui le note si trasformano in Musica, in quel modo e quel momento e che ciascuno si riesce a percepire attraverso la propria esperienza: una sorta di ebrezza “sana”, uno stato emotivo che si genera dall’opera di un’artista.
Da questa consapevolezza nasce, su grande spinta di Alessia Antinori, l’Antinori Art Project: un’iniziativa che trasforma il collezionismo artistico di una famiglia che dal 1385 lega la propria passione per le arti figurative all’arte di creare grandi vini, in un’esperienza contemporanea che avvicina ancora di più due mondi, solo apparentemente, lontani.
Prendendo, invece, come punto di partenza la musica, nell’Opera lirica sono presenti numerosi richiami al vino. Nel Don Giovanni di Mozart, opera tra le più enigmatiche, aperte ed esistenziali del repertorio melodrammatico, troviamo un inno alla capacità ludica del vino così come l’apprezzamento per un eccellente Marzemino, parlando di territorio. Ma ancora si pensi all’Elisir d’amore, ai brindisi in Traviata, Macbeth e Otello, al vin di Spagna della Tosca, ai vini magici della tradizione wagneriana o al vino spumeggiante dei Pagliacci.
La sfida raccolta da Mattia Rondelli sarà quella non di elencare citazioni quasi ovvie, ma grazie alla presenza del baritono Simone Piazzola e il pianista Giuseppe Vaccaro,di cercare analogie tra le grandi passioni ed emozioni delle arie verdiane, e le forti connotazioni dei nostri vini: analogie di colori, profumi, ispirazioni e aspirazioni potranno essere eclettiche ed imprevedibili, ma certo di buon gusto.
L’ingresso agli incontri è gratuito
Musica& rivolge un ringraziamento speciale a Fazioli Pianoforti, Banca Euromobiliare e Università Cattolica di Milano.
Per informazioni: info@musicaet.com
Profili
Alessia Antinori - È vicepresidente della azienda vinicola di famiglia che ha le sue radici nel 1385 ed è impegnata in prima persona nel complicato terreno che consente il passaggio da una generazione all’altra. Non a caso partecipa anche al gruppo internazionale PrimumFamiliae Vini che ha l’obiettivo di garantire la continuità dell’impresa familiare.
Gelasio Gaetani Lovatelli D’Aragona - Nipote dell’esploratore Raimondo Franchetti, nato a Roma il15/04/1954, iscritto all’Università di Lettere e Filosofia “La Sapienza” a metà corso decide di cambiare per la facoltà di Agraria a Cascine (FI). Otto anni negli Stati Uniti, due anni in Inghilterra, un anno in Asia. Produttore storico in Montalcino, membro della Giunta direttiva dell’Enoteca italiana di Siena, è stato direttore della rivista “L’ETICHETTA” fondata da Luigi Veronelli. Scrittore e giornalista è un uomo di difficile posizionamento nel panorama vinicolo italiano a causa della sua natura eclettica e insofferente a ogni forma di collocazione. Divide il suo tempo fra Londra, New York e il Far East dove presta la sua consulenza per importanti gruppi distributivi impegnati con il vino italiano e per conto di gruppi internazionali interessati in investimenti è impegnato in Sicilia in un progetto vinicolo nella zona sudorientale dell’isola.











