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Presentato alla stampa il programma della Fondazione Berggruen Arts & Culture, Palazzo Diedo, Venezia

Palazzo Diedo

Sterling Ruby è stato scelto come primo artist-in-residence di Berggruen Arts & Culture — creerà un’installazione pluriennale a Palazzo Diedo a partire dall’aprile 2022

Il programma della nuova Fondazione Berggruen Arts & Culture avrà sede all’interno del settecentesco Palazzo Diedo, a Venezia, alla presenza di Nicolas Berggruen, Fondatore di Berggruen Arts & Culture, Mario Codognato, Direttore artistico di Berggruen Arts & Culture, Sterling Ruby, primo Artist-in-Residence di Berggruen Arts & Culture, Gabriella Belli, Direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia, Silvio Fassi, architetto che ha seguito il progetto di restauro del palazzo.

La più recente delle sue iniziative mira a promuovere il lavoro degli artisti di oggi, approfondire il legame tra arte contemporanea e il passato e rendere l’arte più accessibile al grande pubblico.
Il filantropo Nicolas Berggruen ha annunciato la creazione di Berggruen Arts & Culture e l’acquisto da parte del Nicolas Berggruen Charitable Trust dello storico Palazzo Diedo, nel sestiere Cannaregio di Venezia, attualmente in corso di restauro e di rinnovo per servire come base per questo articolato programma internazionale e per le sue attività a Venezia e nel mondo.

A Palazzo Diedo, Berggruen Arts & Culture ospiterà una serie di mostre — alcune con opere appartenenti alla collezione personale di Nicolas Berggruen — oltre che installazioni, simposi, e il programma di artist-in-residence che promuoverà la creazione di arte a Venezia. Per dare vita al palazzo durante la fase di ristrutturazione e rendere visibile al pubblico il suo nuovo ruolo, Berggruen Arts & Culture ha scelto Sterling Ruby per inaugurare il progetto di residenza d’artista (artist-in-residence). Ruby creerà A Project in Four Acts, installazione pluriennale il cui primo elemento debutterà il 20 aprile 2022 e sarà esposto per tutta la durata della 59a Biennale Arte.

Mario Codognato, curatore di arte contemporanea di fama internazionale, che è stato capo curatore del MADRE a Napoli e direttore della Anish Kapoor Foundation a Venezia, è stato nominato direttore artistico di Berggruen Arts & Culture. L’architetto veneziano Silvio Fassi sta supervisionando l’intervento di restauro del palazzo, che aprirà ufficialmente nel 2024, in concomitanza con la Biennale di Venezia.

Nicolas Berggruen ha commentato: “Nutrendo un profondo amore per Venezia, desideravo da tempo creare un luogo in cui l’arte potesse essere ispirata dalla città e creata nella città. Siamo emozionati all’idea di realizzare ora questo sogno ristrutturando Palazzo Diedo — un edificio magnifico per molto tempo associato a una delle famiglie storiche di Venezia — e rendendolo accessibile al grande pubblico come sede dell’iniziativa Berggruen Arts & Culture. Guardiamo con entusiasmo all’idea di vedere artisti innovativi della città e di ogni parte del mondo venire a Palazzo Diedo per realizzare nuove opere e proporre nuove idee, restituendo a Venezia la sua importanza come luogo di creazione artistica.”

Mario Codognato ha aggiunto: “Dopo aver trascorso una lunghissima parte della mia carriera lontano dalla città in cui sono nato e dal luogo che mi ha formato, sono entusiasta di essere di nuovo a Venezia, e di affiancare Nicolas Berggruen nella realizzazione di questo nuovo polo creativo che è così promettente. Come Nicolas, credo nell’arte che parla al pubblico, che ci induce a pensare in modo diverso e che innesca discussioni — e credo che la città di Venezia non abbia soltanto un passato ma anche un futuro come uno dei grandi crocevia mondiali dell’arte e delle idee.”

Sterling Ruby ha dichiarato: “È un onore straordinario essere scelto come primo artist-in-residence alla Berggruen Arts & Culture, lavorare con Palazzo Diedo e fare parte dell’ambiziosa visione di Nicolas. Durante il restauro dei prossimi anni, l’installazione che ho immaginato cambierà con l’edificio, esprimendo e anche commentando che cosa significa lavorare per un palazzo con una lunghissima storia, e riflettendoin modo diretto, concreto, le tradizioni della creazione di arte e artigianato che sono parte integrante di Venezia.”

La prima fase di A Project in Four Acts di Ruby sarà una struttura in rilievo che si appoggia sulla facciata del palazzo e che rimarrà esposta fino a novembre 2022. Parallelamente all’inizio dei lavori, Ruby allestirà due installazioni esterne tra la fine del 2022 e la tarda primavera del 2023, rispondendo alla struttura e avvolgendola man mano che si trasforma. La fase finale comprenderà una residenza che si concluderà con una mostra a Palazzo Diedo, nell’ambito dell’inaugurazione ufficiale nella primavera 2024.                                 

Le iniziative di Nicolas Berggruen nel campo delle arti visive e della cultura hanno abbracciato tradizione e sperimentazione. Esponente di una famiglia leggendaria nell’ambito dell’arte europea del Novecento, il filantropo è stato fondamentale per l’ampliamento della programmazione e dell’autonomia curatoriale del Museum Berggruen, che dal 2000 fa parte della Nationalgalerie di Berlino. Fondatore del Berggruen Institute, ha capitanato l’espansione dell’Istituto con una presenza a Los Angeles, Pechino e Venezia. Ha sostenuto progetti patrocinati dall’Istituto che abbinano i più grandi artisti contemporanei, tra cui Anika Yi, Ian Cheng, Rob Reynolds, Agnieszka Kurant, Pierre Huyghe e Nancy Baker Cahill con ricercatori nel campo dell’intelligenza artificiale e della biologia, per creare opere che esplorano il cambiamento delle nostre idee su cosa significa essere umani.

Palazzo Diedo è il secondo edificio storico acquistato da Nicolas Berggruen Charitable Trust a Venezia, dopo la Casa dei Tre Oci alla Giudecca, principale base europea del Berggruen Institute. Nei mesi di aprile e giugno 2022, Berggruen Arts & Culture presenterà alla Casa dei Tre Oci una serie di conversazioni con artisti in collaborazione con ArtReview. Berggruen Arts & Culture svolgerà anche attività quali mostre, incontri, conferenze e residenze non solo a Palazzo Diedo e alla Casa dei Tre Oci, ma anche in altri luoghi come il Museum Berggruen di Berlino e il Berggruen Institute di Los Angeles.
 
Mario Codognato, direttore artistico
Originario di Venezia, Mario Codognato è stato capo curatore del MADRE di Napoli fin dall’apertura nel 2005. In questo ruolo, ha curato retrospettive di Jannis Kounellis (2006), Rachel Whiteread (2007), Thomas Struth (2008) e Franz West (2010), tra gli altri. In precedenza, ha lavorato al progetto di arte contemporanea del Museo Archeologico di Napoli, dove ha curato le mostre di Francesco Clemente (2002), Jeff Koons (2003), Anish Kapoor (2003), Richard Serra (2004), Anselm Kiefer (2004) e la prima retrospettiva di Damien Hirst allestita in un museo (2004). Dal 1999 ha curato i progetti pubblici site-specific per Piazza Plebiscito a Napoli, tra cui quelli di Robert Rauschenberg (1999), Joseph Kosuth (2001), Sol Lewitt (2005), Jenny Holzer (2006), Jan Fabre (2008) e Carsten Nicolai (2009). Ha curato mostre per altre istituzioni e scritto saggi per i relativi cataloghi sul lavoro di Alighiero Boetti (1992 e 1999), Richard Long (1994 e 1997), Gilbert & George (1998), Jan Fabre (1999), Brice Marden (2001), Wolfgang Laib (2005), Candida Hoeffer (2013), Douglas Gordon (2017) ed Ed Ruscha (2019). Ha curato varie mostre tematiche, Barock al MADRE nel 2009 e Fragile? alla Fondazione Cini di Venezia nel 2013. Dal 2014 al 2016 è stato capo curatore del Belvedere 21. Museo di arte contemporanea a Vienna, dove ha allestito mostre tra cui la retrospettiva di Olafur Eliasson, Tomas Saraceno e Sterling Ruby, e l’esposizione “Sleepless” sulla storia e sul ruolo del letto nell’arte. Tra i progetti più recenti ci sono Anish Kapoor al Macro di Roma (2017), Damien Hirst alla Houghton Hall di Norfolk (2018) e alla Galleria Borghese di Roma (2021) e Georg Baselitz al Museo Palazzo Grimani di Venezia (2021). Dal 2016, Codognato è direttore della Anish Kapoor Foundation.
 
Sterling Ruby, artist-in-residence
Sterling Ruby (americano/olandese, nato nel 1972) è un grande artista contemporaneo il cui lavoro è stato presentato in mostre personali in ogni parte del mondo. Famoso per la natura sfaccettata della sua attività, nei suoi lavori spazia dalla pittura alla ceramica, dal collage al video e alla fotografia, dai tessuti alla scultura e alle installazioni. Lavorando con un ampio ventaglio di mezzi, da quelli tradizionali a quelli più insoliti, Ruby ha creato opere che, pur essendo notevolmente diverse, sono saldamente radicate in una strategia artistica complessa e coerente. La sua attività comporta una combinazione di indagine filosofica e ricerca sui materiali; quest’ultima prevede un riutilizzo, una combinazione e una ricombinazione apparentemente infiniti di tecniche e mezzi diversi.
Ruby ha conseguito nel 2002 una laurea presso la School of the Art Institute of Chicago, Illinois, e nel 2005 un master dell’Art Center College of Design, Pasadena. Attualmente vive e lavora a Los Angeles. Tra le collezioni pubbliche che espongono il suo lavoro, ci sono il Guggenheim Museum, il Whitney Museum of American Art e il MoMA di New York; il MoCA di Chicago; il Walker Art Center di Minneapolis; il MoCA di Los Angeles; la LACMA e l’Hammer Museum di Los Angeles; il SFMOMA di San Francisco; il MMFA di Montreal; il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris; il Moderna Museet di Stoccolma; il Louisiana Museum of Modern Art di Humlebaek e la Tate Modern di Londra.
 
Silvio Fassi, architetto incaricato del restauro
Silvio Fassi è nato a Venezia e ha una laurea in architettura dell’Università Iuav di Venezia. Ha iniziato la sua carriera nello studio di architettura di Manuel Salgado a Lisbona, dove ha lavorato al progetto per l’Esposizione Internazionale del 1998. Dopo un periodo in Gregotti Associati a Milano, Fassi è tornato a Venezia, dove ha acquisito competenze nella gestione di progetti complessi per nuove costruzioni e interventi di restauro.
 
Nicolas Berggruen,
fondatore e presidente del Berggruen Institute; fondatore del Berggruen Arts & Culture, Nicolas Berggruen è fondatore e presidente del Berggruen Institute e ne ha capitanato la crescita, affermando la sua presenza a Los Angeles, Pechino e Venezia. Focalizzandosi sulle grandi trasformazioni della condizione umana determinate da fattori come il cambiamento climatico, la riorganizzazione dell’economia e della politica internazionali, e i progressi della scienza e della tecnologia, l’Istituto cerca di collegare e sviluppare idee nel campo delle scienze umane con l’obiettivo di ottenere miglioramenti pratici della governance tra culture, discipline e confini politici.
Confermando il suo impegno per le arti visive e l’architettura, Nicolas Berggruen ha appena istituito Berggruen Arts & Culture, iniziativa sfaccettata che sviluppa e presenta programmi a livello internazionale. Ha incaricato Herzog & de Meuron di progettare il campus degli studiosi per il Berggruen Institute sulle Santa Monica Mountains a Los Angeles, ha acquistato e ha in programma di rinnovare la Casa dei Tre Oci a Venezia come sede europea del Berggruen Institute, e ha acquistato e sta ristrutturando Palazzo Diedo a Venezia per farne la base di Berggruen Arts & Culture. Ha contribuito ad ampliare l’autonomia del Museum Berggruen di Berlino nell’ambito della Nationalgalerie e ha incentivato la creazione di nuovi lavori di artisti contemporanei, tra cui Anika Yi, Ian Cheng, Rob Reynolds, Nancy Baker Cahill e Sterling Ruby al Berggruen Institute. Ha anche collaborato a progetti con famosi architetti come David Adjaye e Shigeru Ban.
Nicolas Berggruen fa parte del consiglio di amministrazione del Museum Berggruen di Berlino, e del Los Angeles County Museum of Art. È membro dei Consigli internazionali per la Tate di Londra; il Museum of Modern Art di New York; la Fondation Beyeler di Basilea; e il President’s International Council for The J. Paul Getty Trust di Los Angeles.
Berggruen ha scritto insieme a Nathan Gardels Renovating Democracy: Governing in the Age of Globalization and Digital Capitalism (University of California Press) e Intelligent Governance for the 21st Century, premiato come libro dell’anno dal Financial Times, ed è coeditore di Noema Magazine.
È presidente di Berggruen Holdings, il mezzo di investimento del Nicolas Berggruen Charitable Trust.
 
Palazzo Diedo
Palazzo Diedo è stato costruito nei primi del 1700 dall’architetto Andrea Tirali per l’omonima famiglia, arrivata a Venezia nel 790 da Altino. I Diedo hanno occupato per secoli un posto importante nella storia di Venezia. Vincenzo Diedo fu nominato patriarca di Venezia nel 1556 da Papa Paolo IV e ricoprì quel ruolo fino al 1560. Altri componenti di questa famiglia aristocratica hanno svolto funzioni di spicco: tra loro ci sono comandanti militari, un ambasciatore, un vescovo e un senatore. 
Situato nel cuore di Cannaregio, il grande palazzo di tre piani è rinomato per la sua posizione, circondato dal Rio di Santa Fosca, il Rio Grimani e il Rio del Trapolin, con il Rio della Maddalena che scorre davanti all’edificio. La facciata presenta due piani nobili con sette grandi finestre a ogni livello. I soffitti hanno affreschi di famosi artisti veneziani, tra cui Francesco Fontebasso e Costantini Cedini.
La città di Venezia ha acquisito Palazzo Diedo nel 1888. L’edificio è stato per decenni una scuola elementare, con generazioni di scolari di Cannaregio che hanno imparato a leggere, a scrivere e a fare i conti nelle sue aule. Nel 1989, il palazzo è stato assegnato al Ministero della Giustizia e ha ospitato il Tribunale di sorveglianza dal 1993 al 2012.
Andrea Tirali è un rinomato architetto italiano il cui lavoro si può vedere in tutta Venezia e in tutto il Veneto, in Piazza San Marco, nella cappella di San Domenico della Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, nel portico di San Nicolò di Tolentina di Vincenzo Scamozzi, nella facciata di San Vidal e nel Ponte dei Tre Archi.

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