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San Pietroburgo/Venezia: all'Ermitage inaugurata "GLASSTRESS. Finestra sul futuro" straordinario connubio tra Arte contemporanea e vetro di Murano

Glasstress.-Window-to-the-Future.-Entrance-view-with-sculptures-by-Karen-LaMonte-2021.-Photo-credit-Svetlana-Ragina

50 opere e grandi artisti internazionali come Ai Weiwei, Renate Bertlmaan, Koen Vanmechelen, Michael Joo, Petah Coyne, Mat Collishaw e Laure Prouvost.

Il museo statale Ermitage di San Pietroburgo celebra il connubio tra arte contemporanea e vetro di Murano nelle spettacolari sale del General Staff Building. L'apertura al pubblico dall'11 settembre al 31 ottobre 2021.
Esposte più di 50 opere realizzate in vetro da Artisti contemporanei nell'isola Veneziana di Murano.
L'inaugurazione in grande stile lo scorso 11 settembre. La stupefacente mostra "Glasstress. Finestra sul  futuro" è organizzata da Museo Statale Ermitage, Berengo Studio e Fondazione Berengo, in collaborazione con Ermitage Italia e Villaggio Globale International, con il supporto del Consolato Generale d'Italia a San Pietroburgo e il sostegno di Lavazza .
Una delle più grandi esposizioni dedicate alle opere contemporanee in vetro di Murano occupa più di 10 sale, all'interno del General Staff Building, incluse le monumentali Grand Enfilade e White Hall, così come gli spazi intimi della Courtyard Gallery e della Red Hall.
Presenti all'inaugurazione anche: il Direttore Generale dell'Ermitage Michail Piotrovsky, il Console Generale d'Italia a San Pietroburgo Alessandro Monti, Dimitri Ozerkov curatore della mostra e Capo del Dipartimento d'Arte contemporanea del Museo e del Progetto Hermitage 20/21 e, in qualità di rappresentante della Fondazione Berengo, l'artista Marya Kazoun e Koen Vanmechelen, art director e uno degli artisti esposti.

Tra le opere, anche il magnifico Black Chandelier di Ai Weiwei, complessa struttura in vetro composta da teschi, scheletri, ossa di animali, organi interni e parti di granchi, reinterpretazione del classico lampadario in vetro veneziano, che ne ribalta funzioni e significati. L'opera è una riflessione dell'artista sul deterioramento del rapporto delle persone con la natura, l'impatto sul mondo animale e il futuro nebuloso dell'umanità.
Anche Babylon di Joana Vasconcelos è un'opera ispirata ai magnifici lampadari dei palazzi veneziani: una moltitudine di lunghi tentacoli lavorati a maglia, impreziositi da perline e sfere di vetro, trafitti da decine di lampade a LED, che si intersecano e si intrecciano con grandi elementi rotondi in vetro di Murano. Un esuberante organismo femminile in pizzo prende possesso della struttura in vetro del lampadario e lo trasforma nell'incredibile giardino pensile a cui fa riferimento il titolo.
Ilya ed Emilia Kabakov, con l'aiuto dei Maestri vetrai muranesi che hanno soffiato il vetro,hanno ricreato la loro opera The Man Climbing Over the Wall (conosciuta anche come The Eternal Emigrant 1995/2004), e hanno dato un nuovo impulso vitale a una scultura ancora attuale.
L'opera di Jaume Plensa See No Evil, Hear No Evil, Speak No Evil fa riferimento alla rappresentazione orientale delle tre scimmie sagge, famosa in tutto il mondo. Tuttavia l'artista, desiderando creare una diversa interpretazione simbolica, ha volutamente scambiato le teste dei primati con il volto di una giovane ragazza. L'indizio è celato all'occhio di chi guarda, poiché i mondi di Plensa si trovano nel regno dei sogni e delle illusioni.

Adriano Berengo, Presidente di Berengo Studio e Fondazione Berengo, sottolinea: “L'arte non conosce confini. Non può essere tenuta in gabbia. Va in giro liberamente. Nonostante tutte le quarantene, i blocchi e le restrizioni che abbiamo incontrato in questi tempi senza precedenti, è evidente che l'energia creativa non può essere tenuta sotto chiave. Dico questo con enorme orgoglio da Murano, perché nonostante tutte le difficoltà siamo riusciti a organizzare questa mostra e perché nonostante tutto stiamo continuando a produrre grande arte e a renderla fruibile alle persone di tutto il mondo”.

Dimitri Ozerkov ha commentato: “Il veneziano Adriano Berengo ha dato una svolta incredibilmente importante alla storia del vetro moderno di Murano. È riuscito a coniugare la tradizionale industria del vetro con il fenomeno dell'arte contemporanea nella sua versione postmodernista. Ciò gli ha permesso di portare il lavoro con il vetro fuori dalla tradizionale sfera decorativa e delle arti applicate, che era il suo luogo storico, per approdare nella sfera della creatività concettuale". "Il vetro di Murano si è trasformato da materiale ordinario adatto per realizzare vasi, recipienti per bere, lampadari e bigiotteria a mezzo di espressione personale per un artista di oggi. Nel mondo di oggi la cosa più importante è la comunicazione, la traduzione da un linguaggio ad un altro. La Fondazione Berengo è nata appositamente per creare un dialogo tra artisti contemporanei e vetrai specializzati, uno scambio che si fonda sulla comunicazione interdisciplinare.
Il concetto di un'opera è trasmesso dall'artista all'artigiano, il quale propone un metodo per realizzarla nella materia. Attraverso il dialogo, viene stabilita una procedura per il loro lavoro congiunto e il grado in cui l'autore dell'idea sarà coinvolto nel processo tecnico. Il risultato finale è approvato dall'artista. Questo nuovo sistema ha permesso di ridare vita e rivedere attraverso un'ottica moderna l'intera storia e l'immaginario del vetro nella cultura mondiale”.
 
Koen Vanmechelen, art director e tra gli artisti partecipanti alla mostra afferma: “Vedo le opere d'arte come specchi a due facce: riflettenti da un lato e trasparenti dall'altro. Sono finestre su un'epoca e, allo stesso tempo, possono svelare come saremo percepiti da chi ci guarda dal futuro poiché l'arte è pensata dal futuro. Quindi “Glasstress. Finestra sul futuro” è una riflessione sui nostri tempi: un periodo in rapida evoluzione”.
Nel 2015, nell'ambito degli eventi collaterali della 56^ Biennale d'Arte Contemporanea di Venezia, Palazzo Cavalli-Franchetti a Venezia è diventato la sede della mostra “Glasstress 2015 Gotika”, organizzata dal Museo Ermitage in collaborazione con Berengo Studio e parte degli eventi in occasione del 250° anniversario del museo russo. L'esposizione comprendeva oggetti appositamente selezionati dalla collezione dell'Ermitage – armature, piatti da chiesa, reliquiari e altre opere d'arte applicata realizzate in stile gotico e neogotico – che sono stati presentati in dialogo con pezzi realizzati da artisti contemporanei presso Berengo Studio nell'isola di Murano. In quel momento nacque l'idea di presentare il progetto anche a San Pietroburgo. Gli anni successivi sono stati impiegati nell'accurata selezione delle opere, così come degli artisti che hanno prodotto nuove opere appositamente per l'evento all'Ermitage.
 
La mostra “Glasstress. Finestra sul futuro” si svolge nell'ambito del progetto Ermitage 20/21, istituito nel 2007, che mira a raccogliere, esporre e studiare l'arte del XX e XXI secolo.

I curatori della mostra sono Dimitri Ozerkov, capo del Dipartimento di Arte Contemporanea dell'Ermitage; Yelisei Zakharenkov, ricercatore junior nello stesso dipartimento e Olga Kozhura, tecnico di laboratorio del dipartimento.

Per la mostra è stato realizzato un catalogo illustrato in lingua russa. I testi all'interno sono di Dimitri Ozerkov, Yelisei Zakharenkov, Adriano Berengo, Presidente di Berengo Studio e della Fondazione Berengo, Koen Vanmechelen, art director della mostra.

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