Selezione articoli da Adnkronos: 1) - La Casa Bianca lancia Trump Tv. 2) - 2) - Trump attacca ancora Cnn, Politico e Ms Now. 3) - Trump (e figli) senza freni sull'IA. "Studio Ovale non può essere profanato da pagliacci con fake news"
1) - L'ultima mossa del tycoon dopo il braccio di ferro innescato dal bando imposto a Cnn, Msnow e Politico: "Qui i successi dell'amministrazione 24 ore su 24, senza filtri" 2) - Trump attacca ancora: "Studio Ovale non può essere profanato da pagliacci con fake news" 3) - Trump (e figli) senza freni sull'IA, ecco l'interesse finanziario di presidente e famiglia nel settore
1) - La Casa Bianca lancia Trump Tv: "Qui i successi dell'amministrazione 24 ore su 24, senza filtri"
Si chiama 'Trump Tv: The Essentials Station'. A lanciarla è la Casa Bianca: sarà un canale video attivo h24. "Benvenuti - è il messaggio con cui Kaelan Dorr, vice assistente del Presidente Usa presenta la TrumpTV in un post su X - La stampa, in alcuni casi, ha riportato in modo inaccurato o non ha riportato affatto i numerosi successi da record dell'Amministrazione a beneficio di tutti gli americani". Trump Tv, spiega Dorr, "è una diretta streaming 24 ore su 24, 7 giorni su 7, dei più grandi successi dell'amministrazione, senza filtri. Tutto sul canale YouTube della Casa Bianca e sull'app ufficiale. Buona visione".
Primo filmato trasmesso in streaming: un vecchio discorso del tycoon, pronunciato a Mount Rushmore il 3 luglio di quest'anno. Il lancio della Trump Tv è avvenuto alle 19 di lunedì, ora Usa. Ed è l'ultima mossa, che segue il braccio di ferro innescato dal divieto d'accesso alla Casa Bianca imposto a Cnn, Msnow e Politico. Le testate hanno annunciato una causa immediata contro la revoca dell'accredito e, dopo qualche ora, il pool di emittenti televisive che si occupa della copertura degli eventi dell'amministrazione, ha annunciato che avrebbe sospeso la copertura degli eventi presidenziali piuttosto che sostituire la Cnn per i servizi programmati. Normalmente, ricorda per esempio 'Newsweek', il pool alterna la copertura tra Abc, Cbs, Cnn, Fox News e Nbc, con le riprese distribuite ad altre testate giornalistiche.
E rapide sono arrivate anche le critiche di chi definisce il servizio un mezzo di comunicazione gestito o controllato dallo Stato, simile ai sistemi rigidamente controllati di Cina e Russia. "Trump si sta letteralmente preparando a lanciare un mezzo di comunicazione statale chiamato Trump Tv. Un altro dittatore non aveva forse un mezzo di comunicazione statale, o me lo sono immaginato?", ha commentato su X Breck Worsham, una nota personalità di destra sui social media ed ex sostenitrice di Trump. Philip Lewis, vicedirettore di HuffPost, ha invece parlato di una rete di propaganda, come riporta Newsweek: "Nel contesto del divieto imposto da Trump a tre organi di informazione - ha evidenziato Lewis - la Casa Bianca sta ora promuovendo la propria rete di propaganda statale: 'Trump Tv'".
Bando contro i media, mercoledì prima udienza
Mentre le principali emittenti televisive statunitensi e i fotografi di diverse testate si schierano a sostegno della Cnn che, insieme a Msnow e Politico, ha intentato una causa contro il presidente Usa, si profila un braccio di ferro anche legale nello scontro fra i media messi al bando e l'amministrazione. Un braccio di ferro che potrebbe vedere più tappe. E infatti la prima udienza è prevista per mercoledì alle 15.30 a Washington. Ma il presidente Usa ha già fatto sapere su Truth Social che presenterà ricorso, lasciando intendere di aspettarsi una pronuncia favorevole alle testate giornalistiche, accusate dal tycoon di "scrivere solo cose negative" su di lui e persino di minacciare la "sicurezza nazionale".
A sostegno della rete di notizie h24, gli altri 4 membri del pool televisivo della Casa Bianca - Cbs, Abc, Nbc e Fox - hanno deciso di ritirarsi da questa attività, in una dimostrazione di solidarietà. "A partire da oggi, il pool televisivo non coprirà gli eventi a cui partecipa il presidente", ha dichiarato Bryan Boughton, rappresentante di Fox e organizzatore del gruppo di emittenti. La missione del pool televisivo della Casa Bianca, che la Cnn avrebbe dovuto coprire lunedì e martedì, è quella di seguire il presidente americano durante tutta la giornata, distribuendo le immagini in tutto il mondo. Le cinque emittenti sopra menzionate si alternano in questa funzione. Anche altre testate, tra cui il Washington Post e il New York Times, in dichiarazioni separate, hanno spiegato di voler mostrare il loro "sostegno" a Cnn, Ms Now e Politico.
Le tre testate giornalistiche escluse dalla Casa Bianca hanno presentato ricorso per chiedere l'immediata sospensione del provvedimento nei loro confronti. Nella loro denuncia, Cnn, MS Now e Politico sostengono che la decisione di Trump costituisca una "violazione diretta del Primo Emendamento" della Costituzione degli Stati Uniti, che garantisce la libertà di stampa, e una "flagrante violazione dei nostri principi costituzionali più fondamentali". Il caso è stato assegnato, per coincidenza, a un giudice (Tim Kelly) che si era già occupato di un caso simile, seppur più circoscritto, durante il primo mandato di Trump, cioè la vicenda del giornalista allora della Cnn Jim Acosta a cui era stato revocato l'accredito stampa dalla Casa Bianca dopo un acceso scambio di battute con il presidente Usa. Il giudice in questione aveva richiesto la restituzione del tesserino, cosa che la Casa Bianca ha fatto dopo 12 giorni. Tornando al presente, la vicenda potrebbe avere ulteriori strascichi. Dopo le 3 testate messa al bando, "altri organi di stampa che diffondono notizie false seguiranno l'esempio", ha minacciato il presidente Usa.
articolo di Lucia Scopelliti
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2) - Trump attacca ancora Cnn, Politico e Ms Now: "Studio Ovale non può essere profanato da pagliacci con fake news"
Il Presidente Usa su Truth: "Come previsto hanno intentato causa e il giudice è stato purtroppo nominato da Trump"
"Si chiama Studio Ovale e dovrebbe essere trattato con decoro, rispetto e dignità, non profanato da pagliacci di terz'ordine che distorcono, travisano e degradano intenzionalmente tutto ciò che scrivono o pubblicano". Con un duro post sul social Truth, il presidente Usa Donald Trump torna sul divieto d'accesso alla Casa Bianca imposto a reporter delle testate Cnn, Politico e Msnow. "Praticamente ogni articolo su di me, o qualsiasi cosa mi riguardi, è negativo, falso e, in molti casi, pericoloso per il nostro Paese - scrive in un post - Non importa quanto grandi siano i miei successi, li banalizzano e li umiliano. Come previsto, hanno intentato causa per ottenere l'accesso alla Casa Bianca e al vostro Presidente, io. Hanno scelto un grande giudice, un uomo che si è pronunciato a favore di Jim Acosta", altro giornalista - allora corrispondente della Cnn - al quale nel 2018 venne revocato l'accredito stampa, "che ora sembra essere scomparso dalla faccia della Terra".
"Il nome del giudice - continua Trump nel post - è Tim Kelly, ed è stato, purtroppo, nominato da 'Trump'. In altre parole, quasi senza dubbio e, come al solito, faremo ricorso perché le persone e le pubblicazioni di fake news, che scrivono solo cose negative e che violano la nostra sicurezza nazionale scrivendo articoli falsi e diffamatori con 'fonti' sconosciute, non dovrebbero avere accesso all'ufficio più importante del mondo".
Il fatto, ha ricordato Trump, "è che ho vinto in tutti e 7 gli Stati in bilico. Con una stampa così corrotta e disonesta, come ho fatto a vincere con una vittoria così schiacciante? È perché i media non hanno alcuna credibilità, e questo è un male per la nostra nazione. Perché dovrei dare 'accesso' a queste persone? Forse il giudice Kelly potrebbe spiegarlo. In ogni caso, ho l'obbligo di lottare per il successo e la sicurezza del nostro Paese. Le fake news rappresentano una minaccia per la democrazia e farò tutto il necessario per garantire la prosperità degli Stati Uniti. Rendiamo di nuovo grande l'America", conclude Trump, ribadendo il celebre slogan Maga.
articolo di Lucia Scopelliti
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3) - Trump (e figli) senza freni sull'IA, ecco l'interesse finanziario di presidente e famiglia nel settore
Lo rivela un'analisi del Washington Post: "Potenziale conflitto di interessi, l'Amministrazione Usa sta prendendo decisioni che potrebbero influenzare il valore degli investimenti del presidente"
Il presidente americano Donald Trump sta investendo in modo massiccio, insieme ai figli, nell'intelligenza artificiale. Lo rivela un'analisi del Washington Post, che mette in luce come Trump abbia un interesse finanziario personale in settori che beneficiano dello sviluppo dell'intelligenza artificiale. Non si tratta quindi solo di essere contrari al rallentamento dello sviluppo dell'intelligenza artificiale perché, altrimenti, ne beneficerebbe la Cina. Ma, nota il Washington Post, di un potenziale conflitto di interessi, dato che l'Amministrazione Trump sta prendendo decisioni che potrebbero influenzare il valore degli investimenti del tycoon.
Diversi sono gli elementi che dimostrano come l'impero commerciale di Trump sia orientato verso un rapido sviluppo dell'intelligenza artificiale. A partire dal fatto che il presidente si sia circondato di dirigenti e investitori del settore tecnologico che hanno sostenuto l'accelerazione dello sviluppo dell'Ia da parte di Washington, tra cui il venture capitalist David Sacks, l'amministratore delegato di Nvidia Jensen Huang e il Ceo di Meta Mark Zuckerberg. E che, dal suo ritorno alla Casa Bianca, abbia effettuato quasi 30mila transazioni in titoli, tra cui molti di azioni di società che forniscono i chip, i server e le infrastrutture energetiche alla base del boom dell'Ia. Da documenti governativi emerge che Trump ha acquistato azioni di società come Dell Technologies, Micron Technology e GE Vernova legate allo sviluppo di intelligenza artificiale.
A differenza dei suoi predecessori, nota il Washington Post, Trump non ha affidato i suoi beni a un blind trust e ha continuato ad acquistare e vendere azioni durante il suo mandato. "Nessun presidente da quando abbiamo questo sistema di leggi sul conflitto di interessi ha mai gestito le proprie finanze in questo modo", ha affermato Don Fox, ex direttore ad interim dell'Ufficio per l'etica governativa durante l'Amministrazione Obama. "I suoi predecessori, nell'era post-Watergate, volevano che il popolo americano, a prescindere dal fatto che fosse d'accordo con loro o meno, credesse che il presidente stesse agendo nell'interesse del Paese", ha aggiunto.
Il portavoce della Casa Bianca, Davis Ingle, ha tagliato corto affermando che non ci sono "conflitti di interesse" e che gli investimenti di Trump sono "gestiti interamente da manager indipendenti". In un comunicato, Ingle ha dichiarato che "tutte le partecipazioni sono in conti discrezionali e investite tramite portafogli modello computerizzati che replicano automaticamente indici riconosciuti, come lo Schwab 1000". Quindi, ha affermato, "né il presidente Trump, né alcun membro della sua famiglia ha la possibilità di dirigere, influenzare o fornire indicazioni su come viene investito il portafoglio o su quando gli investimenti vengono acquistati o venduti".
Dall'analisi del Washington Post emerge che le aziende controllate dalla famiglia Trump o a essa collegate stanno stringendo accordi che consentirebbero loro un maggior ruolo nell'intelligenza artificiale. Trump Media & Technology Group, la società madre di Truth Social, ha annunciato una fusione con un'azienda che prevede di sviluppare centrali elettriche per far fronte all'aumento della domanda di energia, dovuta alla rapida espansione dei data center per l'intelligenza artificiale. Secondo dati di PitchBook, un database di ricerca sul capitale di rischio, i figli di Trump Eric e Donald Jr. investono in varie iniziative nel campo dell'intelligenza artificiale e dei data center, principalmente attraverso le società di investimento 1789 Capital e American Ventures. La 1789 Capital si definisce "finanziatrice della prossima generazione di eccezionalismo americano" e da quando Trump è tornato alla Casa Bianca ha investito in società legate all'intelligenza artificiale e all'infrastruttura che supporta questa tecnologia, tra cui Cerebras Systems, Perplexity e xAI di Musk, che in seguito si è fusa con SpaceX.
Eric Trump investe invece tramite American Ventures, una branca di una banca d'investimento specializzata chiamata Dominari Holdings. E' un investitore in aziende che operano nei settori della difesa e della robotica, tra cui Space-Eyes, un'azienda che utilizza l'intelligenza artificiale per elaborare flussi di dati provenienti da satelliti e altri sensori. I due figli del presidente americano hanno anche lanciato un'iniziativa chiamata 'American Data Centers' per supportare lo sviluppo di infrastrutture per l'intelligenza artificiale. La società si è ora fusa con American Bitcoin, un'azienda di criptovalute controllata in maggioranza da Hut 8 che a sua volta sta sviluppando Beacon Point, imponente progetto di data center in Texas. Un portavoce di 1789 ha affermato che Donald Trump Jr. sta agendo come cittadino privato e non come funzionario governativo.
In ogni caso i crescenti investimenti della famiglia Trump nel settore della tecnologia si intrecciano con uno dei dibattiti politici più importanti nella sua amministrazione in vista delle elezioni di Midterm, ossia in che modo dovrebbe reagire ai rapidi progressi dell'intelligenza artificiale. Diversi sondaggi mostrano che la maggioranza degli americani è preoccupata per la velocità di sviluppo dell'Ia e contraria alla costruzione di data center.
articolo di Melissa Bertolotti













