Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - Nevegal, se n’è andato il direttore di esercizio: impianti e piste chiusi
La Provincia ha ricevuto la nota di Ansfisa sulla decisione di Gianfranco Di Giovanni e ha sospeso l’apertura al pubblico della seggiovia che serve Coca bassa e alta e dello skilift del Campo scuola. Dolomiti Ski Line assicura: «Già individuato il sostituto e inviato le carte»
“Tutto va, tutto torna; eternamente ruota la ruota dell’essere”. Così parlò Zarathustra. Senza voler scomodare Nietzsche, il concetto di storia ciclica da lui sviluppato ben si adatta al Nevegal. Dove anche quest’anno, a conclusione della stagione estiva e nel periodo che porta dritto all’inverno, mancano le figure tecniche fondamentali per poter riaprire gli impianti per lo sci.
Ansfisa lo ha comunicato alla Provincia, e gli uffici di Palazzo Piloni hanno emesso la determina che sospende l’apertura al pubblico esercizio della seggiovia che serve la Coca bassa e la Coca alta e dello skilift del Campo scuola. Era successa la stessa cosa lo scorso anno.
Il precedente
Allora era dicembre, e fu un’affannosa corsa contro il tempo per riuscire ad aprire almeno il Campo scuola, visto che non aveva nevicato e quella era l’unica pista innevata artificialmente. Anche allora la Provincia aveva dovuto sospendere l’apertura al pubblico esercizio, perché mancavano le figure tecniche previste dalla normativa come attestò Ansfisa.
Ovvero la legge regionale 21/2008, che all’articolo 31, comma 2, disciplina le modalità di apertura al pubblico degli impianti a fune: servono un direttore di esercizio e un caposervizio (o un responsabile di esercizio).
Dimissioni
Sul Nevegal il direttore di esercizio non c’è più. Gianfranco Di Giovanni, che era stato nominato da Dolomiti Ski Line il 3 dicembre 2025 (il nulla osta di Ansfisa era arrivato il 17 dicembre, quello della Provincia il giorno successivo), il 24 maggio di quest’anno ha rinunciato all’incarico. Lo ha comunicato alla Provincia precisando che sarebbe rimasto in carica, come prevede e consente la legge, per 90 giorni.
Il 19 agosto il suo incarico è stato prorogato, in accordo con Ski Line, fino alla conclusione della stagione estiva. Il 13 settembre. Quel giorno è stato l’ultimo di apertura della seggiovia. E da quel giorno sul Nevegal non c’è più un direttore di esercizio. Che è quella figura che si occupa della sicurezza, della gestione e dell’organizzazione delle aree sciabili. Se non c’è, gli impianti non possono essere aperti, e di conseguenza nemmeno le piste ad essi asservite.
La sospensione dell’apertura al pubblico esercizio dello skilift del Campo scuola comporta anche l’impossibilità di usare la pista sintetica, perché è quello l’impianto che viene usato per salire in cima al nastro verde brillante.
Ansfisa
Dolomiti Ski Line, rileva la Provincia, aveva il tempo per nominare un nuovo direttore di esercizio, perché sa dal 24 maggio che Di Giovanni se ne sarebbe andato a fine estate. Ma, scrive Ansfisa (l’Agenzia nazionale che si occupa di sicurezza anche degli impianti a fune, braccio operativo del Ministero) “sono scaduti i termini temporali per la nomina del nuovo direttore d’esercizio e non risulta pervenuta da parte della società esercente l’istanza” con la nomina del suo sostituto.
La nota di Ansfisa è datata 29 settembre, è stata protocollata a Palazzo Piloni il 1° ottobre. Ieri è stata firmata la determina che sospende, di conseguenza, l’apertura al pubblico esercizio dello skilift del Campo scuola e della seggiovia della Coca. Nel provvedimento era coinvolta anche la sciovia del Toront, la Provincia ha ritenuto di non reiterare la sospensione perché per quell’impianto è decaduta la concessione all’utilizzo. Gli impianti (e le piste collegate) non potranno aprire fino a quando la situazione non cambierà.
Dolomiti Ski Line rassicura
Accadrà presto, assicura l’amministratore unico di Dolomiti Ski Line Nevegal, Devis Biena. «Abbiamo già individuato il nuovo direttore di esercizio e abbiamo già inviato la documentazione ad Ansfisa», spiega, raggiunto al telefono.
Impianti e piste sono ovviamente chiusi in questa stagione. Ma l’inverno non è poi così lontano.
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articolo di Alessia Forzin











