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Ultime due settimane di apertura della mostra NATURA IN POSA, Treviso, Museo Santa Caterina

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Ingresso gratuito nelle ultime 2 settimane di apertura della mostra "Capolavori dal Kunsthistorisches Museum di Vienna in dialogo con la fotografia contemporanea"


L’esposizione, che si chiuderà domenica 27 settembre, documenta come il soggetto dello Still life, la Natura morta, si sia sviluppato tra la fine del Cinquecento fino alla contemporaneità.
C’è tempo fino a domenica 27 settembre 2020 per ammirare al Museo di Santa Caterina a Treviso la mostra NATURA IN POSA. Capolavori dal Kunsthistorisches Museum di Vienna in dialogo con la fotografia contemporanea
, promossa dalla Città di Treviso e da Civita Tre Venezie, in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna, main partner Intesa Sanpaolo.
Come regalo alla città, sarà possibile visitare gratuitamente la rassegna, aperta dal giovedì alla domenica dalle 11 alle 19, durante le ultime due settimane, dal 17 al 27 settembre. Un regalo, fortemente voluto dal Comune di Treviso e dagli organizzatori, che sottolinea il valore universale della cultura, vero motore della ripartenza dopo i complicati mesi dell’emergenza Coronavirus e che ha visto Treviso tra le realtà più attente: Natura in posa è stata infatti tra le prime iniziative, a livello nazionale, a riaprire le porte, il 2 giugno scorso.
La mostra documenta, attraverso i capolavori provenienti dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, come il soggetto dello Still life, la Natura morta, si sia sviluppato tra la fine del Cinquecento e lungo tutto il XVII secolo, fino ad arrivare alla contemporaneità con le fotografie dei più importanti maestri di quest’arte.
La qualità dell'esposizione è stata ampiamente riconosciuta dalla critica. La rassegna stampa racconta dell’attenzione che i giornali hanno riservato all’iniziativa: oltre 240 sono state le uscite, suddivise tra settimanali, mensili, agenzie e quotidiani, sia locali che nazionali - con anticipazioni apparse fin da giugno 2019 su quotidiani come Il Giornale, Avvenire e Libero, e gli speciali su La Repubblica e Il Corriere della Sera - alle quali vanno aggiunte quelle delle testate radio-televisive e dei nuovi media digitali.
Nel suo articolo per La Stampa, Fiorella Minervino ha sottolineato come “A ogni passo s’incrociano storie di illusione, inganno, vanitas, artificio, talora ammantate di verde lussureggiante, nel percorso suggestivo che vede in scena la natura morta, tema antico fin dai tempi dei greci e romani, ma prediletto dal Barocco, che viene declinato nei 55 mirabili dipinti, da metà ‘500 al primo ‘700, in arrivo dal Kunsthistoriches (oltre a prestiti da Musei e Fondazioni veneti), e posto in dialogo con la fotografia dei nostri giorni”.
“Queste è una di quelle mostre – ha scritto Francesca Amè su Il Giornale – che educa lo sguardo: la sala dedicata ai fiori tramortisce per la bellezza struggente dei dipinti, dove la perfezione dell’oggi lascia intravvedere, ma solo a chi ha la pazienza di osservare con attenzione, i segni dell’imminente fine”.
“C’era solo un modo per sciogliere l’inganno di fondo – ha spiegato Angelo Molica Franco su Il Fatto quotidiano – che il genere della natura morta reca con sé ab origine, e che ha creato una sorta di equivoco secondo cui le nature morte precipitarono giù dalla classifica d’importanza e finirono per arredare le case dei nostri nonni sia sotto forma di dipinti che di riproduzioni. Il (fine) inganno è la mise en scène: fiori e frutta, infatti, non si mettono in posa dentro un vaso o un cesto sul tavolo. Come illustra bene l’esposizione già azzeccata dal titolo Natura in posa, per dipanare un inganno occorre metterlo in posa e spiegarlo”.
Dal canto suo, Marco Carminati su Il Sole24ore ha ricordato che “la mostra Natura in posa rappresenta la volontà dell’amministrazione pubblica della città veneta di alzare il livello culturale delle rassegne e di dar loro un respiro internazionale”.
Natura in posa è curata per la sezione antica da Francesca Del Torre, con Gerlinde Gruber e Sabine Pénot - responsabili del Kunsthistorisches Museum di Vienna rispettivamente per la pittura italiana, fiamminga e olandese – e da Denis Curti, direttore artistico della Casa dei Tre Oci di Venezia, per la sezione fotografica.
Dalla prestigiosa collezione del Kunsthistorisches Museum di Vienna sono giunti a Treviso 50 capolavori - presentati per la prima volta in Italia - di artisti quali Francesco Bassano, Jan Brueghel il Vecchio, Evaristo Baschenis,che incantano per fasto, creatività e perfezione di esecuzione e dialogano con i prestiti di importanti musei e fondazioni venete e le più iconiche fotografie contemporanee, di autori come David LaChapelle, Martin Parr e Robert Mapplethorpe.

Catalogo Marsilio Editori.

NATURA IN POSA "Capolavori dal Kunsthistorisches Museum di Vienna in dialogo con la fotografia contemporanea"
Treviso, Museo Santa Caterina (piazzetta Mario Botter, 1)   2 giugno - 27 settembre 2020   Da giovedì a domenica, dalle 11.00 alle 19.00

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