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Venezia/ Grandi mostre e partnership internazionali nel prossimo triennio per la Fondazione Giancarlo Ligabue che compie 5 anni e avvia una nuova fase

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Inti Ligabue fa il punto sul primo lustro e annuncia tre mostre in tre anni POWER & PRESTIGE. L'arte dei bastoni del potere in Oceania, a ottobre '21

BUON COMPLEANNO ! - LA FONDAZIONE GIANCARLO LIGABUE COMPIE 5 ANNI E...DIVENTA GRANDE

LE GRANDI MOSTRE E I PROGRAMMI PER IL PROSSIMO TRIENNIO
Tre grandi esposizioni partnership e collaborazioni internazionali e nel 2023 anche i festeggiamenti per il Mezzo Secolo di impegno Ligabue nella Cultura.
 
"POWER & PRESTIGE" - Prima straordinaria mostra a ottobre del 2021 in collaborazione con Musée du quai Branly-Jacques Chirac di Parigi.
Nel futuro, l’apertura di Palazzo Erizzo al pubblico e il Visiting Curator della Collezione.
Compie 5 anni la Fondazione Giancarlo Ligabue. Cinque anni intensissimi di impegno nella cultura, nella ricerca, nello sviluppo della conoscenza, che segnano un punto di arrivo ma anche di partenza, verso nuove avventure e nuovi progetti.
E’ tempo dunque di bilanci ma anche di programmi già definiti per il prossimo  triennio.
La base è a Venezia, ma dalla città lagunare lo sguardo della Fondazione Giancarlo Ligabue è sempre stato rivolto al mondo, per scoprire culture e civiltà diverse, interrogarsi su tanti fronti del sapere e dell’Umanità, della scienza e dell’arte, operando per la tolleranza, il dialogo, la scoperta.
“Una Fondazione profondamente dedicata ad espandere la nostra comprensione dell’essere umano” l’aveva definita Donald Johanson, il celebre paleoantropologo americano, noto al mondo come lo scopritore di Lucy, il giorno della sua inaugurazione il 25 gennaio del 2016 .
“Un’arca della conoscenza capace di affascinare e sorprendere chiunque abbia sete di sapere” secondo Alberto Angela, che rendeva così omaggio alla scelta del suo Presidente Inti Ligabue - figlio del noto imprenditore e paleontolgo cui è stata intitolata la Fondazione - di dar vita ad un’Istituzione capace di assumere il testimone dell’importante lavoro condotto in oltre 40 anni dal Centro Studi e Ricerche Ligabue, reinterpretandolo e attualizzandolo.
ll desiderio era di non disperdere ma anzi valorizzare, far conoscere e rendere fruibile l’enorme patrimonio di opere, documenti e testimonianze che Giancarlo Ligabue aveva raccolto in tanti anni di spedizioni e di amore per il sapere, aprendo questo patrimonio a nuove prospettive, a nuove visioni, a nuove sfide.
La Fondazione sotto la guida di Inti ha puntato soprattutto alla divulgazione e alla fruizione pubblica; allo sviluppo delle conoscenze grazie a quell’universo di storie e culture che le opere custodiscono e ai contribuiti, alle riflessioni che studiosi, artisti, uomini di cultura possono suggerire.
“Conoscere e far conoscere” è il motto scelto per la Fondazione, che può contare su un comitato scientifico internazionale di altissimo livello, che si continua a rinnovare e ampliare, e che ha avviato fin da subito proficue relazioni con le Istituzioni e il ricchissimo mondo culturale veneziano.
 
5 ANNI DI INIZIATIVE - Ecco allora le Mostre, i Dialoghi della Fondazione, le Conferenze, il Ligabue Magazine.
La Fondazione Giancarlo Ligabue ha ideato e organizzato in questi anni, sempre con importanti curatori scientifici, 4 rilevanti mostre che hanno dato vita a 8 momenti espositivi con Venezia come sede privilegiata:
> “Il mondo che non c’era” sull’arte precolombiana, esposta a Firenze, Napoli, Rovereto, Venezia ed Helsinki;
> “Prima dell’alfabeto”, la mostra curata dal grande assiriologo F. Mario Fales che a Venezia  ha affrontato l’evoluzione della parola scritta fra i popoli della Mesopotamia e del Vicino Oriente Antico;
> “Idoli. Il potere delle immagini” l’ultimo affascinante percorso curato da Annie Caubet - sempre in laguna - prima dell’impegno del 2019 legato al centenario della Ligabue, l’azienda di famiglia, tra i principali sostenitori delle attività della Fondazione.
Con le mostre sono stati accolti oltre 250.000 visitatori, realizzati 300 laboratori per bambini e studenti, 400 visite guidate per gruppi e sono state promosse 26 conferenze tematiche.
> 6 sono stati i “Dialoghi della Fondazione Giancarlo Ligabue” a ingresso gratuito, con personalità del mondo scientifico, storico e culturale - Vito Mancuso  Piergiorgio Odifreddi, Philippe Daverio, Alberto Angela, Carlo Vanoni, Samantha Cristoforetti – che hanno coinvolto oltre 3.000 spettatori; > 25 le ore di incontri e conferenze in occasione del centenario; 65.000 le immagini del Centro Studi digitalizzate ed archiviate e 37 le ore di documentari recuperati nell’ambito dell’attività di catalogazione e salvaguardia dei materiali documentari; 18.000 i cataloghi pubblicati per le mostre e 20.000 i Ligabue Magazine stampati in questi 5 anni.
“Abbiamo studiato, riordinato, catalogato e messo a disposizione del pubblico; abbiamo cercato di essere “poeti narranti” delle opere della Collezione” spiega Inti Ligabue.
“Oggi non è cambiato il nostro progetto: il desiderio di sapere e di guardare il mondo, di condividere esperienze e bellezza; il desiderio di ampliare le conoscenze nostre e della società in cui viviamo rispetto a mondi e culture talvolta molto differenti e lontani da noi. Dopo questi anni così intensi possiamo farlo ora con ancora maggior determinazione, avviando una nuova fase che guarda anche a nuovi temi, non necessariamente percorsi dal Centro Studi e non esclusivamente basati sulla Collezione Ligabue”.
Il primo lustro segna dunque un traguardo importante, rafforzato lo scorso anno dall’intitolazione - da parte del Comune di Venezia e della Fondazione Musei Civici di Venezia - del Museo di Storia Naturale a Giancarlo Ligabue: lui che aveva rinvenuto nel deserto del Teneré e poi donato al Museo veneziano il famoso dinosauro, ora nel percorso museale, e che tanto impegno aveva speso per il Museo .
 
LE GRANDI MOSTRE DEL PROSSIMO TRIENNIO - I primi 5 anni indicano uno snodo e anche l’avvio di una nuova fase.
Saranno tre grandi mostre a segnare il prossimo triennio. Esposizioni che intendono affrontare temi nuovi e diversificati, non fondandosi più esclusivamente su opere della Collezione e studi già avviati, ma che, come per “Idoli”, pongono elementi della Raccolta accanto ad importanti prestiti da Musei e Collezioni italiane ed estere, per assicurare l’alto profilo scientifico, investigando nuove aree.
Eventi che aprono la Fondazione Giancarlo Ligabue anche al dialogo e al rapporto con Istituzioni internazionali prestigiose e a partnership di primo piano, come quella siglata con il Musée du quai Branly - Jacques Chirac di Parigi, co-promotore dell’esposizione che la Fondazione organizzerà a Venezia dal prossimo 15 ottobre 2021  - a Palazzo Cavalli Franchetti - e che si terrà in seconda sede presso il museo francese: “Power & Prestige. L’arte dei bastoni del potere in Oceania”
“La Fondazione è un centro di ricerca prezioso per la diffusione della conoscenza sulle collezioni, le culture e su diverse tematiche che sono care ai musei come i nostri” – ha dichiarato Emmanuel Kasarhérou Presidente del Musée du quai Branly - Jacques Chirac “Questa relazione è una meravigliosa opportunità per il Museo di condividere le sue collezioni con Voi e in particolare per la prima volta con il pubblico italiano”
“Per noi – spiega Ligabue - è un grande onore, una conferma della strada compiuta in questi 5 anni, un riconoscimento della qualità scientifica e della serietà del nostro approccio, il fatto che il Musée du quai Branly di Parigi abbia voluto co-promuovere la mostra progettata per il 2021; così come la collaborazione prestigiosa del British Museum di Londra che ci ha concesso prestiti importantissimi”
Curata da Steven Hooper - Professore e Direttore della Sainsbury Research Unit per le Arti dell’Africa, Oceania e delle Americhe, presso l’Università dell’East Anglia nel Regno Unito - l’esposizione riunirà, per la prima volta in Italia e in Europa, oltre 150 bastoni del potere realizzati nel XVIII e XIX secolo, una decina dei quali appartenenti alla Collezione Ligabue.  Saranno proposti pezzi rari e importanti, provenienti dalle principali collezioni del Regno Unito e dell’Europa continentale; manufatti incredibili, a lungo considerati armi di selvaggi e relegati a un ruolo minore, mostrati ora nella loro stupefacente bellezza scultorea e nei loro significati culturali.
Una mostra che sfida gli atteggiamenti convenzionali e presenta questi scettri in tutti i loro significati e valenze: vere opere d’arte, rappresentazioni di divinità, status symbol, armi impressionanti, pregiati oggetti di scambio e accessori per le cerimonie.
“Gli specialisti del settore museale lo sanno, non esiste una ricetta ideale per una mostra di successo. Ma esistono dei punti di vista – commenta Kasarhérou – degli spunti di riflessione che permettono ai visitatori di “entrare” nel vivo della materia e di realizzare un viaggio nuovo, attraverso le opere. E’ il caso di questa esposizione.”
Il 2022 vedrà la Fondazione impegnata su un diverso ambito culturale – sul quale si sviluppa un’attenzione collezionistica e di studio - con la mostra
“De visi mostruosi. Caricature da Leonardo a Tiepolo”. : disegni originali, incisioni, acquarelli e preziosi libri a stampa per mostrare la continuità di una tradizione nell’Italia settentrionale che, dal grande Da Vinci, prosegue nei secoli. provenienti da importanti musei internazionali dalla fine del XV al XVIII secolo, ovvero ritratti grotteschi e caricature “teste caricate”una selezione di “Testa di vecchia” attribuita a Leonardo da Vinci - una - tra cui, esposta per la prima volta al pubblico,Attorno a una decina di notevoli disegni inediti della Collezione Ligabue
Quindi, nel 2023, la scena sarà per “Animal Art”. In un anno importante - in cui verrà anche ricordato Mezzo Secolo di impegno Ligabue nella Cultura dapprima con il Centro Studi e Ricerche ora attraverso la Fondazione - il programma prevede una mostra di forte interesse, centrata
sulle rappresentazioni zoomorfe dal III Millennio alla Roma antica nell’area del Mediterraneo, con alcuni richiami e focus a culture extraeuropee di indubbio fascino.

LE ALTRE ATTIVITA’ - Accanto agli eventi espositivi, proseguiranno nel prossimo triennio anche le altre attività: le Conferenze e i Dialoghi della Fondazione, la messa a disposizione del patrimonio documentario attraverso un archivio, le collaborazioni su progetti specifici con il Museo di Storia Naturale di Venezia e con l’Università Ca’Foscari, con cui la Fondazione sta dialogando.
E poi c’è il “Ligabue Magazine”, lo strumento di divulgazione per eccellenza del Centro Studi e Ricerche, rinnovato dalla Fondazione: la rivista di grande qualità, di chi vuole viaggiare tra i Continenti con la mente e il cuore e di chi ama conoscere e scoprire; il semestrale in italiano e inglese, con la direzione editoriale di Alberto Angela e direttore responsabile Alessandro Marzo Magno che, nato nel 1982, propone, tra i suoi autori, grandi scienziati, storici e studiosi delle diverse discipline.
Negli anni oltre 480 contributi scientifici: più di 60 pubblicati solo in questi ultimi 5 anni.
Con il progetto 50x50 la Fondazione ha voluto mettere a disposizione molti di questi approfondimenti e contenuti, dando la possibilità di scaricare gratuitamente, uno a settimana dal sito ufficiale, i primi 50 numeri della rivista, che nel 2022 compirà 40 anni.
 
PER IL FUTURO: UN VISITING CURATOR ANNUALE PER LA COLLEZIONE E L’APERTURA A NUMERO CHIUSO DI PALAZZO ERIZZO LIGABUE
Infine tra gli obiettivi ambiziosi per il futuro, l’apertura di Palazzo Erizzo-Ligabue al pubblico per la visita a piccoli gruppi. Senza rinunciare alla flessibilità espositiva per le mostre temporanee, s’intende infatti rafforzare il legame tra il pubblico e il prestigioso edificio che è sede della Fondazione sul Canal Grande, in modo che la Collezione esposta a rotazione diventi accessibile, su prenotazione e a numero chiuso, attraverso visioni continuamente nuove.
Visioni che nasceranno grazie allo stimolo e alla rilettura offerta ogni anno da un curatore diverso. Inti Ligabue pensa a un Visiting Curator annuale: personalità di alto profilo che possano soffermarsi su opere e nuclei collezionistici offrendo, di questo patrimonio d’artee storia, chiavi interpretative sempre differenti e stimolanti.

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