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Verona- Dal 26/09 riapre Palazzo Maffei Casa Museo nel cuore della città: tutto pronto per riaccogliere il pubblico.

Palazzo Maffei Casa Museo
Alberto Savinio, La fidèle épouse, Olio su tela, © Savinio Alberto, by SIAE 2020
Gastone Novelli, Fuga delle idee, Matita, olio e gesso su tela
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Riapre il 26/9 Palazzo Maffei Casa Museo, nuovo luogo d'arte e cultura che ospita la collezione Carlon, vera novità del 2020 nel panorama museale italiano


Tante le attività svolte "dietro le quinte" in questi mesi di chiusura: con questo invito Palazzo Maffei Casa Museo, nel cuore di Verona, ha annunciato nelle scorse settimane la riapertura post lockdown -  da sabato 26 settembre - della nuova importante sede museale, inaugurata lo scorso 14 febbraio. 
Per il momento, le aperture saranno solo nei fine settimana e con prenotazione obbligatoria per fasce orarie a causa del necessario contingentamento 
e distanziamento anti Covid.
L’apertura di un nuovo prestigioso museo, su iniziativa dell’imprenditore e collezionista Luigi Carlon, era stata accolta con entusiasmo dal mondo dell’arte e con grande partecipazione dalla città: oltre 350 opere, dalla fine del Trecento al contemporaneo esposte - su idea museografica di Gabriella Belli, direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia - nelle sale del monumentale Palazzo che chiude Piazza delle Erbe nella città di Giulietta e il più importante e iconico palazzo seicentesco di Verona completamente restaurato e reso accessibile al pubblico per la prima volta, con la sua incredibile scala elicoidale, i suoi stucchi, gli affreschi,  l’impareggiabile vista sul luogo che fu l’antico foro romano.
Ora, l’atteso ritorno nelle sale di Palazzo Maffei sarà anche l’occasione per poter ammirare il risultato di alcuni interventi di restauro e manutentivi attuati in questo periodo su oltre una decina di importanti opere, che possono rivelare adesso tutta la loro originale forza espressiva.

Durante i mesi di chiusura imposta dall’emergenza sanitaria per il Covid19, Palazzo Maffei ha infatti continuato ad operare “dietro le quinte”, seguendo le finalità statutarie di divulgazione e valorizzazione ma anche di conservazione e studio che sono tra i suoi obbiettivi principali. Così accanto ai tanti contenuti e alle occasioni di approfondimento offerti in questi mesi sui canali web del Museo, accanto alla realizzazione della guida breve, presto disponibile in italiano e in inglese e all'illuminazione della facciata, Palazzo Maffei  ha anche continuato quell’attività, importantissima, di tutela preventiva e di salvaguardia delle opere d’arte che sono alla base delle funzioni museali e che rendono evidente il rispetto e la passione per il bene culturale e la creazione artistica.
Opere come il Sansone e Dalila del veronese Alessandro Turchi detto l’Orbetto o come il teatrale San Sebastiano curato da Santa Irene di Marc’ Antonio Bassetti e ancora il Cristo deriso di Jacopo Ligozzi, pittore di origini veronesi trapiantato a Firenze, splendono ora grazie all’intervento della restauratrice Attilia Todeschini.

Oltre agli importanti restauri già compiuti in vista della prima apertura di Palazzo Maffei sulla "monumentale" e potente opera di Simone Brentana La strage degli innocenti e sul dipinto di Gregorio Lazzarini Mosè fa scaturire l'acqua dalla roccia - affidati a Massimo Tisato Restauri - devono essere assolutamente segnalati gli interventi effettuati in questi mesi di chiusura dalla restauratrice Barbara Ferriani su alcuni capolavori del Novecento presenti nella Collezione Carlon, in particolare La Sposa fedele, opera di Alberto Savinio e Fuga delle idee di Gastone Novelli.
La tela di Savinio, uno dei momenti apicali della produzione dell'artista, espressione della sua adesione alla poetica surrealista, consente ora, grazie all'intervento effettuato, la lettura della texture dell'opera, prima coperta da strati di vernice applicati in anni passati: sono riemersi i rilievi materici, l'andamento delle pennellate, il ductus pittorico di un artista colto, dissacrante, allusivo ed estremamente raffinato.
Allo stesso modo Fuga delle idee, tecnica mista in cui si mescolano segni, figure, colori e materie, realizzata da Novelli nel 1959 per sovrapposizioni di stesure, giustapposizioni e incroci di bianchi differenti, torna a mostrare con forza la sua composizione multiforme.
Due chicche da vedere e rivedere nel percorso espositivo di Palazzo Maffei, che presenta grandi nomi del panorama internazionale - Picasso, De Chirico, Kandinsky, Duchamp, Magritte, Warhol, ecc. - e importanti focus sul Futurismo, sulla Metafisica e sull'Arte italiana della seconda metà del secolo, fino a Burri e Fontana.

"Riapriamo finalmente al pubblico con fiducia ma anche con senso di responsabilità" commenta Vanessa Carlon, alla direzione di Palazzo Maffei. "Vogliamo
fare un passo alla volta, per verificare che i sistemi di accoglienza e di sicurezza siano adeguati. Abbiamo lavorato a lungo in questi mesi per progettare il futuro di questa sede museale che, come abbiamo sempre detto, desideriamo sia viva, stimolante, partecipata. I tempi sono complessi, difficili, ma la vita e la società non possono prescindere dall'arte, dalla creatività, dalla bellezza."
 
Modalità di visita:
L'accesso, solo su prenotazione, sarà possibile per fasce orarie il sabato e la domenica, dalle 11.00 alle 18.00 (ultimo ingresso 17.00).
Il servizio di prenotazione, gratuito, sarà attivo dal 1° settembre.
I visitatori paganti potranno prenotare on line dal sito di Palazzo Maffei HTTPS://PALAZZOMAFFEIVERONA.COM/BIGLIETTI o da quello di Geticket  HTTPS://WWW.GETICKET.IT
I residenti a Verona e Provincia, che godono di un ingresso gratuito nel 2020, potranno prenotare tramite il call center di Geticket al numero: 848 002008

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