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Da SegnoOnLine - Günter Umberg – Elisabeth Vary

Günter Umberg – Elisabeth Vary

Si inaugura a Villa Pisani Bonetti la mostra che vede come protagonisti Günter Umberg (Bonn, 1942) ed Elisabeth Vary (Colonia, 1940), a cura di Francesca Pola

Günter Umberg – Elisabeth Vary - Giu 26 2026 > Ott 18 2026 - 09:00 > 17:00 - Villa Pisani Bonetti - Via Risaie, 1 - Bagnolo di Lonigo (Vi)
Saranno presentate opere scelte per dialogare con questo capolavoro giovanile dell’architetto Andrea Palladio: un luogo straordinario che mette a confronto la sua identità storica con la creatività contemporanea, offrendo al visitatore inedite coordinate di esperienza.

Le opere di Günter Umberg ed Elisabeth Vary si inseriscono con una sensibile progettualità negli spazi della Villa palladiana, instaurando un dialogo suggestivo con la sua ricchezza storica e architettonica. L’esposizione intende inoltre valorizzare l’unicità del contesto, generando un confronto diretto tra linguaggi, epoche e visioni differenti, creando un percorso espositivo intenso in cui l’eccezionalità dell’architettura rinascimentale si intreccia con la forza e la profondità della ricerca artistica dei due protagonisti contemporanei.

Il progetto concepito dagli artisti stessi si connota come un’indagine sul rapporto tra opera e spazio, tra stabilità e precarietà, tra colore e forma. Le loro opere si fondono in uno scambio continuo con l’ambiente, che dà vita una tensione tra materia, luce e architettura. I vibranti corpi monocromi degli anni ’70 di Günter Umberg dialogano con gli ambienti della villa: l’artista ha concepito la mostra in differenti sequenze affinchè ogni lavoro venga installato in uno spazio definito così da instaurare con esso e con chi lo percorre un legame unico e irripetibile. La superficie pittorica, attraverso la sovrapposizione di innumerevoli strati di pigmento e resina, genera una materia cromatica intensa e pulsante, in cui lucentezza e vibrazione materializzano una inedita tensione tra corporeità e immaterialità.

La relazione tra opera e ambiente si ritrova anche nei lavori di Elisabeth Vary, dove elementi distinti ma intimamente connessi sviluppano un dialogo continuo con lo spazio e con il visitatore. Sagomate a mano e nate da un rapporto fisico con la duttilità del cartone, le sue opere richiedono allo spettatore un coinvolgimento attivo, invitandolo a muoversi attorno ad esse, a esplorarne i volumi, a scoprirne le molteplici prospettive e a indagarne l’utilizzo sapiente del colore. La materia, apparentemente fragile, acquista una presenza solida e vibrante, trasformandosi in oggetto tridimensionale capace di occupare lo spazio grazie alla sua forza intrinseca mentre il colore diviene protagonista ed elemento strutturale che definisce forma, ritmo e intensità.

Le opere assumono molteplici modi di stare nello spazio mettendo in relazione la forma plastica della superficie con la matericità del colore. Un processo immaginativo che ne elabora la complessità, come punto di incontro tra diverse temperature visive, dal candore del bianco agli ardori del rosso, dalle cangianze del viola alla purezza dell’azzurro.

In occasione della mostra Günter Umberg ha concepito un’opera inedita appositamente per gli spazi esterni della villa. L’artista non è nuovo alla creazione di installazioni che si integrano in contesti espositivi museali in grado di offrire al pubblico un’esperienza visiva e corporea strettamente connessa allo spazio. Due strutture ad angolo in calcestruzzo, inclinate l’una rispetto all’altra e che fanno corpo unico con il suo basamento, invitano il visitatore a indagare lo spazio, a osservare l’interno senza potervi accedere, instaurando una relazione fisica e percettiva con la materia. In un continuo gioco di rimandi tra interno ed esterno, tra chiuso e aperto, tra visibile e invisibile, lo sguardo è guidato, avvicinato e allontanato, verso una nuova consapevolezza del rapporto tra opera e ambiente come fosse un edificio parallelo a Villa Pisani Bonetti, che fa risuonare l’identità storica e architettonica del sito palladiano nel presente.

Particolarmente significativa è la relazione che si crea tra i lavori dei due artisti: Umberg e Vary condividono non solo l’esperienza di questa mostra, ma un percorso di vita e di ricerca comune, fondato su dialogo, sostegno e reciproca stima. Le loro poetiche, apparentemente distanti, rivelano profonde affinità nella sensibilità verso lo spazio, la materia e il colore. Il risultato è un’esperienza intensa, emotiva e viscerale, che coinvolge il visitatore in un confronto diretto con l’opera e con il luogo che la accoglie.

In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo bilingue dedicato all’opera di Günter Umberg ed Elisabeth Vary, con un saggio di Francesca Pola e una testimonianza inedita degli artisti raccolta da Giorgia Maroni, immagini delle opere e aggiornati apparati bio-bibliografici.

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