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Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - Furti negli armadietti dell’ospedale: incastrata una donna delle pulizie

Furti all’ospedale San Martino: donna delle pulizie denunciata

Spariti migliaia di euro e oggetti personali dagli armadietti di sanitari e dipendenti. Le indagini della polizia proseguono per verificare eventuali complici

Donna delle pulizie ripuliva anche gli armadietti dei sanitari. Ammanchi a strascico all’ospedale San Martino, ma c’è già un’indagata per l’ipotesi di reato di furto aggravato o dalla pubblica fede o dalla violenza sulle cose. A.V., 41 anni, è stata denunciata giovedì scorso, alla fine di una serie di accertamenti, che hanno coinvolto anche le telecamere dell’impianto di videosorveglianza. Le indagini preliminari sono in mano alla polizia, anche per capire se abbia agito da sola oppure ci siano stati uno o più complici. Di sicuro, nel giro di alcune settimane, sono sparite migliaia di euro e alcuni beni, tipo accessori femminili o capi di abbigliamento.

La sospettata non dovrebbe più essere al lavoro in viale Europa, ma in realtà non si sa se sia già un corso un procedimento disciplinare: le denunce sono più di una e, dalla loro presentazione, non risulta che ci siano state delle altre segnalazioni.

Bisogna tornare un po’ indietro nel tempo, per registrare quello che dovrebbe essere stato il primo episodio. Nello spogliatoio femminile, un’infermiera aveva scoperto che dal suo portafoglio, contenuto nella borsa, era scomparsa una somma in denaro. Non una grande cifra, ma quello che le serviva per fare la spesa oppure qualche compera per sé. Da quel momento, sono cominciati allarmi e segnalazioni, anche in altri locali della struttura sanitaria: dalla mensa ai vari reparti. Secondo quanto ricostruito, un primario avrebbe perso 400 euro in un colpo solo, perché quel giorno aveva tutta una sequenza di bollette da pagare e spese da sostenere. Il massimo del maltolto dovrebbe essere questo.

Il passaparola tra i sanitari ha imposto non solo una maggiore attenzione da parte di tutti, ma anche qualche telefonata a carabinieri e questura, in maniera da far partire le indagini. Gli accertamenti si sono concentrati soprattutto sui filmati girati dagli occhi elettronici disseminati per i corridoi e gli ambienti. Le immagini hanno permesso d’individuare la presunta colpevole, che non è stata colta sul fatto - altrimenti sarebbe stata arrestata in flagranza di reato - pertanto è stata soltanto denunciata a piede libero.

Si continua a indagare e a sentire le vittime dei furti, per cercare di capire se qualcun altro abbia collaborato all’attività criminosa oppure se A.V. abbia fatto tutto in proprio, non resistendo alla tentazione di arrotondare lo stipendio. Inevitabile ascoltare anche le colleghe di lavoro, che non saranno poche, in un ospedale vasto come quello cittadino.

Esiste per lei, come per tutti, la presunzione d’innocenza, ma non mancherebbero gli indizi, anche dopo la perquisizione. La donna non è del tutto sconosciuta agli uffici giudiziari, ma all’epoca faceva tutto un altro mestiere.

Nei prossimi giorni, potrebbe essere a sua volta sentita dalla polizia giudiziaria, dopo di che più avanti diventeranno maturi i tempi per il processo penale, nel quale i sanitari derubati potranno costituirsi parte civile, per riavere indietro i loro soldi. Eventualmente avranno bisogno anche loro di un avvocato, che li assista in tribunale, di fronte al giudice e al pm.

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articolo di Gigi Sosso

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