Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - Rispondere all’emergenza maltempo: Belluno cerca nuovo personale
A più di un anno dagli eventi meteorologici che nell’estate 2025 hanno colpito i due comuni di Borca e San Vito di Cadore, la struttura commissariale si prepara ad affiancare agli uffici una nuova figura
La macchina dell’emergenza ha bisogno di più personale. A più di un anno dagli eventi meteorologici che nell’estate 2025 hanno colpito i due comuni di Borca e San Vito di Cadore, la struttura commissariale si prepara ad affiancare agli uffici una nuova figura. Il decreto del commissario delegato, pubblicato dalla Regione Veneto, autorizza infatti l’assunzione di una persona, attraverso un’agenzia di lavoro.
La novità non riguarda un cantiere o una nuova opera. A essere rafforzata è la struttura amministrativa che deve seguire tutto ciò che resta da fare dopo l’emergenza. La richiesta è arrivata dal settore che segue la pianificazione e l’esecuzione degli interventi, per rafforzare l’Unità organizzativa incaricata del post-emergenza.
Il carico di lavoro resta legato a un quadro di danni pesante. Tra il 15 giugno e il 1° luglio 2025, e il 12 e 13 luglio, piogge eccezionali avevano provocato colate detritiche, allagamenti e problemi alla viabilità, oltre a danni agli edifici privati, alle reti dei servizi essenziali e alle opere di difesa idraulica. La ricognizione effettuata dagli uffici regionali aveva portato a una stima complessiva di 88 milioni 389 mila euro. Di questi, 88 milioni 330 mila euro riguardavano il patrimonio pubblico, mentre poco meno di 59 mila euro erano riferiti al volontariato di protezione civile.
Per affrontare la situazione era stato dichiarato prima lo stato di emergenza regionale e poi quello nazionale. Nell’agosto 2025 il Consiglio dei ministri aveva messo a disposizione fino a 5 milioni 530 mila euro per i primi interventi urgenti. Nel luglio 2026 è arrivata l’ordinanza nazionale che ha istituito la gestione commissariale, per proseguire le attività necessarie al superamento dell’emergenza. Il termine si è allungato. Il 4 agosto 2026 il Consiglio dei ministri ha prorogato lo stato di emergenza nazionale di altri dodici mesi.
È in questo contesto che arriva anche il nuovo provvedimento sul personale: non per aprire un nuovo fronte di intervento, ma per dare più forza agli uffici che devono seguire pratiche, procedure e attività legate alla fase successiva agli eventi del 2025.
La scelta del contratto di somministrazione viene motivata dalla necessità di avere rapidamente personale aggiuntivo, anche in considerazione della durata della gestione commissariale. La spesa potrà arrivare a 50 mila euro all’anno e sarà coperta dalle risorse dell’emergenza, senza gravare sui bilanci ordinari della Regione.
Sarà il responsabile del settore che coordina e gestisce le attività commissariali a curare la procedura per individuare la persona. Il decreto non indica il nome del lavoratore né la durata del contratto: fissa il tetto massimo della spesa e autorizza l’avvio della ricerca.
Dietro una decisione organizzativa c’è dunque la fotografia di un’emergenza che, per Borca e San Vito, non si è esaurita ma entra anzi nella fase più operativa. A oltre un anno dagli eventi, con più di 88 milioni di euro di danni censiti, la partita resta aperta e una parte importante del lavoro si è ormai spostata dai luoghi colpiti agli uffici chiamati a gestire il lungo dopo-emergenza.











