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È allarme giovani, il questore di Belluno: «Il disagio aumenta, dobbiamo fare rete» - Selezione articoli dal Corriere delle Alpi

La festa della polizia a Belluno

Il questore Della Rocca alla festa della polizia chiama istituzioni, famiglie e scuole: «Segnaliamo se qualcosa non va prima che sia troppo tardi»

Occhio ai giovani, soprattutto minori: «Troviamo soluzioni insieme, istituzioni famiglie scuole, intercettiamo i disagi e accogliamo i confronti con i ragazzi, che saranno probabilmente accesi. Ascoltiamo e diamo loro indicazioni, segnalando prima che sia tardi». Rinnova l’appello il questore Roberto Della Rocca al 174° anno di fondazione della polizia, nel salone della prefettura col padrone di casa Roccoberton e il sindaco De Pellegrin, i rappresentanti di procura, tribunale, carabinieri, finanza, esercito, vigili del fuoco, polizia municipale e sindaci.

Lo zoom sul mondo giovanile Della Rocca lo aveva già offerto l’anno scorso, appena tornato in provincia.

Ieri, 10 aprile, ha rinnovato con un accento particolare questo appello alla comunità: è necessario fare rete per intercettare il disagio giovanile che rischia di prorompere anche nel Bellunese. E ha offerto l’esempio dei ragazzi del liceo musicale Renier.

Il caso delle due ragazzine a inizio anno, che avevano disfatto il bar e le vetrate della stazione di Longarone, pare solo la punta dell’iceberg. Ma dal suo osservatorio la polizia sembra intercettare anche altro.

«L’anno scorso avevo fatto un cenno al mondo giovanile e al precipitare degli episodi delittuosi che coinvolgono minori in realtà vicine a noi, con una preoccupazione: si tratta di modalità illecite che hanno una capacità contagiosa rapida, che stanno già interessando la nostra provincia», ha dichiarato un Della Rocca che guarda invece in «termini positivi alla situazione sicurezza in provincia», anche grazie alla rete tra forze dell’ordine, enti, Comuni e le stesse categorie economiche sotto il coordinamento del prefetto.

Fitto anche il rapporto con la cittadinanza: si pensi alle 12.829 chiamate ricevute dall’Ufficio prevenzione, 501 in più del 2024; 7.260 persone in più controllate (il 40%) e quasi 300 interventi in più della sala operativa (3.982).

La polizia scientifica l’anno scorso ha effettuato 27 sopralluoghi in più per accertamenti tecnici rispetto al 2024 e nel 2026 siamo già a 332 fotosegnalamenti e 5 sopralluoghi. Di pari passo la divisione anticrimine (con il dirigente Petrillo) ha registrato un aumento di 214 fogli di via obbligatori e 14 Daspo, otto in più del 2024.

Tutto questo in vista dell’anno olimpico. «Non posso non parlare di Olimpiadi: è andata!

Dapprima la faticosa e complessa attività» di organizzazione, tra videocall, riunioni tavoli tecnici, «affrontando problemi che sembravano irrisolvibili, criticità insormontabili, catastrofi annunciate, negatività riciclabili, critiche e disfattismi. Insomma una bella sfida. Un’avventura iniziata con una problematica logistica – la ricerca degli alloggi per gli aggregati – direi assai preoccupante, che ci ha visti impegnati con Prefettura e Provincia in una rincorsa estenuante con un traguardo che sembrava impossibile da raggiungere».

Un grazie a Camera di commercio e albergatori per le disponibilità e all’«ufficio logistico» per spirito di sacrificio e professionalità.

«È andata in generale molto bene, anzi possiamo dirlo è stato un successo»: sportivo (per le Fiamme Oro) e organizzativo. «Un successo riconosciuto in Italia e soprattutto a livello internazionale, tenendo conto dell’improvviso cambiamento dello scenario internazionale avvenuto alla vigilia delle paralimpiadi».

Non che non ci siano state le “bombe” da disinnescare, ha sottolineato Della Rocca, ma il successo è «perchè non è successo nulla». «Vi ho chiesto tanto» ha chiuso riferendosi al personale (i funzionari e i 277 operatori di questura, commissariato di Cortina e amministrativi) «ma sono consapevole che avete dato di più». Soprattutto alla comunità del Bellunese, perchè «Dietro ogni uniforme c’è una persona».

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articolo di Cristina Contento

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