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Selezione articoli dal Corriere delle Alpi - A Belluno risonanza magnetica montata sul camion per ridurre le lista d’attesa

La risonanza magnetica di ultima generazione

L’unità mobile che sarà posizionata nell’area dell’ospedale San Martino di Belluno garantirà 800 prestazioni in otto settimane

Per abbattere le liste di attesa torna la risonanza magnetica mobile. Cioè installata su un camion che sarà posizionato nell’area dell’ospedale San Martino.

I precedenti
L’esperienza con una unità mobile era stata fatta già nel 2023 sempre per far fronte all’aumento delle richieste di questa prestazione all’interno dell’Ulss 1 Dolomiti.
Un’esperienza che ha dimostrato di essere efficace se, anche quest’anno, in primavera, il direttore dell’unità operativa di Radiologia dell’ospedale di Belluno, Giovanni Balestriero, ha chiesto alla direzione strategica dell’azienda la possibilità di ricorrere al noleggio di un sistema mobile di risonanza magnetica a 1,5 Tesla per effettuare alcuni esami così da continuare i programmi strategici per migliorare e governare le liste di attesa.
Gli esami che dovrà svolgere questa apparecchiatura riguarderanno soprattutto quelli senza mezzo di contrasto, in particolare del rachide, dell’encefalo, del bacino e delle articolazioni così «da raggiungere gli obiettivi aziendali per l’anno 2026 relativamente all’abbattimento delle liste di attesa», evidenziano dall’Ulss dolomitica.

L’indagine di mercato
Nel maggio scorso, l’azienda sanitaria, quindi, ha avviato un’indagine di mercato per acquisire le candidature e le proposte tecnico-economiche per la fornitura di questa apparecchiatura con un noleggio temporaneo per una spesa presunta di 84.000 euro oltre all’Iva.
Due le proposte arrivate alla scadenza dei termini dell’indagine e dopo le verifiche è stata scelta l’impresa International Medical for Life srl (Iml srl). Una scelta dettata dalla valutazione delle prestazioni diagnostiche, della dotazione tecnologica, dei workflow operativi, dell’interoperabilità dei sistemi e dei servizi di assistenza e manutenzione.
La ditta ha già fatto un sopralluogo preliminare per verificare gli aspetti logistici, impiantistici e di sicurezza connessi all’installazione dell’unità mobile di risonanza magnetica e alla fine è stata decisa la collocazione dell’unità mobile.
La ditta, quindi, fornirà la struttura diagnostica, mentre il personale sarà messo interamente dall’Ulss 1 Dolomiti «valorizzando le competenze del nostro personale», fanno sapere dalla direzione strategica dell’azienda.

Come funzionerà
La risonanza magnetica quindi, sarà operativa dal 21 settembre per otto settimane fino al 14 novembre (ma c’è la possibilità di una proroga di ulteriori sei settimane in caso di necessità) dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 20. Eseguirà circa 18 prestazioni al giorno per un totale di 800 complessive. Sarà collocata all’ospedale di Belluno nell’area in prossimità della Medicina nucleare.
«L’investimento era stato programmato per diminuire le attese delle risonanze, come già fatto in passato. Le persone sono già state prenotate negli slot disponibili e al momento non risultano prestazioni di risonanza magnetica in pre-appuntamento», precisano sempre dall’Ulss 1 Dolomiti. Il canone di noleggio è di 9.900 euro a settimana (Iva al 22% esclusa) mentre l’importo totale per le otto settimane di attività è pari a 96.624 euro che potrà salire a 139.900 euro se l’attività sarà prorogata per altre sei settimane.

Le liste di attesa
L’esame di risonanza magnetica è diventato da qualche anno uno tra i più richiesti e prescritti per un’indagine approfondita di alcune problematiche soprattutto di natura articolare. E questo è evidente nel numero di prenotazioni che ad esempio si sono registrate nel marzo 2026 (mese ultimo disponibile per verificare le liste di attesa presenti sul sito dell’Ulss 1 Dolomiti, ndr): erano 491 di cui 108 avevano un codice di priorità B cioè dovevano essere svolte entro 10 giorni, 330 avevano una priorità D (entro 30 giorni) e 53 con priorità P (entro 90 giorni). Tra tutte queste, la maggior parte di richieste riguardava l’indagine del rachide lombosacrale (111), 66 l’esame del ginocchio (66), e 48 l’indagine della spalla. Di queste prestazioni, in media il 95% è stato erogato nei tempi previsti dalle classi di priorità. Sono numeri importanti che evidenziano la sempre maggiore richiesta di questi esami e quindi la necessità dell’Ulss di ricorrere a all’unità mobile per rispondere a tutte le domande di salute.

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articolo di Paola Dall’anese

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